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Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 17 Novembre 2007 da Goethe_p

Tradizione ermetica e scienza moderna

La fede nel progresso contro il principio di autorità

 

‘La scoperta dell’ermetismo è stato il contributo più importante che la storiografia degli ultimi cinquanta anni ha apportato alla conoscenza della cultura umanistica e rinascimentale’. L’ermetismo era divenuto, una moda, cui si sono ispirati innumerevoli libri, tanto di alto che di basso livello. Fin dalla sua rinascita grazie all’opera di Gemisto Pletone, Bessarione e Ficino l’ermetismo venne giudicato, a seconda dei punti di vista, minaccia per la filosofia e teologia delle scuole, strutturalmente legate alla dottrina di Aristotele, o, viceversa, alternativa liberatoria contro una scienza assolutamente priva di attinenza con le cose reali. Fondamentalmente erano chiamate a confrontarsi sulle questioni riguardanti i confini della rivelazione e della scienza due prospettive diametralmente opposte e con diversi metodi di lavoro; venivano coinvolti nella discussione concetti come esperienza e autorità, ragione e ‘lumen naturale’ e, soprattutto, il concetto stesso di Natura. È probabilmente proprio in questo contesto che l’ermetismo ha offerto il suo più rilevante contributo alla formazione del pensiero moderno. La cosiddetta ‘rivoluzione scientifica’ – e su questo si è oggi tutti concordi – non è infatti scaturita dall’ermetismo, ma non sarebbe certo stata possibile senza la lunga e corrosiva opera di smantellamento, da parte di ermetici e paracelsisti soprattutto del centro Europa, di una scienza costruita sulle dottrine di Aristotele e Galeno ormai di ostacolo ad ogni possibile passo avanti. Mentre i conservatori di tutta Europa, cattolici o protestanti che fossero, dichiaravano impossibile qualunque passo avanti della scienza e consideravano la filosofia peripatetica rispondente addirittura all’ordine divino

‘Ordo Dei est Philosophia quae docetur in Gymnasiis, Scholis et Academiis [...] Dei donum est medicina dogmatica et aliae artes scientiaeque’ (Andrea Libavio, 1615)

 

gli ermetici e i paracelsisti non si stancavano di lottare per la libertà della ricerca:

 

‘Libertatem humani ingenii, Naturae Lumen, discernendi judicandique facultatem, homines hominibus eripere non debent, desiit enim Monarchia Graecorum’ (Oswald Croll, 1608)

 

e di credere nelle potenzialità dell’ingegno umano:

 

Aetas posterior priori amplius erudiendae lavoravit, et ipsae scientiae cum ingeniis crescunt; neque dubium, plura adhuc delitescere in Sapientiae et Naturae thesauris occlusa, sagacium hominum conatibus eruenda, quam quae nostris sensibus sunt pervia (Ibidem).

 

Poiché l’unico dio saggio e misericordioso in questi ultimi tempi ha riversato sull’umanità la sua misericordia e bontà con tanta dovizia, da permetterci di conseguire una conoscenza sempre maggiore e perfetta di suo figlio Gesú Cristo e della Natura, possiamo vantarci a buon diritto di vivere in un tempo felice, in cui Egli non solo ha rivelato quella metà del mondo fino ad ora a noi sconosciuta e celata e ci ha fatto conoscere molte meravigliose opere e creature della Natura mai viste prima, ma ha anche fatto nascere uomini di grande sapienza, che potrebbero in parte rinnovare e condurre a perfezione tutte le arti, ora contaminate e imperfette, cosicché l’uomo possa finalmente comprendere la sua nobiltà e perché sia chiamato microcosmus e quanto la sua conoscenza si estenda sulla natura (Fama Fraternitatis RC, 1614).

                                        

                                                      Marchese  Del SANGRO

 
 
 

 

Post n°13 pubblicato il 17 Novembre 2007 da Goethe_p

La filosofia ermetica

Rivelazione cristiana o pagana eresia?

