Tutto Precario

L'EUFORIA DEL MIRACOLO


È bastato che Berlusconi vincesse le elezioni che una foga orgasmica da orgia contagiasse il paese: qualsiasi cosa faccia il Cavaliere, si trasforma in “miracolo”. Già, perché l’euforia spesso frigge gli spazi al pensiero, facendo passare in secondo piano quanta mistificazione ci sia nei primi provvedimenti del fiorente governo dalla maggioranza sovraumana. Potere dei miracoli! Si è abolito l’Ici (anche se quelli di prima l’avevano già abolita per le abitazioni più modeste) e se togliere una tassa può anche essere visto come un fatto positivo (siamo in Italia, l’importante è sempre e solo quello), poco importa se da quell’abolizione ne traggono maggiori vantaggi i ricchi (guardacaso!) e se il “mago” Tremonti (quello che molti personaggi del centro destra osannano come un mito, ma che tutta Europa spernacchia per le famose figure sui conti pubblici e sull’operazione tentata di nazionalizzare la Banca d’Italia; lo stesso che ha per ben due volte fatto uscire l’Italia dai parametri economici europei e che gridava che il condono era opera che si faceva solo nei golpe sudamericani, salvo poi introdurli da ministro dell’Economia) non ha ancora spiegato quali altre imposte farà salire per compensare le perdite di quegli introiti. I ministri del nuovo governo ora annunciano di voler applicare il federalismo fiscale e stranamente nessuno (compreso ovviamente lumacone Veltroni) fa notare loro che non esiste tassa più federale dell’Ici, visto che basandosi sul patrimonio qualche tassa la faceva pagare anche a chi di solito glissava alla voce tasse. Saranno ovviamente contenti i comuni, che sulle perdite dell’Ici dovranno inventarsi qualcosa per sopperire al lutto economico: a Palermo, ad esempio, hanno già raddoppiato l’Irpef. L’annuncio del nucleare è poi una vera chicca: persino mister “Casini nucleari” applaude e benedice le quattro prossime nuove centrali. Poi uno si sorprende che la gente non vota Casini: è duro di comprendonio. Carlo Rubbia in una trasmissione di Santoro gli spiegò con una lezione personalizzata l’inutilità del nucleare in Italia, visto che per costruire gli impianti, nel migliore dei casi, ci vogliono 15 anni, che le centrali quando nasceranno saranno già vecchie perché useranno tecnologie di terza generazione mentre tutto il mondo viaggia verso la quarta generazione. Rubbia gli spiegò persino che non si ha idea di dove mettere le scorie, con un costo di circa 30 miliardi con il risultato di energia costosissima e fuori mercato, che non riuscirebbe a coprire neanche il 10% del fabbisogno nazionale. Ottima trovata insomma. Rubbia qualcosa ne capirà, avendo vinto un nobel. Scajola certamente no, perché questo novello Solone della fisica è lo stesso che dava del “rompicoglioni” a Marco Biagi, a cui non riteneva opportuno assegnare una scorta. A risarcimento gli hanno intitolato una legge, anni luce lontana dal suo libro bianco. Ma in Italia ci si dimentica spesso della storia. Pazienza. Il capolavoro poi arriva dall’introduzione del reato di clandestinità per gli immigrati, la nuova genialata del simpatico ma gonzo Maroni. Linea dura s’appresta? A leggere un intervento di Bruno Tinti, Procuratore aggiunto della Repubblica di Torino, su La Stampa del 26 maggio, è un’altra operazione inutile che allungherà i tempi della giustizia senza ottenere i risultati prefissati (leggere e gustare). Ora Bruno Tinti qualcosa di leggi e di reati ne capirà. Quando entrò in vigore la legge Bossi Fini, il centro destra parlò di legge giusta, finalmente efficace: ho passato oltre cinque anni a discutere degli effettivi vantaggi di quella legge con molti amici (e non) del centro destra; in molti si sono convinti che in questi anni, dove il problema si è praticamente moltiplicato fosse entrata in vigore qualche legge lassista-comunista. E, invece, no. Era sempre la Bossi Fini, la legge che nel tempo ha dimostrato tutta la propria incapacità. Aggiungiamo fiore a fiore. Naturalmente attendiamo per poter aggiungere alla categoria dei miracoli berlusconiani la questione del ponte sullo Stretto: intanto le buone notizie non tardano ad arrivare in tal senso, visto che l’appalto l’ha vinto l’Impregilo, che ha così ben operato nello smaltimento dei rifiuti campani. In tutto questo entusiasmo ingiustificato, il Cavaliere quatto quatto il decreto salva Rete 4, per cui paghiamo 305000 euro al giorno dopo la decisione della Corte europea, se l’è fatto. Chi poteva immaginarlo? La bella addormentata nel bosco Veltroni di colpo ha sbottato, dicendo che se si fa cosi, si rischia di far saltare il dialogo. Toh! Succede sempre da chi meno te l’aspetti.