TheMasterplan

FUORI DAL GUSCIO


La musica inglese è, a detta di molti, la migliore musica al mondo. Ma si sa 'i gusti sono gusti'. Le cose si amano, si odiano o si ignorano.L'indifferenza, amica e compagna di banco dell'ignoranza, è spesso l'arma che fa sì che in questo mondo in cui ogni giorno fluttuano nell'aria miliardi di Terabyte di informazioni, rischiamo spesso di perderci qualcosa. E questo è uno dei peggiori difetti della pop-culture, sistema in in cui tutto ciò che viene diffuso in grande quantità (così che qualunque fruitore sia COSTRETTO a notarlo) è basato su canoni per cui 'Ok, questa roba qui deve essere confezionata in maniera tale che piaccia a tutti'.Musica pop, programmi televisivi pop, notizie pop. Mangime per piccoli pesci, insomma.Spesso questi prodotti di consumo dalla poca longevità sono concepiti in modo che debbano andare a colpire dritto alle sfere più sensibili della nostra psiche. Tutto ciò che ci affascina e che è allo stesso tempo un grande mistero: la morte, gli affetti, il sesso. La pubblicità ricorre ossessivamente al richiamo sessuale, le notizie di cronaca nera ci stupiscono e ci spingono a porci un mucchio di domande. La musica, invece, ricorre a temi, atmosfere e motivi triti e ritriti.In Inghilterra, da sempre, la musica non è solo un mezzo per fare soldi. Il rovescio della medaglia lo testimoniano in Italia fenomeni da baraccone usciti dai reality che propongono un singolo di dubbio gusto estetico e produttivo che esalta uno scadente tormentone televisivo (una frase, un modo di dire, anche una sola parola). Non a caso, quel paese dalla bandiera crociata, lungi dall' essere il paese dei balocchi, è la culla dei Beatles, dei Rolling Stones, degli Who, dei Led Zeppelin, dei Queen...E non stiamo ad elencare tutti gli altri genii che hanno fatto della musica una ragione di vita e di sfogo artistico.Il rock è nato e cresciuto con queste band e ha avuto frotte di discepoli più o meno degni di attenzione.La cultura pop ha un po' messo in ombra tutto ciò che a primo impatto suona non convenzionale o un po' fuori dal coro. Mentre non vediamo altro che ciò che ci viene propinato, non andiamo ai concerti di band emergenti, non sosteniamo gli artisti in crescita e ci riempiamo la bocca e la testa con le note di una non so quanto orecchiabile 'Danza Kuduro', le band di artisti che amano la musica stanno gettando le basi per i suoni del futuro. Siamo in un periodo di stasi musicale. Non si inventa più niente. E non tocchiamo la noiosa questione sulla morte delle combinazioni di note musicali, parliamo di generi. La sperimentazione la fanno in pochi e coloro che la fanno suscitano reazioni positive, ma non il plauso del grande pubblico che pretende solo ciò che è indiscutibilmente 'catchy', orecchiabile. Che ti acchiappa, insomma. Oggi abbiamo a che fare con fenomeni musicali che mescolano tanti generi messi insieme: il rock con la dance, gli anni '60 con gli anni'80, l,'elettronica con l'alternative, per citarne alcuni...Di tanto in tanto ascoltiamo pezzi interessanti in alcuni spot pubblicitari che nessuno conosce perché nelle radio siamo costretti a sentire ogni giorno fino a venti volte, se non più, il nuovo singolo di Lady GaGa o di Rihanna. E sui forum o su Yahoo answers fioccano le domande "Qualcuno mi sa dire il titolo della canzone dello spot Tal dei Tali?". È lì che la mente anchilosata dalla pop-culture improvvisamente ha un sussulto e dice: 'Mica male questa roba qui. Però non la conosco. Vediamo se c'è qualcuno che ne sa più di me'. Allora vuol dire che non è musica che non piace. È solo musica che non provenendo da grossi sistemi di denaro, ma spesso da ambienti 'indipendent', non è nemmeno presa in considerazione.Ci sono gruppi che ben pochi conoscono: i Kasabian, i Vaccines, gli Arcade Fire, gli Arctic Monkeys tanto per citarne alcuni. L'orecchio non è così fino da apprezzarli tutti al primo ascolto. Bisogna avere capacità di penetrazione, voglia di lasciarsi trasportare più che dalle singole note, dagli arrangiamenti, dalle atmosfere, dalle voci e dai mixaggi così diversi dai nostri in cui il cantato è preponderante e irrompe nel bel mezzo del tutto distraendoti completamente. Il contrario di quello che avviene oltremanica o in America dove la voce non è che uno degli strumenti messi in gioco esattamente come la chitarra, il pianoforte, il basso o la batteria. E come tale viene trattata. Nessuna preferenza. Il risultato è un'insieme di elementi ben soppesati tra loro che creano l'arte musicale.I gusti sono gusti.Ognuno ha i suoi e tutti siamo liberi di scegliere ciò che preferiamo.Spesso, però, gettare un occhio (anzi meglio, un orecchio) per ascoltare anche quello che c'è al di fuori del nostro guscio potrebbe essere interessante.Con la totale libertà di non aver perso nulla e di essersi creati un'opportunità per aprire la propria mente a qualcosa di nuovo.A cercare non si perde mai nulla.