Tutto Precario

IL BUE MUTO


C’era una volta il “Bue muto”, meglio conosciuto come Tommaso d’Aquino, uno dei principali pensatori della filosofia cristiana. La definizione un po’ canzonatoria era figlia di una stazza fisica non proprio da bello senz’anima e di un carattere timido, che a seconda dei punti di vista proponeva un personaggio taciturno per desiderio di mistica o uno silenzioso per nascondere una oggettiva goffaggine. Alle cronache c’è un novello “Bue muto”: si chiama Giuliano Ferrara, che fischiato a Bologna, non ha potuto tenere il suo comizio “pro life”. Premesso che Ferrara più che il bue muto, sembra Platinette con la barba e che di Ferrara non condivido pressoché nulla (se non il fatto che essendosi candidato non si vedrà per un po’ a La7) devo dire che non ho gradito le scene da tifo da stadio che si sono viste a Bologna. Certo, Ferrara per me fa una battaglia ideologicamente bacata, come già sottolineato in un altro post, come del resto la maggior parte delle sue battaglie. Ma questo non giustifica alcun atteggiamento intollerante. Se uno non condivide, non partecipa. L’andare a fischiare in massa non è ancora un argomento. Oppure se non si condivide e si vuol partecipare, si va e si ascolta, dissentendo con le idee. Ferrara, tra l’altro, non è di certo uno che si fa intimorire da 300 tifosi da centro sociale che lo fischiano… ai fischi ci è abituato da una vita. Quei 300 fischiatori liberi sono così privi di argomenti che, con il loro atteggiamento, non fanno altro che offrire una stampella a Ferrara e alla sua battaglia furba e ideologica. Sembra che ormai a nessuno vada di argomentare seriamente sulle questioni. Sorge il dubbio che il problema sia proprio che manchino le idee. E il fischio è una responsabilità in meno.