L’esito negativo della trattativa su Alitalia rappresenta il risultato quasi scontato di una campagna mediatica, imbastita contro l’unica offerta reale sul tavolo. Di colpo erano state concepite dalla testa asfaltata del Cavaliere cordate italiane di imprenditori corsari, pronti a raccogliere le ceneri della compagnia di bandiera, per partorire una fenice. Per ora di offerte alternative e di cordate non si vede neanche l’ombra: e il sospetto che fosse una spudorata operazione pre-elettorale è forte. Staremo a vedere. Quello che più inquieta non è tanto il fatto che sia saltata la trattativa con Air France, ma che chi l’abbia fatta saltare passi per imprenditore liberista. Berlusconi e tutti i “liberisti” del centro destra probabilmente non hanno studiato a fondo le teorie liberiste. Il liberismo è la teoria economica che prevede la libera iniziativa e il libero commercio, con l’abolizione dei dazi (perché Tremonti oggi li vuole rimettere?), mentre l’intervento dello Stato nell’economia si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc.) che possano favorire il commercio. Il liberismo è considerato da molti come l'applicazione in ambito economico delle idee liberali, sulla base del concetto “democrazia vuol dire libertà economica” coniato da Friedrich von Hayek. Dunque chi è liberista sa che è il mercato a stabilire le regole di qualsiasi trattativa o transizione: è il mercato stesso meccanismo di regolazione. Chi ragiona ancora con proposte autarchiche non è un liberista. Ora, in Italia, i presunti liberisti sono quelli che osteggiano il mercato, che ragionano con prospettive monopoliste e autarchiche. Possibile che nessuno noti la contraddizione?
LIBERISTI A PAROLE
L’esito negativo della trattativa su Alitalia rappresenta il risultato quasi scontato di una campagna mediatica, imbastita contro l’unica offerta reale sul tavolo. Di colpo erano state concepite dalla testa asfaltata del Cavaliere cordate italiane di imprenditori corsari, pronti a raccogliere le ceneri della compagnia di bandiera, per partorire una fenice. Per ora di offerte alternative e di cordate non si vede neanche l’ombra: e il sospetto che fosse una spudorata operazione pre-elettorale è forte. Staremo a vedere. Quello che più inquieta non è tanto il fatto che sia saltata la trattativa con Air France, ma che chi l’abbia fatta saltare passi per imprenditore liberista. Berlusconi e tutti i “liberisti” del centro destra probabilmente non hanno studiato a fondo le teorie liberiste. Il liberismo è la teoria economica che prevede la libera iniziativa e il libero commercio, con l’abolizione dei dazi (perché Tremonti oggi li vuole rimettere?), mentre l’intervento dello Stato nell’economia si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc.) che possano favorire il commercio. Il liberismo è considerato da molti come l'applicazione in ambito economico delle idee liberali, sulla base del concetto “democrazia vuol dire libertà economica” coniato da Friedrich von Hayek. Dunque chi è liberista sa che è il mercato a stabilire le regole di qualsiasi trattativa o transizione: è il mercato stesso meccanismo di regolazione. Chi ragiona ancora con proposte autarchiche non è un liberista. Ora, in Italia, i presunti liberisti sono quelli che osteggiano il mercato, che ragionano con prospettive monopoliste e autarchiche. Possibile che nessuno noti la contraddizione?