Insomma, un anno e poco più e L'Adunanza era pronta. Ho dovuto essere un po' rigido con me stesso per portarlo a termine, ma alla fine è stato un vero piacere.Se dovevo andare a lavoro il pomeriggio, subito dopo il tè e i biscotti, mi mettevo a scrivere da una a due ore. Se, invece, avevo il turno di mattina, scrivevo (con palpebre piombate) appena tornavo a casa (...sempre dopo una bella tazza di tè, ovviamente).Appena finito, come suggeriscono i migliori manuali di scrittura, ho lasciato fermentare il manoscritto per un bel po'. Beh, diciamo che mr. Stephen King (nel suo bellissimo On Writing) consiglia almeno un paio di mesi, io non sono riuscito a resistere oltre tre o quattro settimane. Nel frattempo, l'avevo prestato ad un amico, Silvio, e alla mia principessa, Eva. L'amico mi ha fatto i complimenti (anche se si è fatto quattro risate su alcune sviste sui termini nautici) e la principessa mi ha fatto notare la presenza in alcuni punti di quella terribile bestia chiamata infodump... ossia quando dici troppo e troppo presto.Quindi, passate le quattro settimane, ho ripreso in mano il manoscritto e l'ho riletto, tenendo a mente le correzioni e i suggerimenti di Silvio e Eva.Durante la revisione, utilissimo, oltre al già citato On Writing, il sito di Andrea D'Angelo Negrore.Una limata, un taglio e un aggiunta e nell'autunno del 2007, l'Adunanza era pronta per l'arrembaggio alle case editrici. Sin'ora l'ho spedita a quattro case "grandi" e tre case "piccole", tutte specializzate nel fantasy. L'Armenia editrice mi ha risposto quasi subito, tempo due o tre settimane e la mail era già lì. La lettera diceva che al momento il loro catalogo era al completo. Per le altre... chi vivrà vedrà.Ora, nel frattempo, sono impegnato con il secondo capitolo della Saga: L'Albero dei Morti.
tè, biscotti & infodump!
Insomma, un anno e poco più e L'Adunanza era pronta. Ho dovuto essere un po' rigido con me stesso per portarlo a termine, ma alla fine è stato un vero piacere.Se dovevo andare a lavoro il pomeriggio, subito dopo il tè e i biscotti, mi mettevo a scrivere da una a due ore. Se, invece, avevo il turno di mattina, scrivevo (con palpebre piombate) appena tornavo a casa (...sempre dopo una bella tazza di tè, ovviamente).Appena finito, come suggeriscono i migliori manuali di scrittura, ho lasciato fermentare il manoscritto per un bel po'. Beh, diciamo che mr. Stephen King (nel suo bellissimo On Writing) consiglia almeno un paio di mesi, io non sono riuscito a resistere oltre tre o quattro settimane. Nel frattempo, l'avevo prestato ad un amico, Silvio, e alla mia principessa, Eva. L'amico mi ha fatto i complimenti (anche se si è fatto quattro risate su alcune sviste sui termini nautici) e la principessa mi ha fatto notare la presenza in alcuni punti di quella terribile bestia chiamata infodump... ossia quando dici troppo e troppo presto.Quindi, passate le quattro settimane, ho ripreso in mano il manoscritto e l'ho riletto, tenendo a mente le correzioni e i suggerimenti di Silvio e Eva.Durante la revisione, utilissimo, oltre al già citato On Writing, il sito di Andrea D'Angelo Negrore.Una limata, un taglio e un aggiunta e nell'autunno del 2007, l'Adunanza era pronta per l'arrembaggio alle case editrici. Sin'ora l'ho spedita a quattro case "grandi" e tre case "piccole", tutte specializzate nel fantasy. L'Armenia editrice mi ha risposto quasi subito, tempo due o tre settimane e la mail era già lì. La lettera diceva che al momento il loro catalogo era al completo. Per le altre... chi vivrà vedrà.Ora, nel frattempo, sono impegnato con il secondo capitolo della Saga: L'Albero dei Morti.