La politica nei paesini è davvero divertente. Una macchietta d’altri tempi, con comizi in solitaria, dove non è dato controbattere. In alternativa ci sono le passeggiate dei politici di turno, che “casualmente” in periodo di votazioni portano di piazza in piazza il loro faccione, per poi non farsi rivedere fino alla prossima tornata elettorale. Si dice tutto e il contrario di tutto, possibilmente urlando, perché nelle piazze di paese “chi urla di più ha ragione”. La scena più divertente è stata quella di una candida candidata al consiglio comunale di uno sparuto paesino salentino: salita sul palco, ha esordito affermando che la propria candidatura avviene nella massima umiltà. L’ha scandito bene, per ben tre volte, prima di iniziare un panegirico incazzato all’inverosimile e gridato a squarciagola sulla politica del suo paese, tanto attenta solo alla poltrona. Alla faccia dell’umiltà.
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La politica nei paesini è davvero divertente. Una macchietta d’altri tempi, con comizi in solitaria, dove non è dato controbattere. In alternativa ci sono le passeggiate dei politici di turno, che “casualmente” in periodo di votazioni portano di piazza in piazza il loro faccione, per poi non farsi rivedere fino alla prossima tornata elettorale. Si dice tutto e il contrario di tutto, possibilmente urlando, perché nelle piazze di paese “chi urla di più ha ragione”. La scena più divertente è stata quella di una candida candidata al consiglio comunale di uno sparuto paesino salentino: salita sul palco, ha esordito affermando che la propria candidatura avviene nella massima umiltà. L’ha scandito bene, per ben tre volte, prima di iniziare un panegirico incazzato all’inverosimile e gridato a squarciagola sulla politica del suo paese, tanto attenta solo alla poltrona. Alla faccia dell’umiltà.