Musica e Parole

Post N° 109


Son passata dal silenzio meditativo a scrivere 3 post in due giorni...almeno questo male che ho dentro brucia meno se lo vedo nero su bianco,anzi bianco su nero.Da tutte le esperienze negative c'è sempre da imparare,così dicono,e un po' ne sono convinta anche io. Ad esempio questi giorni mi stanno dando grandi lezioni di vita.La prima è sicuramente questa:Le persone hanno paura del dolore. Anche di quello altrui.Quando vedi qualcuno stare male,la cosa più facile da fare è dire "mi dispiace",puoi dirlo anche due tre volte al giorno,l'importante è che tu non decida mai di fare qualcosa,o almeno di provarci. Almeno così non si fa la cosa sbagliata.Si,è meglio rimanere all'angolo,a guardare le persone soffrire da lontano,d'altronde è brutto vedere qualcuno che piange,non è un bello spettacolo.Se proprio è qualcuno a cui tieni puoi lanciare un sasso dalle sue parti per attirare l'attenzione,così puoi farle un cenno con la mano,ma sempre rimanendo a una decina di metri. Guai ad avvicinarsi,pena la possibilità di vedere due lacrime sul suo volto. E se sei una persona sensibile sicuramente lo eviti,se sei uno che non può vedere soffrire gli animali,figuriamoci le persone. E poi si può chiedere come sta quella persona,ma mai,e dico mai,andare ad assicurarsene,tanto le botte di matto di buttarsi dai balconi vengono solo alle persone dei servizi dei tg. Si,quelle di cui vedi i parenti e gli amici disperarsi davanti le telecamere. "Non sembrava capace di fare una cosa del genere", "Non ce lo aspettavamo"," Si,ultimamente stava un po' giù,ma nulla lasciava prevedere che....". Infatti,menomale che non è venuto loro in mente di andare a bussare direttamente alla sua porta,a tirare giù dal letto qualcuno che non ha le motivazioni per alzarsi,che poi magari se lo trovavano lì,con tutti e due i piedi oltre la ringhiera del balcone,e poi gli toccava fare uno sforzo della madonna per impedire la tragedia. No,è meglio fare una telefonata,anzi se è un messaggio è pure meglio,così quella persona può pure dirti che sta bene mentre si cala flaconi di medicine.Il nostro mondo,il mondo in cui viviamo ha un tumore,e si chiama Solitudine. Perchè è facile sentirsi soli anche se si è in mezzo ad un sacco di gente,se a nessuno importa di come stai,di cosa senti. O se tu sei arrivato a credere che a nessuno importa.Perchè,vedete,dopo è facile scaricarsi le coscienze e dire "se avessi saputo o immaginato". Dei se e dei ma sono pieni i cimiteri. Perdonerete il sarcasmo,il sottile cinismo di questo post,sono partita dalla mia tristezza per andare a finire a lei. Una giovane donna di cui non posso dire il nome,ma a cui ultimamente penso spesso. Che si è lanciata da un ponte lasciando i suoi cari e quanti la conoscevano. "Soffriva di depressione ma non pensavamo che..."Spero che almeno loro la lezione l'abbiano imparata.Son passata dal silenzio meditativo a scrivere 3 post in due giorni...Perchè io,malata di solitudine e vittima del menefreghismo che mi circonda,trovo sempre il coraggio di tirami su da sola,di rimettermi in carreggiata con le mie forze,di consolarmi con le mie stesse braccia,di piangere sulla mia stessa spalla,di accudirmi con le mie stesse mani,di farmi compagnia con la mia stessa presenza. Anche quando nessuno bussa alla mia porta.Ma sono tante le persone che non ce la fanno,che non bastano a sè stesse.Perchè nessuno basta a sè stesso,neanche io. Ma riesco ancora a illudermi di questo.E di tante illusioni pronte ad essere disilluse,questa,credetemi,è una di quelle che fa meno male.Ricorda, che se hai bisogno di una mano amica, la troverai all’estremità delle tue braccia. Con il tempo e la maturità scoprirai che hai due mani. Una per aiutarti e l’altra per aiutare gli altri. Questa frase mi piace fin troppo.