Era un giorno di gennaio del 1985 e tu mi tenevi tra le tue braccia. Io,piccolo fagottino di bimba,con la veste bianca e troppi capelli. Dicono che quando il prete mi ha bagnato la testa ho pianto disperata,forse era fredda…ma c’eri tu a tenermi tra le tue braccia,e dopo un po’ mi sono calmata. Tu,la mia madrina,tu,mia zia.Forse è stato in quel momento che è nato qualcosa,un legame che ancora ci unisce nonostante tutto. Nonostante i mille e più chilometri che ci hanno sempre separato,nonostante i valori e le credenze della tua generazione siano diversi da quelli della mia. Sei la zia che ho sempre visto non più di una volta l’anno,a volte anche meno. Mi hai visto crescere nelle poche foto spedite,e ad ogni nostro incontro,mi aspettavi sulla porta e mentre salivo le ultime scale guardavi sempre in basso,chissà perché,ma ti aspettavi sempre di vedere arrivare quella bimba che tenevi tra le braccia oltre 20 anni fa,e invece ogni volta eri sempre più sorpresa di trovarmi già grande,cresciuta,un po’ donna.Una delle ultime volte che sono venuta a trovarti mi hai detto di non riuscire a creder che io mi facessi certi viaggi di sola,di notte,a cambiar treni in stazioni sconosciute,o a prender aerei,ad aspettar sui rulli le valige….io che per te resto sempre la tua Valuccia. Sei stata sempre il mio modello di madre e donna,forse non te l’ho detto mai,ma stimo e ammiro ogni gesto che hai fatto per la tua famiglia,quello spirito di abnegazione e dedizione che ti ha ridotto spesso senza forze,ma con quella luce begli occhi che solo una madre che difende i propri cuccioli può avere. Tante volte avrei voluto averti vicina,nei miei Natali passati,quelli veramente tristi e pieni di tanto dolore,perché la tua sola presenza mi fa stare bene,perché anche se ci siamo viste non più di 30 volte in tutta la mia vita,quando parliamo al telefono le ore scorrono veloci,e perché le lettere che ci siamo scritte in tutti questi anni mi hanno fatto crescere e maturare,mi hanno aiutato nei momenti bui,mi hanno dato coraggio. In questi anni duri,una delle cose che mi dava stabilità e sicurezza,quel pizzico di protezione seppur solo annusata,era sapere che di due sole spalle che hai,una l’hai sempre lasciata libera solo per me,mi bastava alzare il telefono e comporre un numero e tu eri lì per me.Tu lo sai,zia,quante prove ho dovuto superare,quanto dolore,quanta sofferenza in tutti questi anni,ma vedi zia,in questi giorni,in questi ultimi giorni in cui vivo in un inferno parallelo da cui sto escludendo tutto il mondo fuori,l’unico pensiero che mi toglie davvero le forze è solo quello di perder te.Tu che rischi di andar via per qualcosa che non meritavi,per delle cellule che all’improvviso si ribellano alla loro stessa natura tentando questo folle suicidio biologico che chiamano cancro. Io non posso credere che sia potuto accadere,io non ci credo. E vorrei fare più di quello che la tua Valuccia sa fare,vorrei camminare più chilometri di quelli che i miei piedi sanno percorrere,e sollevare pesi più onerosi di quelli che le mie braccia sanno tirar su,per potermi schierare affianco a te in questa dura lotta contro te stessa.Non ti arrendere mai zia,me lo devi promettere. Io non posso dirti queste parole,non posso chiederti di fare più di quel che fai,o almeno non posso farlo ora che devi affrontare un così lungo viaggio per cercare altrove delle cure mediche più adeguate.Ma leggendo queste parole di Madre Teresa,trovate qualche giorno fa su queste pagine di blogs,ho pensato fortemente a te,vorrei giungessero fino a te per darti quella forza che tu hai sempre dato a me.Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni… Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.Dietro ogni successo c'è un'altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite…Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.Quando non potrai camminare veloce, cammina.Quando non potrai camminare, usa il bastone.Però non trattenerti mai!!! (Madre Teresa di Calcutta)
