Tutto Precario

IL CENTRO CHE ROMPE


D’accordo, le elezioni sono una palla. Pesanti, noiose, prive di interesse, con candidati cotonati e omologati. Ma che il colpo di scena avvenisse per lo scudo crociato è davvero troppo! In una campagna elettorale dove praticamente quasi tutti i principali competitori lavorano al centro, anche i problemi vengono dal centro. Per chi pensava, infatti, che la Democrazia Cristiana, per nostra fortuna, si fosse estinta, era solo un’illusione… dalla morte naturale della Dc i processi di resurrezione forzata si sono moltiplicati, tra i nostalgici dello scudo crociato, che a colpi di suddivisioni, separazioni e scontri giudiziari si sono accaparrati le “spoglie” di un partito di cui in troppi riconoscono i meriti, mentre in pochi si ricordano i demeriti. Fino all’ultimo colpo di scena: l’ennesimo processo giudiziario avviato da Pizza per l’ammissione del proprio simbolo in questa tornata elettorale ha, infatti, causato un’ordinanza cautelare (non di merito, quindi, parziale, e non definitiva) del Consiglio di Stato. Ovvia la richiesta di ristabilire il regime della par condicio per le “mancate” due settimane di campagna elettorale. Il che significherebbe che quest’odiosa campagna elettorale, tra le meno attraenti e interessanti degli ultimi anni, almeno dal punto di vista dell’afflato popolare, si potrebbe drammaticamente allungare di due settimane. Un vero incubo, insomma. Sopportare per altre due settimane i faccioni dei politici che sfilano dall’Insetto e da Mentana fa venire voglia di una crisi mistica sul monte Athos. I “meriti” politici, in fondo, di questa “impresa” elettorale sarebbero ben individuabili nel listone del Pdl, con cui Pizza (oltre alla Mussolini, Rotondi e Lombardo… non erano solo An e Fi?), è imparentato, per un solo scopo: sottrarre voti a Casini… Non c’è che dire… dappertutto il centro comanda… e rompe…