Già a partire dall’antichità Ermete Trismegisto è considerato un antichissimo saggio, per lo più di origine egiziana, i cui scritti custodiscono la vera conoscenza riguardo all’origine del mondo, una conoscenza che resta valida anche dopo la rivelazione cristiana. Mentre per tutta l’antichità Ermete resta onnipresente negli ambienti di lingua greca, la sua filosofia scompare dal panorama dell’occidente latino. Le sue dottrine prendono, al contrario, sempre più piede nel mondo arabo, tanto che i sabei di Harran riconoscono dichiaratamente nei suoi scritti un a religione del Libro (intesa a contrastare la pressione dell’Islam). Il sapere ermetico si diffonde nel mondo islamico medievale e gli scritti ermetici si moltiplicano. Ermete il filosofo approda in Europa in abiti arabi e autore di opere astrologiche, alchemiche e magiche. In latino sopravvive, quasi per miracolo, solo l’Asclepius, che tra il XII e il XV secolo esercita però ancora un forte influsso sulla filosofia e sulla mistica. La filosofia ermetica prorompe però in occidente, non ultimo, grazie alla caduta di Costantinopoli. Bessarione fa portare in occidente gli scritti che costituiscono l’eredità collettiva della cultura greca – tra questi anche gli scritti ermetici. Due codici contenti il Corpus Hermeticum intraprendono il loro viaggio alla volta di Firenze. Uno di essi è destinato a Bessarione, dell’altro entra in possesso Cosimo de’ Medici, che lo affida a Ficino perché lo traduca. Nel 1563 la traduzione del Ficino è conclusa. Qualche mese più tardi è pronta anche la versione in volgare del Benci. Nel 1569 viene stampato a Roma l’Asclepius. Nel 1571 vede la luce a Treviso l’editio princeps del Pimander. Da quel momento in poi le edizioni si susseguono una dopo l’altra, e a Venezia in particolare. L’effetto onda causato dal diffondersi degli scritti ermetici nella cultura occidentale assume le dimensioni di un fenomeno che possiamo dire epocale. L’Europa, l’occidente cristiano si trova improvvisamente confrontato con una seconda rivelazione divina, antica quanto la Bibbia e più chiara ancora della Bibbia. Per alcuni questa seconda rivelazione costituisce una conferma delle verità scritturali. Per menti più acute il Corpus Hermeticum costituisce invece un fertile terreno per speculazioni filosofiche e teologiche di più ampio respiro, non sempre conciliabili con la tradizione cristiana. Un esempio classico è quello di Giordano Bruno, che definì ‘religione’ la magia divina degli egizi: ‘la buona religione andata in declino quando il cristianesimo la distrusse, la mise al bando con le sue leggi, e la rimpiazzò con il culto delle cose morte, con assurdi riti, con una condotta poco morale e con una guerra senza fine.’

                

                Giordano BRUNO

 
 
 

HERMETIS TRIMEGISTUS

Post n°12 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da Goethe_p

LA TAVOLA DI SMERALDO

 

Questo è vero senza menzogna, certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.

E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica per adattamento.

Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.

Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra

Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria

Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori

Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te

È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida

Così è stato creato il mondo

Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui

È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto, possedendo le tre parti della Filosofia del mondo intero

Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato.

SMARAGDINA HERMETIS TABULA

Verum sine mendacio , certum et verissimum

Quod est inferius est sicut quod est superius, et quod est superius est sicut quod est inferius ad perpetranda miracola Rei Unius. Et sicut omnes res fuerunt Uno, meditatione Unius: sic omnes res natae fuerunt ab hac Una re adaptatione. Pater eius est Sol, mater eius Luna. Portavit illud ventus in ventre suo. Nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habes gloriam totius mundi. Ideo fugiet a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis, quia vincet omnem rem subtilem; omnemque solidam penetrabit: SIC MUNDUS CREATUS EST. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiae totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis.

 

                                                     TRIMEGISTUS

 
 
 

Cronologia "Ermetica" 4

Post n°11 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da Goethe_p

Vanno alle stampe i Manifesti dei Rosacroce: Fama (1614), Confessio (1615) e Chymische Hochzeit (1616).1614-1616

 

Acme del dibattito intorno ai Rosacroce: più di 300 gli scritti pubblicati pro e contro la Confraternita.1614-1625

 

All’insaputa del suo autore, Johann Baptista Großschedel, viene pubblicato il Calendarium magicum.1618

 

Giudizi ermetici a proposito di rosacrociani: M. Maier, R. Fludd, D. Mögling, H. Nollius.1617-1618

 

Ermes e Mosè quasi compari: le storie parallele del mondo (Utriusque Cosmi historia) di R. Fludd.1617-1618

 

