Musica e Parole

Se stiamo insieme domani è già qui....


Oggi si può...si può pensare ancora al 6 aprile,costantemente,quotidianamente,senza mai omettere un singolo istante,rivedere ogni cosa,riascoltare il rumore,lo strappo che separa nettamente tutto ciò che c'era prima da ciò che è stato dopo...si può pensare a tutte quelle persone che in pochi secondo hanno perso tutto,affetti,casa,cose..vita...si può pensare a quanto di bello era la mia vita...così normale,così perfettamente normale...normalmente perfetta...si può ricordare ogni piacevole serata,ogni momento di calma,ogni risata in compagnia,ogni cenetta,ogni giornata insieme alle persone che ami,un caffè in centro nei ritagli di tempo dallo studio,un gelato in piazza,una passeggiata su e giù per i portici,una serata di ballo spensierata,un continuo salutare affettuoso di gente che conosco,di amici,conoscenti,compagni unversitari,ballerini dei corsi...ma oggi si può anche fare altro...oggi posso ripensare con le lacrime agli occhi a quando sabato i miei di occhi si sono ancora incrocati con i vostri,a quando vi ho visti,tutti lì...o quasi tutti...facce che non vedevo da prima del sisma,facce che avrei potuto non rivedere...(Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani )Noi,amici dispersi ora ai 4 angoli dell'Abruzzo,che portiamo nel cuore l'Amore per la "nostra" città ora distrutta,alcuni ci sono nati,altri ci sono arrivati per studiare,ma poco importa quando sotto quel cielo e per quelle strettissime vie,ci abbiamo lasciato tutti un pezzo di cuore...(Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tuttipassa il sole ogni giorno senza mai tardare..)Salto giù dalla macchina che sembro una matta,non so chi abbraccerò per primo,vorrei stringerli tutti come non ho mai fatto,mi tornano in mente i primi momenti dopo la tragedia quando al semplice comparir dei loro nomi sul display del telefono ho ringraziato Dio come non mai...e ho pianto con loro al telefono,ricordando,ripensando a chi non c'è più...rivivendo quel mezzo minuto sapendo che al di là de telefono c'è qualcuno che,a modo suo,tra le sue mura,viveva lo stesso identico orribile terremoto che ci ha lasciato però vivi...(non siamo così soli a fare castelli in arianon siamo così soli sulla stessa barca )sono porte diverse che non si aprono,bloccate dalla struttura della casa che si deforma al passaggio delle onde sismiche..sono diversi i foratelli che vengon giù dai muri delle stanze...sono diverse le scale che si percorrono giù a più non posso...ma la paura,il terrore è lo stesso...c'è chi era nel suo letto ed è stato catapultato fuori nel pieno del sonno...chi era in piedi e sbattuto da una parte all'altra della stanza è riuscito a uscire fuori..c'è chi ha avuto il tempo di prendere qualcosa con sè...mentre uno faceva le scale...un altro le scale le vedeva crollare...mentre uno si affacciava alla finestra per vedere,un'altro si è trovato a veder fuori perchè non aveva più la parete della casa...mentre uno cercava la lucidità per capire cosa era importante prendere,un'altro era già a cercare di tirar fuori i suoi cari dalle macerie...(Come l’aquila che volalibera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessihai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adessoche hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzoeccoci qua cittadini d’Abruzzoe aumentano d’intensità le lampadine una frazione disecondo prima della finee..... )Sono storie tutte diverse,dello stesso identico evento,frammenti indelebili di qualcosa che ora fa parte di noi,ce la leggiamo negli occhi l'uno dell'altro,e da questa diversità cerchiamo di ricostituire un gruppo,quel gruppo allegro e vitale che fino al 3 aprile ballava e si divertiva...Ora siamo di nuovo insieme,anche se solo per una manciata di ore,anche se dopo la serata qualcno si farà 100km per tornare a casa o in tenda...Vi guardo di soppiatto quando sono non vista,osservo le vostre facce...i gesti sinceri di affetto,gli abbracci spontanei che nascono anche dopo ore dal momento dei saluti,qualcuno ride di cuore nel ricordare un aneddoto,sembriamo ex compagni del liceo 20anni dopo,qualcuno racconta ancora qualcosa di quella mledetta notte-perchè chi lo ha vissuto sa,che non potremo mai metter da parte l'argomento-qualcuno è stralunato dai tanti chilometri,dalla vita in tendopoli,dalle sofferenze,qualcun altro a tratti si assenta e il suo pensiero corre lontano dal corpo che è lì,a ricordar orrori e strazi visti coi propri occhi,mentre mani scavano a cercare un parente o un amico,e ora con queste stesse mani ne prende altre e balla...e tutto sembra a tratti un brutto sogno da cui però non ci si può svegliare...Fino a ieri,uno ieri che non coincide con quello temporale,io potevo solo ripensare,ricordare,rammentare,andare indietro con il pensiero a quella notte e a tutto quello che c'era dopo.