Tutto Precario

INFORMAZIONE E GIUSTIZIA


Sarà pure una fissa, ma l’informazione e la comunicazione sono tutto. In un paese dove dovrebbe regnare la democrazia queste due parole semplici e complesse allo stesso tempo avrebbero vita dignitosa. Non dominerebbero, attenzione, ma avrebbero vita dignitosa. In Italia si dice che non ci sia un problema di informazione. Balle. Chi opera nel settore, se non ha fette di salame ed insaccati vari sugli occhi e non è in malafede, sa bene che non è vero. Si fa tanto parlare di “fatti” ed “opinioni”, ma spesso il problema è capzioso, privo di virtuosismi, fallace, tendenzioso, persino scaltro. Metti, ad esempio, Pomicino, tornato alle cronache nazionali grazie alla “partecipazione” nel film “Il divo di Sorrentino”, che in una recente trasmissione televisiva e poi su un noto giornale nazionale, diretto da pseudo giornalisti ha sostenuto che la colpa di Mani pulite, alla fine, sarebbe accreditabile al solo ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, “reo”, a suo dire, di essersi piegato ai pm del pool di Milano. Premesso che lo stesso Scalfaro fu indagato, uscendone tra l’altro senza alcun riscontro penale nella sua azione politica, Pomicino ha dimenticato (stranamente) di spiegare come mai intascò oltre cinque miliardi di euro per girarli ad una “pecorella” qualunque come Salvo Lima; oltretutto il parlamentare impunito continua a confondere (ma non è l’unico) il pool (che indaga) con il gip (che solitamente è quello che arresta). Altro giro, altro regalo: ieri, “urni et orbe” all’assemblea dei giovani industriali, prima di cadere in una nuova crisi da carenza di zuccheri, il Cavaliere ha annunciato il blocco delle intercettazioni, salvo per le indagini di terrorismo e di mafia: hanno applaudito tutti, evasori presenti e quelli assenti, l’ex ministro del lavoro, Cesare Damiano (e questa la dice lunga), Bonanni per il sindacato (e questa la dice ancor più lunga). Ovviamente nessuno ha fatto notare che il problema non sono le intercettazioni, ma l’uso che spesso se ne fa in sede d’indagine. Nessuno ha fatto notare ancor di più che senza le intercettazioni, non si sarebbero scoperte inchieste come “Mani pulite”, dove i partiti si cibavano di soldi e corruzione, non si sarebbero scoperti gli immondezzai dei rapporti inciucianti Mediaset- Rai, non si sarebbe scoperta “Calciopoli”, dove personaggi come Moggi (salvo prove contrarie) hanno alterato i campionati, non si sarebbe scoperte le scalate bancarie illecite di un paio di estati fa. È solo un caso tutto questo fervore nei confronti di questo capitolo? C’è poco da sorprendersi… Alfano l’ha detto “bisogna ridurre i tempi dei processi”… con i precedenti provvedimenti del governo Berlusconi in materia di giustizia e quelli in cantiere l’obiettivo pare alla portata: basta cancellare i processi stessi. Si sa che alla fine la colpa è dell’informazione… viva allora la corretta informazione alla Facci, quella che s’interroga sui problemi seri della nostra Italia… e, cioè, che “Brunetta non è basso e chi lo dice è solo invidioso”. In effetti, anche Berlusconi a guardarlo bene, lo si confonde con un corazziere.