Tallund

Libri DNA


   Alcuni libri che hanno avuto il potere di cambiare il percorso della mia vita non figurano nella mia classifica personale. Questo perchè o non sono prettamente fantasy o perchè, ora come ora, non li rileggerei (non perchè li ritengo superati, ma perchè fanno ormai parte del mio dna). Iniziamo con la carrellata?Non posso che iniziare con il tesoro dei tesori: il libro Fate, di Brian Froud e Alan Lee. Stavo a casa dei miei zii, avevo otto o nove anni, eravamo andati a cena da loro. Quella sera non avevo smesso un solo secondo di nutrirmi di tutta la magia che producevano quelle pagine colorate e misteriose.E poi, ovvio, Lo Hobbit. Una vecchia e oscura edizione con la fantastica copertina che ritraeva un Drago, una splendida illustrazione dei fratelli Hildebrandt. Forse era della BUR, non sono sicuro. Avevo un dieci, undici anni. Ricordo che, all'inizio, ero rimasto un po' deluso dall'atmosfera troppo favolesca e, alla fine, invece, non riuscivo a pensare a un mondo senza Hobbit e Draghi.E poi, non proprio un libro, non proprio un gioco, ma una via di mezzo tra questi due, la saga di Lupo Solitario, il famoso librogame degli anni ottanta. Dever e Chalk, i due autori, mi hanno iniziato al mondo dei giochi di ruolo quando avevo dodici inverni.