E' possibile una commistione tra urban-fantasy e sword & sorcery? Ha senso? Me lo sto chiedendo perché mi accorgo che è quello che sto cercando di fare con il mio Progetto Campi Driadici. Dopotutto uno scrive di quello che gli piace. Ho questa sventura di amare due sotto-generi un po' lontani l'uno dall'altro. L'high-fantasy è, secondo molti, datato e superato, ma a mio avviso può ancora trasmettere qualcosa. L'urban-fantasy è senza dubbio accattivante ed è una grande fonte d'innovazioni varie. Ma non vedo il motivo per il quale l'uno dovrebbe eliminare l'altro. Amo i libri di Valerio Evangelisti (che, tra i tanti generi in cui potrebbero essere collocati, c'è anche l'urban-fantasy) ho da poco scoperto l'ironia e il "magico-nascosto-nella-normalità" di Neil Gaiman e non vedo l'ora di papparmi qualcosa di China Mièville. Allo stesso tempo riesco ancora a trovare bella l'epicità e l'innocenza del fantasy più classico (ebbene sì, con tanto di Elfi e Nani!). Tornando alla domanda iniziale, non so se sia possibile, se sto facendo un "pastrocchio". Però sono molto curioso del risultato finale.
"Campi Driadici" va avanti e sarà sicuramente più lungo del previsto. Questo perché ho voluto prendere l'altro mio progetto (Dryadicos), che era destinato a divenire un fantasy con ambientazione "classica", e fonderlo con il mio urban "Campi Driadici". Cosa ne uscirà fuori? Non saprei proprio. Sicuramente, da quello che avrete forse vagamente arguito
, ci saranno le driadi.