TheMasterplan

UNA STAR NON STAR


Un post al volo, ma non poi così corto, dato che sono al lavoro e da un momento all'altro arriverà la "capa" a darci un po' di dritte sulle mansioni del giorni. Massì.Buon lunedì e buon inizio settimana da SoulIeri a "Domenica In", in uno dei pochi momenti liberi per dare un'occhiata a quel cesso di TV (solo perchè pago Sky, altrimenti non la accenderei nemmeno) incappo in una rubrica del Pippo nazionale dedicata al mondo dello spettacolo. Ebbene. Il viso del mitico Raoul mi si apre davanti. Sì, sì, Raoul Bova. Un ragazzo speciale, serio, intelligente, che mi chiedo sempre come sarebbe averlo come amico (visto che non essendo dell'altra sponda, posso apprezzare limitatamente la sua bellezza innata). Un giorno su "Sorrisi&Canzoni" lessi una sua sorta di autobiografia in cui spiegava come sia sempre stato un ragazzo timido fissato con il nuoto e legato anima e cuore alla propria famiglia. Raccontava della mamma che si alzava alle 4 del mattino per preparargli da mangiare dal momento che alle 6 doveva essere in piscina per gli allenamenti per poi, da lì, recarsi direttamente a scuola. O  le sue vacanze in Calabria, terra dalla quale quale proviene la sua famiglia: le prime ragazzine che lo corteggiavano e la sua timidezza, le sorelle che lo portavano dietro e lo custodivano come un gioiello. E questo suo modello di bontà Raoul lo porta avanti ancora come persona. Una famiglia splendida, una moglie non-velina, non strafiga, ma semplicemente amante della famiglia e buona d'animo. Due figli che, nonostante il suo trasferimento a Los Angeles, continuano a studiare in maniera seria e corretta. La sua specialità la dimostrano anche i ruoli che interpreta: sempre impegnati, sempre interessanti e a sfondo sociali. Nessuno dimenticherà il capitano Ultimo, altri hanno già dimenticato "Il testimone" in cui interpretava un uomo che, solo per aver compiuto il suo dovere di cittadino di denunciare un delitto a cui aveva assistito, è costretto a stravolgere la sua vita e a perdere la propria identità dietro uno psuedo-sistema di sicurezza che uccide le persone dentro e le estranea dalla realtà.Oggi, Raoul, in attesa di vedere il seguito del tanto apprezzato "Palermo-Milano solo andata", esce nelle sale con il film (di cui è anche produttore) "Lui, l'altro" in cui interpreta un pescatore siciliano amico fraterno di un ragazzo tunisino di fede islamica con il quale lavora tutti i giorni in mezzo al mare per portare a casa qualche soldo. Improvvisamente, arriva la notizia di un attentato terroristico a Madrid. L'identità dell'attentatore viene a coincidere con quella di questo giovane pescatore tunisino e il dubbio, il sospetto e la paura incrineranno la loro amicizia fedele e sincera dando alla vicenda una svolta imprevista. Queste le parole di Raoul."Dopo l'11Settembre (...) tra le due civiltà, è avvenuto questo allontanamento forte allontanamento. Alla presentazione del film a Los Angeles un ragazzo di fede islamica mi ha avvicinato e mi ha ringraziato perchè questo film ha rispecchiato perfettamente la situazione venutasi a creare dal momento che, da anni ormai, è completamente solo e senza amici." Il mio apprezzamento per Raoul è indubbiamente forte dal punto di vista professionale, ma va oltre il pensabile a livello personale. Un attore diverso. Un bravo ragazzo. Una star non star.