Continuo con la carrellata di quelli che ho soprannominato "libri DNA", ossia quei libri che non si ritrovano nella mia classifca qui a fianco ma che comunque mi hanno profondamente influenzato. Nell'ultimo post dei "DNA" ho nominato i librogame. Non posso non nominare allora il gioco di ruolo Dungeons & Dragons, creazione dell'oramai mitico Gary Gygax. Non era un libro, ok, ma lo veneravo come tale. Quella maledetta scatola rossa con i due libricini dentro, i dadi colorati a quattro, dodici, venti facce, le fantastiche illustrazioni di Larry Elmore, ha rapito la mia fantasia (ancora acerba e incerta) e l'ha fatta esplodere. In un tempo in cui la fredda play station ancora non esisteva, c'erano i giochi di ruolo: tutto quello di cui avevi bisogno era la tua fantasia e un paio di amici. Da queste poche cose nasceva un'intero universo parallelo. Mitopoiesi allo stato puro.Le illustrazioni, dicevo. Gli artisti che davano vita ai mondi fantastici erano principalmente i Quattro Moschettieri: Larry Elmore (bellissimi i suoi draghi), Jeff Easly (il mago dei colori), Clyde Caldwell (l'incubo di ogni adolescente...) e Keith Parkinson, il mio preferito (prematuramente scomparso). La scuderia artistica della TSR (ora Wizards of The Coast), la casa editrice fondata da Gygax. Da loro ho imparato ad amare l'arte. Non ci fosse stata la scrittura, sarei rimasto tra pennelli Windsor & Newton, colori ad olio e pannelli di masonite... e tanti quadri incompiuti!Per tornare nei ranghi, vi nomino un po' di letteratura dura e pura: a quattordici anni ho letto per la prima volta Il Signore degli Anelli. Non essendo mai stato sino ad allora un cristiano particolarmente convinto (tanto per dirvene una, non sono battezzato), cresciuto da un padre comunista e da una madre che spaziava dal buddismo all'animismo, dal protestantesimo all'ateismo, con Tolkien avevo trovato la mia cosmogonia, avevo trovato il senso della vita. Non ho altro da aggiungere.E per finire, letteratura un po' più bassa (senza voler offendere nessuno, spero): la saga di Dragonlance di Margaret Weis e Tracy Hickman. Come potevo non identificarmi, io da mezzo svedese, in Tanis Mezzelfo?A presto!Tenete duro, questo caldo non durerà in eterno,Emilio