Ovvio, ma lo dico comunque: è la mia passione da sempre. L'ho lasciata tra i venti e i venticinque, un periodo nel quale l'avevo quasi dimenticata (la musica mi aveva assorbito quasi completamente e poi credevo che il fantasy facesse parte della sfera della mia fanciullezza e non avesse più nulla da darmi/dirmi), l'ho ritrovata del tutto quattro anni fa, in un momento difficile della mia vita. E mi ha aiutato. Era per fuggire dai problemi quotidiani, direte voi.Era per ricevere una boccata di aria pura e ricaricarmi, dirò io.La Spada di Shannara di T.Brooks, per la precisione. L'avevo già letta un paio di volte durante la mia adolescenza poi, tra le ansie di un nuovo lavoro, un nuovo appartamento e difficoltà economiche, mi è ricapitata tra le mani verso i trent'anni. E tutto è ricominciato ad andare per il verso giusto... e dire che La Spada è uno spudorato scopiazzamento del Signore degli Anelli. Uno scopiazzamento, si, ma fatto bene e con una giusta dose d'ingenuità. E con riverenza.Fatto sta che ho capito solo allora la forza del fantasy e della mitopoiesi in generale: dare forza, visualizzare mondi migliori, trasmettere valori attuali ed eterni quali l'amore per la natura e la saggezza degli antichi miti.Quindi, a trent'anni, ho ripreso (da piccolo adoravo scrivere storie fantastiche, ero rimasto fulminato da Fate di Brian Froud e Alan Lee) a creare storie. Scrivo per me e scrivo per gli altri (virtualmente, in quanto ancora inedito, se non si contano alcuni interventi sulla fanzine Irish People). L'idea della trilogia mi è scaturita fuori tutta d'un tratto con la potenza di un geyser. Anzi, a dirla tutta, c'è talmente tanto materiale da farci una decalogia, ma agli inizi è meglio tenersi con i piedi per terra... Avevo covato tante idee durante tutti questi anni e poi...katabum! Geyser! Alla prossima, col vostro permesso, vi porterò più a fondo nella mia trilogia e nel mondo di Tallund.