Venti Novembre DuemilaseiPremessa:…inizialmente avevo pensato ad un’altra foto per questo post, che fosse assolutamente in contrasto con quello che sto per scrivere o meglio, raccontare… ma poi ho trovato questa e credo renda meglio ciò che penso. La morte atroce di un bambino DEVE sconvolgere tutti, non può che essere così, ma sono convinta che sia un loro sorriso quello su cui tutti dovremmo concentrarci e impegnarci, ciascuno con i propri mezzi.Dall’ Iraq…Sul canale Al Sharqiya viene trasmesso lo show "Caricature". Il protagonista si chiama Sa'id, ed è un po' come il nostro Mario Rossi, in fondo. Tutto sommato si potrebbe pensare a lui come ad un uomo qualunque anche se non lo è affatto. Vive qualche anno nel futuro, ma non troppo distante da noi, nel 2017. Ed è l'ultimo uomo sopravvissuto alla distruzione del suo paese, scampato a questi (e a molti altri...) lunghi quanto iniqui anni di guerra. E' disperato? Assolutamente no.Erediterà tutto ciò che è rimasto e trascorrerà le sue giornate tra le braccia di donne bellissime... ma senza casa, ormai un cumulo di macerie. Sa'id ha un solo desiderio, irrealizzabile: avrebbe voluto nascere gatto randagio piuttosto che Iracheno.Perchè "nessuno chiede ad un gatto se è Sunnita o Sciita" e perchè "un gatto può uscire anche quando c'è il coprifuoco".... Quando desiderio di normalità e bisogno di pace si trasformano in satira...Da New York…Qua e là, sui muri di questa fantastica metropoli multietnica ancora spaventata da incubi diurni, si è infranto un tabù. A fianco di insegne al neon, cartelli e annunci stropicciati scritti in ogni lingua, sono apparsi manifesti coloratissimi scritti nell’unica in grado di risvegliare le peggiori paure, l’ arabo. I passanti, solitamente distratti, sempre di corsa, si sono trovati impietriti, preda dei propri timori, davanti a questi caratteri, consapevoli di essere inermi davanti a parole incomprensibili. Una chiamata alle armi? Un’ invocazione alla Guerra Santa?Ma davanti a quei cartelli multicolore nella metropoli multiculturale qualche arabo passava, si fermava, leggeva e rideva. Scherno nei confronti dell’ Occidente? Poi il mistero è stato risolto. Questa idea geniale è venuta ad un artista danese, Jens Haaning, supportato in questa operazione da Creative Time, organizzazione no profit di arte contemporanea. Sui manifesti sono scritte semplici barzellette…......Ironico che proprio una storiella faccia riflettere sul fatto che tutti, chi più chi meno, siamo vittime di paure inconsapevoli, striscianti e subdole che ci portano inevitabilmente al pregiudizio, alla fobia, all’odio razziale. La cosa più grave che possa capitare al genere umano perché imprigiona ogni uomo nella propria individualità, lo arrocca e lo isola sulle sue posizioni, lo rende incapace di confrontarsi con gli “altri”, col “diverso da sé”… e, inevitabilmente, lo rende solo, arido, violento, schiavo della propria convinzione di essere superiore e della propria, triste, ignoranza. Che altro dire?Una risata vi seppellirà!......P.S: oggi è la giornata mondiale dell'infanzia...e il sorriso di queste bellissime bimbe Irachene è tratto dal sito
http://www.morizumi-pj.com/iraq/iraq6/10/iraq6-10.html