Jacob Böhme compone la maggior parte dei suoi scritti.1618-1624

 

Il Musaeum ermetico.1625

 

Abraham von Franckenberg e la riscoperta di Giordano Bruno.1635-1652

 

Il Gesuita Athanasius Kircher degrada l’ermetismo a semplice attrazione turistica.1636–1680

 

Abraham van Beyerland: Traduzione del Corpus Hermeticum in olandese1643

 

Hermann Conring attacca l’ermetismo per confutare Paracelso.1649

 

W.Ch. Kriegsmann fa di Ermete un saggio dell’Antico Testamento e ne fa discendere la stirpe tedesca (Taut=Teutsch); ricostruisce inoltre una Tabula smaragdina ebraica.1657

 

Alchimia e Ermetismo nei circoli intorno alla regina Cristina di Svezia: F.M. Santinelli, F. Gualdi.1660-1670

 

Olaus Borrichius scrive una splendida apologia dell’ermetismo e dell’alchimia.1667-1674

 

L’Inquisizione processa a Venezia Federico Gualdi.1676

 

Nascita in Italia dei Fratelli dell’Aurea e rosa croce : Capitoli dei Fratelli dell’Aurea Croce ovvero dell’Aurea Rosa.1678

 

Ralph Cudworth difende Ermete considerandolo un sapiente egiziano, in opposizione a Casaubon e a altri critici.1678

 

E.D. Colberg fa i conti con paracelsisti, teosofi e Rosacroce nel suo Das platonisch-Hermetische Christenthum.1690

 

La leggenda di Federico Gualdi. Da adepto di grande longevità (300 anni) a imperatore dei Rosacroce.1700-1720

 

Dai ‘Capitoli’ italiani ai ‘Praecepta et Reguln der Fraternität’ di Sincerus Renatus (Samuel Richter): I Fratelli dell’Aurea e Rosa Croce tornano ad essere luterani e tedeschi.1710–1714

 

Ulteriore sviluppo degli Statuti degli Aurei Rosacroce. Prima diffusione delle Geheime Figuren der Rosenkreuzer. 1720-1745

 

Hermann Fictuld e le sue creazioni: Società degli Aurei Rosacroce e Eredi die Cavalieri del Vello d’oro.1747-1760

 

Conquista della Massoneria da parte degli Aurei Rosacroce: Germania, Svezia, Russia, Italia.1760-1788

 

Repressione antimassonica a Venezia: confisca dei beni della Loggia dei liberi muratori e auto da fe di questi ultimi per ordine dell’Inquisizione di stato. Confutazione ufficiale della massoneria da parte del benedettino G.M. Pujati, Venezia, S. Occhi, 1787.1785-1787

 

Ultimo manifesto ermetico dell’età illuminista: le Geheime Figuren der Rosenkreuzer vengono stampate ad Altona 1785-1788.1785-1788

 

 
 
 

Cronologia " Ermetica " 3

Post n°10 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da Goethe_p

 

 

Età moderna

  

Poco prima di morire, Sebastian Franck traduce in tedesco l’Asclepius e il Pimander.1542

 

Pubblicato a Firenze per la prima volta il volgarizzamento del Pimander ad opera del Benci.1548

 

Pubblicata a Parigi, per la prima volta, una traduzione francese del Pimander.1549

 

Editio princeps

, a Parigi, del testo greco del Corpus Hermeticum, ad opera di Turnèbe e di Vegetius.1554
 

Ha inizio il ‘Paracelsan Revival’: la pubblicazione delle opere di Paracelso si moltiplica a Basel, Strasburgo, Colonia ...1560

 

John Dee, padrone di una grande biblioteca ermetica, pubblica la Monas Hieroglyphica, destinata ad avere un largo e duraturo influsso sull’ermetismo.1564

 

La Magia e le sue tre figlie: Teologia, Astrologia, Medicina. Il De tribus facultatibus di Alexander von Suchten.

