Con i Gorillaz - temporaneamente? - congelati e i Blur in odore di gran ritorno (sì, pare che Graham sarà della partita), Damon Albarn intanto si rifà vivo con un gruppo e un disco il cui titolo riecheggia epopee western ed english life d’altri tempi. Tutto nasce da un vecchio viaggio in Nigeria insieme a Simon Tong - dai Verve a quarto Blur nei live del dopo-Coxon, nonché collaboratore della cartoon band - per registrare con Tony Allen (batterista di Fela Kuti) e altri musicisti del luogo; ma il risultato non convince. Ci vorranno giusto due incontri affinché la nuova creatura prenda vita: prima re Mida Danger Mouse (già dietro Demon Days), poi nientemeno che Paul Simonon, insieme al quale matura l’idea di un concept legato a West London (zona in cui il Nostro è cresciuto e l’ex Clash fa il pittore) e all’essere inglesi oggi. A tredici anni dal quadretto giovanile mid-90s di Parklife, guarda un po’.
PROGETTO DAMON ALBARN
Con i Gorillaz - temporaneamente? - congelati e i Blur in odore di gran ritorno (sì, pare che Graham sarà della partita), Damon Albarn intanto si rifà vivo con un gruppo e un disco il cui titolo riecheggia epopee western ed english life d’altri tempi. Tutto nasce da un vecchio viaggio in Nigeria insieme a Simon Tong - dai Verve a quarto Blur nei live del dopo-Coxon, nonché collaboratore della cartoon band - per registrare con Tony Allen (batterista di Fela Kuti) e altri musicisti del luogo; ma il risultato non convince. Ci vorranno giusto due incontri affinché la nuova creatura prenda vita: prima re Mida Danger Mouse (già dietro Demon Days), poi nientemeno che Paul Simonon, insieme al quale matura l’idea di un concept legato a West London (zona in cui il Nostro è cresciuto e l’ex Clash fa il pittore) e all’essere inglesi oggi. A tredici anni dal quadretto giovanile mid-90s di Parklife, guarda un po’.