U2 - Boy
Immaginate di trovarvi a Dublino, in piena epoca punk...la strada, la religione cattolica imperante, le ragazze, la morte della propria madre, il grigiore del cielo, i pub pregni di fumo, gli attentati, il destino che vi porta a continuare la scuola e a suonare, non abbandonandola per il college, perchè non idonei a causa di un esame non svolto.I quattro però erano accomunati dalle stesse passioni musicali: Rolling Stones, Bowie, Rory Gallagher, Peter Frampton, Beach Boys. A soli vent'anni in uno studio di registrazione, con un produttore cinque anni più grande di voi, Steve Lillywhite e prendete tutto quello che avete vissuto e trasformatelo in un album, dal titolo emblematico "Boy" . Avrete uno degli esordi più carismatici di sempre. In primo piano la chitarra di The Edge: poche note, riverbero, delay ed uno stile già riconoscibilissimo. Un Bono ispiratissimo con una voce da sviluppare, sconvolto dalla morte della madre. La freschezza ritmica di Adam Clayton e Larry Mullen. Si parte con "I Will Follow" , dedicata alla madre di Bono (Se tu te ne vai, io ti seguirò), "Twilight" la perdita dell'innocenza, "An cat dubh" ed "Into the heart" , incedere del basso e trame chitarristiche darkeggiati. "Out Of Control" (primo singolo degli U2, già presente sull'introvabile U2 Three) ovvero avere 18 anni e sentirsi soli e allo sbando. "Stories for boys" , attacco al cuore di batteria. La delicatezza e la sintesi di "The Ocean" , scomparso da pochi mesi di "A Day Without Me" , con un riff memorabile. E poi "Another time, another place" e la potenza garage psichedelica di "The Electric Co." . Si conclude con la malinconia e la batteria marziale di "Shadows and tall trees" molto Cure, in cui Bono descrive visivamente un suo emblematico ritorno a casa. L’elemento passionale che ha reso gli U2 un gruppo unico, si avverte proprio subito dalla sua voce. Malinconica ma fiera, rabbiosa ma di calma intensità. E poi tecnicamente dotata di una incredibile estensione vocale che emergerà con gli altri album. Probabilmente questa unicità deriva dal fatto che gli U2 non sono ne americani ne inglesi ma irlandesi, per cui la fiera e rinomata passionalità irlandese ha portato il gruppo a non omologarsi al resto fin dall’inizio. Non un atteggiamento mascherato o intellettuale. Ma passione vera, sincera e molta sentita. Non c’era la semplice voglia di fare musica e di cantare. C’era qualcos’altro di unico che gli U2 trasmettevano fin dal primo lavoro. Con BOY già si sente il calore di un FUOCO INDIMENTICABILE che qualche anno dopo infiammerà tutto il mondo. Il messaggio colto fin dalla copertina di Boy annunciava il debutto di una band. ideologicamente ben riconoscibile. Lo stesso bambino della copertina di WAR del 1983, il terzo album. La difficile interpretazione espressiva del volto del bambino riassumeva il messaggio di questo lavoro. L’enorme difficoltà per i ragazzi della loro generazione di affacciarsi alla dura e complicatissima realtà adulta. Questa era però tappa inevitabile. Per un momento lasciamo stare One, With or Without You, etc… e innamoratevi di questi U2. I più sinceri. I più ingenui. I più passionali. Solo la voglia di raccontare la vita, la morte, colpendo diretti al cuore.