Ad una donna eccezionale: mia zia
Era un giorno di gennaio del 1985 e tu mi tenevi tra le tue braccia. Io,piccolo fagottino di bimba,con la veste bianca e troppi capelli. Dicono che quando il prete mi ha bagnato la testa ho pianto disperata,forse era fredda…ma c’eri tu a tenermi tra le tue braccia,e dopo un po’ mi sono calmata. Tu,la mia madrina,tu,mia zia.Forse è stato in quel momento che è nato qualcosa,un legame che ancora ci unisce nonostante tutto. Nonostante i mille e più chilometri che ci hanno sempre separato,nonostante i valori e le credenze della tua generazione siano diversi da quelli della mia. Sei la zia che ho sempre visto non più di una volta l’anno,a volte anche meno. Mi hai visto crescere nelle poche foto spedite,e ad ogni nostro incontro,mi aspettavi sulla porta e mentre salivo le ultime scale guardavi sempre in basso,chissà perché,ma ti aspettavi sempre di vedere arrivare quella bimba che tenevi tra le braccia oltre 20 anni fa,e invece ogni volta eri sempre più sorpresa di trovarmi già grande,cresciuta,un po’ donna.Una delle ultime volte che sono venuta a trovarti mi hai detto di non riuscire a creder che io mi facessi certi viaggi di sola,di notte,a cambiar treni in stazioni sconosciute,o a prender aerei,ad aspettar sui rulli le valige….io che per te resto sempre la tua Valuccia. Sei stata sempre il mio modello di madre e donna,forse non te l’ho detto mai,ma stimo e ammiro ogni gesto che hai fatto per la tua famiglia,quello spirito di abnegazione e dedizione che ti ha ridotto spesso senza forze,ma con quella luce begli occhi che solo una madre che difende i propri cuccioli può avere. Tante volte avrei voluto averti vicina,nei miei Natali passati,quelli veramente tristi e pieni di tanto dolore,perché la tua sola presenza mi fa stare bene,perché anche se ci siamo viste non più di 30 volte in tutta la mia vita,quando parliamo al telefono le ore scorrono veloci,e perché le lettere che ci siamo scritte in tutti questi anni mi hanno fatto crescere e maturare,mi hanno aiutato nei momenti bui,mi hanno dato coraggio. In questi anni duri,una delle cose che mi dava stabilità e sicurezza,quel pizzico di protezione seppur solo annusata,era sapere che di due sole spalle che hai,una l’hai sempre lasciata libera solo per me,mi bastava alzare il telefono e comporre un numero e tu eri lì per me.Tu lo sai,zia,quante prove ho dovuto superare,quanto dolore,quanta sofferenza in tutti questi anni,ma vedi zia,in questi giorni,in questi ultimi giorni in cui vivo in un inferno parallelo da cui sto escludendo tutto il mondo fuori,l’unico pensiero che mi toglie davvero le forze è solo quello di perder te.Tu che rischi di andar via per qualcosa che non meritavi,per delle cellule che all’improvviso si ribellano alla loro stessa natura tentando questo folle suicidio biologico che chiamano cancro. Io non posso credere che sia potuto accadere,io non ci credo. E vorrei fare più di quello che la tua Valuccia sa fare,vorrei camminare più chilometri di quelli che i miei piedi sanno percorrere,e sollevare pesi più onerosi di quelli che le mie braccia sanno tirar su,per potermi schierare affianco a te in questa dura lotta contro te stessa.Non ti arrendere mai zia,me lo devi promettere. Io non posso dirti queste parole,non posso chiederti di fare più di quel che fai,o almeno non posso farlo ora che devi affrontare un così lungo viaggio per cercare altrove delle cure mediche più adeguate.Ma leggendo queste parole di Madre Teresa,trovate qualche giorno fa su queste pagine di blogs,ho pensato fortemente a te,vorrei giungessero fino a te per darti quella forza che tu hai sempre dato a me.Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni… Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.Dietro ogni successo c'è un'altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite…Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.Quando non potrai camminare veloce, cammina.Quando non potrai camminare, usa il bastone.Però non trattenerti mai!!! (Madre Teresa di Calcutta)