1564-1575
 

Il danese Pietro Severino, primo medico spagirico a Venezia, espone scientificamente la dottrina di Paracelso: Idea Medicinae Philosophicae.1571

 

Tommaso Erasto, professore di medicina, combatte la dottrina di Paracelso e pretende la pena di morte per i suoi seguaci.1571-1573

Viene pubblicato l’Arbatel, il primo manuale europeo di magia bianca.1575

 

L’autore del Theatrum vitae humanae, Theodor Zwinger, commenta l’opera di Ippocrate e si converte al paracelsismo.1579

 

Ermete al servizio dell’apologetica cattolica e protestante: Foix de Candale e Philippe Du Plessis Mornay1579–1581

 

Johann Arndt compone la sua prima opera teosofica: De antiqua philosophia et divina veterum Magorum sapientia recuperanda1580-1582

 

Papa Sisto V pubblica una Bolla contro i maghi e la magia. Si fa però celebrare come Trismegisto sugli obelischi fatti rialzare a Roma.1586-1589

 

Francesco Patrizi pubblica la sua Nova de Universis Philosophia e viene chiamato a Roma, come professore alla Sapienza. Un anno dopo viene arrestato a Venezia Giordano Bruno.1591-1592

 

Heinrich Khunrath fa stampare ad Amburgo il più bel libro che l’ermetismo abbia mai prodotto: l’Amphitheatrum sapientiae aeternae1595

 

A Roma viene messo al rogo Giordano Bruno.1600

 

A Strasburgo L. Zetzner e eredi pubblicano la più ampia raccolta di testi alchemici conosciuta: il Theatrum chemicum. Tre le edizioni, ampliate di volta in volta. 1602-1661

 

Andrea Libavio, a torto considerato ‘padre della chimica moderna’ polemizza acerbamente contro paracelsisti e ermetici, ma non manca di copiare dai loro scritti.1611–1615

 

Johann Valentin Andreae scrive la Chymische Hochzeit Christiani Rosenkreuz, cui acclude la Fama Fraternitatis e la Confessio della Confraternita dei Rosacroce.1607-1608

 

Unicamente su base critico testuale, Isaac Casaubon proclama il Corpus Hermeticum una falsificazione dell’era cristiana.1614

 

Vengono pubblicati gli scritti di Valentin Weigel.1612-1618

 

 
 
 

Cronologia "Ermetica" 2

Post n°9 pubblicato il 16 Settembre 2007 da Goethe_p

Rinascimento

  

Nicolò Cusano rivaluta l’Asclepius. 1428–1464

 

Gemisto Pletone a Firenze. Incontro con Cosimo de’ Medici. Bessarione, vescovo bizantino di Nicea, viene ordinato cardinale della Chiesa di Roma. A partire dal 1440 si stabilisce a Roma.1439–1440

 

Bessarione acquista a Firenze un codice greco del Corpus Hermeticum (giugno 1458). Circa un anno più tardi Cosimo de’ Medici entra in possesso di un secondo codice, proveniente dalla Macedonia. 1458–1460

 

Cosimo de’ Medici commissiona a Marsilio Ficino la traduzione in latino del Corpus Hermeticum = Pimander. Tommaso Benci completa il volgarizzamento della versione ficiniana. 1463

 

Bessarione dona la sua biblioteca alla Repubblica di Venezia. Quella di San Marco diviene così la più ricca collezione di testi greci dell’epoca. 1468

 

A Roma prima edizione a stampa dell’Asclepius, inserito all’interno dell’Opera di Apuleio, con un elogio del Bessarione da parte del curatore, G.A. Bussi.1469

 

Editio princeps

, a Treviso, del Pimander nella versione del Ficino.1471
 

A Venezia il Pimander viene stampato altre tre volte 1481–1493

 

Ludovico Lazzarelli traduce i trattati XVI–XVIII del Corpus Hermeticum intitolandoli Definitiones Asclepii ad regem Ammonem. ca. 1490

Le Definitiones Asclepii nella versione del Lazzarelli vengono stampate per la prima volta a Lione da Symphorien Champier. 1507

Ultime edizioni latine del Pimander e dell’Asclepius stampate in Italia: Venezia, Aldo, 1516 e Quarengi, 1517 1516–1517

 

Viene stampato il De harmonia mundi di Francesco Giorgio (Zorzi), destinato a influenzare l’ermetismo successivo come nessun altro libro prima.. 1525

Editio princeps

, a Venezia, dei libri III–IV dell’Anthologium di Stobeo. Nel 1543 Konrad Gessner pubblica l’opera a Zurigo con una traduzione latina. 1536
 

Agostino Steuco, bibliotecario della Vaticana, fa stampare a Lione il suo De philosophia perenni: vi compaiono per la prima volta citazioni greche dal Pimander, accompagnate da una nuova traduzione. 1540

