Tallund

Rischiose escursioni filosofiche


... e poi venne la tradizione celtica. Suonavo il bodhran (tamburo irlandese) nelle sessioni dei pub romani, amavo la natura e il fantastico: non potevo non infatuarmi della tradizione druidica. Ma tengo a precisare che tale passione è venuta molto prima della moda che ha imperversato  durante la metà degli anni novanta... . Provavo (e provo tutt'ora) inoltre un certo raccapriccio nel vedere simboli celtici adottati da gruppuncoli politici e/o newageari. La mia libreria aveva cominciato a contaminarsi di saggi più-o-meno-storici. Alcuni erano seri lavori di dotti storici (primo fra tutti Jean Markale), altri erano apertamente trattati sull'esoterismo (neo)druidico. Avevo cominciato ad allacciare rapporti con L'Order of Bards, Ovates and Druids dell'East Sussex e anche i romanzi che compravo erano a sfondo "celtico". Morgan Llewellyn (Il Leone d'Irlanda, Il Potere dei Druidi) e Stephen Lawhead (con la trilogia di Albion) primi fra tutti.Poi è passata. Non amo più l'idea di religioni (neanche quella pagana che, in teoria, incita alla libertà di pensiero), approvando semmai la spiritualità (intima e personale). Ma non rinnego nulla (guai a farlo). Le tradizioni celtiche mi hanno donato un modo profondo e poetico di vedere la natura. Ora, l'unica divinità, per me è la Natura.Ma siamo qui per parlare di libri. E, allora, di quel periodo, uno per tutti: La Dea Bianca di Robert Graves. Un libro veramente ispirato e geniale (o spiritato e folle, a seconda dei punti di vista...) scritto da uno storico e poeta in onore della Mitopoiesi. (...ecco: la Mitopoiesi potrebbe essere l'unica mia religione...)Buon fine estate!