(Estraggo un foglio nella risma nascostoscrivo e non riesco forse perché il sisma m’ha scosso )Da domenica io posso tornare a pensare e non più solo ri-pensare,e andare avanti,e credere che,nonostante tutto,nonostante la distanza,nonostante il dolore,nonostante il dramma,la tragedia,la distruzione,l'orrore,lo strazio...ho ancora i miei amici.(Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi )E' vero,qualcuno non c'è più,per qualcuno di noi la perdita è stata atroce,per altri limitata a conoscenti,e tra le due estremità ci sono tanti "nel mezzo"che come me,hanno lasciato sotto quei calcinacci qualche amico e qualche conoscenza...ma cosa si può pensare?si può pensare,anzi si deve,che siamo ancora qui,che il terremoto è passato su di noi ma non ci si è fermato sopra,che nel bussolotto della morte il nostro nome non è stato estratto,che abbiamo perso qualcuno,ma l'amore e l'affetto che abbiamo per loro non ce lo potrà togliere niente,e che tanto ancora ne possiamo dare...a chi già è nella nostra vita,a chi ci entrerà,a chi ci chiede una mano,a chi non chiede nulla,ma a cui possiamo dare,dobbiamo dare,come Abruzzesi,come esseri umani...(Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confineE di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia domani)Vi ho abbracciati tutti,sinceramente,affettuosamente,nel momento in cui vi rivedevo dopo oltre un mese,con quella forza con cui si abbraccia -paradossalmente-qualcuno che si potrebbe non rivedere. Non perchè la paura abiti ancora in me,ma semplicemente,perchè...all'Aquila ci sono finita per scelta,una scelta di passione,per studiare,per andare all'università...ma dopo anni di corsi ed esami,la lezione più grande l'ho appresa in una manciata di secondi...ed è quella della vita-non della morte-che a volte dà una seconda possibilità e che ci lascia -purtoppo non sempre-intorno a noi,persone che amiamo,gli Amici...E adesso che posso tornare a riprendere poco per volta le redini della mia vita, so per certo che all'Aquila ci tornerò,sempre per scelta per passione,per amore,ma stavolta per una città e soprattutto per delle persone che hanno reso la mia permanenza "fuori-sede"una splendida esperienza..persone che hanno fatto di un appartamento la mia "casa",di una reticolo di vie e piazze la mia "città",di un piccolo gruppo di persone la mia "famiglia aquilana".Cosa ne sarà del mio domani??I miei studi,la mia università,la scuola di ballo,i miei turni in pediatria come volontaria ABIO....un enorme punto interrogativo troneggia sulla mia testa...(Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani.. Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani)Ma in questo momento non mi importa tanto delle difficoltà -a volte grandi- a cui vado incontro,se dovrò ricostruire al mia vita pezzo per pezzo,se dovrò "ricostruire"...che parola!!!(la tua mamma,la tua patria da ricostruire,comu le scole, le case e specialmente lu coree puru nu postu cu facimu l’amore)Ora so che posso ancora stringere mani nelle mie,e abbracciare,a stringere,e ridere,e scherzare,e voler bene...a chi può capire,condividere...a chi c'era prima e c'è ancora oggi,e ci sarà domani...come prima più di prima...E posso ricominciare laddove ho lasciato,voltando pagina senza mai cancellarla,ma anzi rileggendola ogni volta prima di una parola nuova...(Tra le nuvole e il maresi può andare e andare sulla scia delle navidi là del temporale e qualche volta si vede una luce di pruae qualcuno grida: Domani )E domani domani, domani lo soLo so che si passa il confineE di nuovo la vita sembra fatta per teE comincia domani...domani è già qui....se stiamo insieme domani è già qui...