Falesie della mente

Cara azienda "mia"


Lavoro ormai da molti anni per la “Cani Stracci Oil S.p.A.”, e da sempre sono pervaso dal dubbio amletico a riguardo della vocazione che una grande azienda multinazionale possiede rispetto ai suoi dipendenti che in Lei lavorano; è da considerarsi come ‘madre’ buona che accoglie a braccia aperte i suoi figli, dà loro da mangiare e da vivere e ne garantisce, così, la loro dignità, o forse, piuttosto, è da pensare come la ‘bestia’ malvagia che in modo discretamente subdolo, succhia e spreme le energie dei lavoratori come fossero un limone, ed una volta ultimate le loro risorse li ‘getta’ via perché a questo punto inutili? Ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo, c’è chi crede con fermezza alla prima ipotesi, c’è chi sostiene con gran vigore la seconda; dove sta la verità assoluta, quella imparziale ed obbiettiva, non è dato sapersi. Certo sorgono mille pensieri che fanno riflettere la mente, a questo proposito.  Mi chiedo spesso se la ‘mia’ mitica “Cani Stracci Oil” mi vuole bene e ci tiene alla serenità psico fisica del sottoscritto, in quanto bene prezioso e risorsa indispensabile per il buon esito del proprio business, oppure sono in realtà solo un piccolo numero infinitesimale che conta di meno del prezzo del caffè, indicato sulla più infima macchinetta della ditta…chissà mai cosa valgo per ‘lei’.  Io ci metto tutto il mio impegno, mi applico con grande passione, sento di avere un ruolo, ma avverto anche la valanga di problemi che ogni giorno sfiorano l’indecenza, tanto sono ridicoli ma, proprio per questo, terribilmente insormontabili in una realtà come questa, dove sembra spesso che per far spostare un pezzo di carta da un ufficio all’altro sia necessaria una delibera governativa…Problemi che disgregano la collettività, dubbi che restano sempre irrisolti, incognite che non vengono mai svelate, che mettono l’uno contro l’altro come fossimo dentro una battaglia giornaliera ma senza preciso significato, come se a qualche manager facesse comodo che la situazione restasse così perché, si sa, laddove non c’è aggregazione nerboruta, l’azienda ci ‘sguazza’ e ti porta, senza che tu te ne accorga, a fare i suoi iper interessi, escludendo che tu, povero lavoratore, venga riconosciuto onestamente per quello che fai, per quello che produci.Scoppio in una risata fragorosa pensando che, tra qualche giorno, arriverà a farci visita il top manager numero 2 dell’intera multinazionale, una specie di vice-papa che neppure sa cosa costruiamo nel nostro sito produttivo, ma egualmente viene a pontificare ed a dettare le regole della strategia vincente per incrementare sempre più i numerini del fatturato mensile. Benedettissimo fatturato!Stuoli di operai sono stati mobilitati negli ultimi giorni, una quantità impressionante di lavoratori che si muovono freneticamente come dentro un alveare, tutti intenti, su disposizioni piovute dall’alto, a sistemare i magazzini, ordinare gli scaffali, pulire i pavimenti, nascondere i pezzi d’avanzo, profumare gli ambienti, pitturare le barriere, mettere fiori in punti strategici, apporre targhe segnalatrici.Anche questo è lavoro, anche questa è attività, di certo è anche montagna di costi aggiuntivi, sostenuti esclusivamente per far apparire quello che non siamo! E per questo, la mia risata, raddoppia! Ma chi sarà mai quel pazzo che crederà al pavimento lucido simil specchio, dove solitamente si produce materiale a livello industriale??? Chi crederà all’ordine certosino, millimetrico dentro reparti generalmente ammassati da materie prime??? Chi sarà così pazzo da pensare che il profumo, i fiori e tutti i ghirigori apposti tra un locale e l’altro, sono la normalità in un ambiente che bada invece alla spietata produzione di numeri, prima che al comfort delle persone??? Rido, e continuo a ridere, perché piuttosto che spendere milioni in questo modo si sarebbe potuto utilizzare questi soldi, spesi sostanzialmente per esclusiva demagogia verso i grandi capi, per scopi più importanti. Beh certo, dimenticavo….tra questi soldi utilizzati c’erano anche gli aumenti salariali di noi, lavoratori indefessi, che restiamo come sempre molto fessi e poco soddisfatti : per i prossimi 5 anni, sappiamo quel che ci aspetta!