Il 24 settembre muore a Salisburgo Teofrasto Paracelso. I suoi seguaci lo onorano come ‘Trismegistus Germanus’ e formulano la dottrina del paracelsismo ermetico. 1541

                                                                 

 
 
 

Cronologia "Ermetica"

Post n°8 pubblicato il 14 Settembre 2007 da Goethe_p

Antichità

 

 

Thot (Ermete) fa la sua comparsa nei testi piramidici

–2400–2000
 

Thot è Signore della Sapienza e inventore della scrittura

–2000–1000
 

Il Thot egizio si trasforma nell’Ermete greco

–1000–332
 

Thot ‘due voltegrande’ 

–570
 

A partire dall’epoca dei Tolomei si parla di Thot/Ermete ‘tre volte grande’, da cui deriva il Trismegistus dell’età romana 

–240–0
 

 

Tarda antichità

 

 

Probabile stesura in greco degli Hermetica filosofici (Corpus Hermeticum). Alcuni testi astrologici e magici sembrano però essere precedenti. 

1–200
 

Data di composizione dei più antichi testi alchemici greci. Compone le sue opere Zosimo, il primo alchimista storicamente collocabile.

150–300
 

Lattanzio fa di Ermete un profeta del cristianesimo. 310

 

Agostino condanna Ermete dichiarandolo ‘portavoce del demonio’.

413–423
 

Quodvultdeus, vescovo di Cartagine, recupera Ermete al servizio dell’apologetica cristiana.

430–440
 

 

Medioevo

 

 

 

I Sabei di Harran innalzano gli scritti di Ermete a testo sacro, al fine di trovare spazio in ambito islamico come religione del Libro. A quest’epoca risale la maggior parte degli scritti ermetici in lingua araba.

750–1020
 

A Costantinopoli Michele Psello entra in possesso di un esempleare del Corpus Hermeticum e lo annota. Da questo codice deriva la maggior parte dei manoscritti che ancor oggi conserviamo.

1050–1080

Prime traduzioni dall’arabo in latino di testi filosofici, magici e alchemici attribuiti a Ermete. Ugo di Santalla traduce per la prima volta la Tabula smaragdina di Ermete.

1135–1150
 

L’occidente latino riscopre l’Asclepius. Ermete gioca un ruolo di primo piano nella rinascita del XII secolo. Libro dei XXIV filosofi.

1040–1200
 

Guillaume d’Auvergne, vescovo di Parigi, condanna l’Asclepius e gli scritti ermetici magichi.

1228–1236
 

Seconda versione della Tabula smaragdina nel Secretum secretorum. Terza versione –‘vulgata’ – nel De alchemia Hermetis.

1230–1250
 

Fioritura della magia ermetica in occidente. Picatrix. Sefer Raziel. Collezionisti: Alfonso X el Sabio; Richard de Fournival. Prima bibliografia della magia: lo Speculum astronomiae di Alberto Magno.

1250–1280
 

Diffusione dell’alchimia ed astrologia ermetica

1300–1420

 

 

 
                                                                    

 
 
 

La filosofia ermetica Rivelazione cristiana o pagana eresia?

Post n°6 pubblicato il 04 Settembre 2007 da Goethe_p

Già a partire dall’antichità Ermete Trismegisto è considerato un antichissimo saggio, per lo più di origine egiziana, i cui scritti custodiscono la vera conoscenza riguardo all’origine del mondo, una conoscenza che resta valida anche dopo la rivelazione cristiana. Mentre per tutta l’antichità Ermete resta onnipresente negli ambienti di lingua greca, la sua filosofia scompare dal panorama dell’occidente latino. Le sue dottrine prendono, al contrario, sempre più piede nel mondo arabo, tanto che i sabei di Harran riconoscono dichiaratamente nei suoi scritti un a religione del Libro (intesa a contrastare la pressione dell’Islam). Il sapere ermetico si diffonde nel mondo islamico medievale e gli scritti ermetici si moltiplicano. Ermete il filosofo approda in Europa in abiti arabi e autore di opere astrologiche, alchemiche e magiche. In latino sopravvive, quasi per miracolo, solo l’Asclepius, che tra il XII e il XV secolo esercita però ancora un forte influsso sulla filosofia e sulla mistica. La filosofia ermetica prorompe però in occidente, non ultimo, grazie alla caduta di Costantinopoli. Bessarione fa portare in occidente gli scritti che costituiscono l’eredità collettiva della cultura greca – tra questi anche gli scritti ermetici. Due codici contenti il Corpus Hermeticum intraprendono il loro viaggio alla volta di Firenze. Uno di essi è destinato a Bessarione, dell’altro entra in possesso Cosimo de’ Medici, che lo affida a Ficino perché lo traduca. Nel 1563 la traduzione del Ficino è conclusa. Qualche mese più tardi è pronta anche la versione in volgare del Benci. Nel 1569 viene stampato a Roma l’Asclepius. Nel 1571 vede la luce a Treviso l’editio princeps del Pimander. Da quel momento in poi le edizioni si susseguono una dopo l’altra, e a Venezia in particolare. L’effetto onda causato dal diffondersi degli scritti ermetici nella cultura occidentale assume le dimensioni di un fenomeno che possiamo dire epocale. L’Europa, l’occidente cristiano si trova improvvisamente confrontato con una seconda rivelazione divina, antica quanto la Bibbia e più chiara ancora della Bibbia. Per alcuni questa seconda rivelazione costituisce una conferma delle verità scritturali. Per menti più acute il Corpus Hermeticum costituisce invece un fertile terreno per speculazioni filosofiche e teologiche di più ampio respiro, non sempre conciliabili con la tradizione cristiana. Un esempio classico è quello di Giordano Bruno, che definì ‘religione’ la magia divina degli egizi: ‘la buona religione andata in declino quando il cristianesimo la distrusse, la mise al bando con le sue leggi, e la rimpiazzò con il culto delle cose morte, con assurdi riti, con una condotta poco morale e con una guerra senza fine.’
                                                           
                                                

                                                 ERMETE TRISMEGISTO

                        Converti e cambia la natura e, troverai ciò che cerchi.

 
 
 

Il Solvente Universale 2

Post n°5 pubblicato il 02 Settembre 2007 da Goethe_p

Liberamente tratto e tradotto da The Synthesist – Journal of Psychosintesis (www.willparfitt.com)
“THE UNIVERSAL SOLVENT”

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sarei un bronzo che risuona, od uno squillante cembalo.
E se anche avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze ai poveri, e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente di tutto questo mi gioverebbe.
L’amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce nella verità.
Sempre protegge, sempre si fida, sempre spera, sempre persevera.
L’amore non avrà mai fine.

SOLVENTE UNIVERSALE 

 
 
 

Il Solvente Universale

Post n°4 pubblicato il 01 Settembre 2007 da Goethe_p


Liberamente tratto e tradotto da The Synthesist – Journal of Psychosintesis (www.willparfitt.com)
“THE UNIVERSAL SOLVENT”

Un prologo esoterico
Nell’arte occulta dell’alchimia, il temine “solvente universale” è usato per descrivere la sostanza che dissolve tutte le sostanze minori e lascia solo il metallo più puro – l’oro – al termine del processo di dissolvenza. Tale sostanza è anche chiamata “la panacea universale”, in quanto è, allo stesso tempo, l’agente curativo di ogni malattia. Questa sostanza è citata nel quarto dei sette stadi di trasformazione alchemica del metallo-anima, ed è identificata col corpo celeste del Sole, con il metallo oro, ed in generale con la realizzazione della perfezione psichica, ovvero il compito alchemico a portata di mano. Nella Cabala è riferita alla sesta Sefirah (emanazione di Dio) Tiferet identificata con la Bellezza, il Sole, il Sacro Cuore, l’Amore. La corrispondenza nell’Induismo è il quarto chakra, in posizione centrale rispetto ai sette, che include e riflette tutti i chakras superiori e quelli inferiori come uno specchio ed un punto centrale d’unificazione. Questo chakra rappresenta l’irradiazione dell’amore. Forse è anche importante notare che l’unico simbolo occulto che può includere tutte le Sefirot nell’Albero della Vita cabalistico (tutte le dieci emanazioni di Dio) è il simbolo del femminino. È identificato con Venere, l’amore femminile, l’amore della Grande Madre, un amore che nella sua forma più elevata s’identifica con la comprensione assoluta, ed in quella inferiore con l’amore incondizionato.

SEPHIROT

 
 
 
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