Mi domando per quanto tempo ancora dovranno andare avanti queste farse e simili carnevalate di piazza, dentro le quali, più che acclamare l’orgoglio e richiedere a gran voce l’indiscriminazione di uno stato di fatto, quello omosessuale, si vuole invece alimentare, in modo subdolo e palesemente ambiguo, il fuoco della polemica attraverso manifestazioni di cattivo gusto.
In questo contesto si svolge il GAY-PRIDE di Roma, manifestazione che personalmente ritengo pienamente legittima, in quanto la nostra costituzione italiana garantisce a tutti il diritto di manifestare pacificamente, ma della quale non riesco però a condividerne i contenuti. E ne preciso il senso : credo che gli omosessuali non debbano assolutamente essere discriminati nella società, in quanto ogni individuo deve essere rispettato ed ugualmente riconosciuto nei suoi diritti, a prescindere dal sesso, dalla razza, dalla religione professata e, pertanto, non di meno anche dal tipo di tendenza affettiva che si sente di instaurare, sia essa etero od omosessuale.Quello che assolutamente non posso tollerare è la pretesa elevata da molti, riguardante la legalizzazione dei matrimoni omosessuali. Le unioni omosessuali non possono assurgere a unione giuridicamente qualificata, perché la nostra costituzione non lo prevede; è inoltre indiscutibile il fatto che, per natura, l’unione componente basilare della società debba essere quella fra uomo e donna nella formazione della famiglia, quindi non tra persone dello stesso sesso tra le quali, peraltro, non vi è la possibilità naturale di procreazione, elemento fondamentale per il progresso della società stessa.Il valore della famiglia trae origini nella cultura bimillenaria del mondo cattolico, ma già oggi ha il suo fondamento, da nessuno contestabile, nella Costituzione!Addirittura il diritto Romano non legalizzava le unioni di fatto, e non si occupava della omosessualità benché, ai tempi, fosse largamente diffusa.Il diritto Romano ha costantemente affermato che il matrimonio è “consortium vitae” tra uomo e donna.Questo per ribadire quanto sia importante, secondo me, concentrare gli sforzi affinché non esista più la discriminazione sociale verso chi è omosessuale, non tanto, invece, profondere energie e battersi per riconoscere legalmente un legame che, per natura, non può godere delle stesse legittime norme applicate alla famiglia.Ribadisco quindi che ognuno è libero di avere gli affetti che vuole e che si sente, senza che venga per questo emarginato né, ancor di meno, perseguitato, ma di certo non può pretendere diritti che non gli spettano. Ad esser sincero rimango un po’ disgustato dalla manifestazione del GAY-PRIDE nelle sue forme eccentriche, perché sono strumentalizzate ed atte alla provocazione invece che voler, al limite, rivendicare l’indiscriminazione che ritengo necessaria e di cui prima ho parlato. Questa è una componente faziosa che non ammetto, come faziosa è stata la conduzione del programma televisivo Annozero, lo scorso giovedì 8 Marzo, su RAIDUE. In altre puntate della stessa trasmissione avevo potuto piacevolmente constatare l’imparzialità ed il servizio verso i cittadini che essa produceva, compiacendomi del modo di trattare gli argomenti. Sorprendentemente, invece, di tutt’altro tenore è stata la puntata di Giovedì scorso, che è sembrata decisamente poco obbiettiva e schierata verso chi rivendica i famosi Di.Co.Questo provoca grande amarezza, soprattutto perché riguarda il servizio pubblico di informazione che, pertanto, dovrebbe essere sempre super partes.Ma dove stiamo andando a finire?E mi scuserete se oggi mi sono dilungato su un argomento tanto delicato, ma davvero non potevo esimermi dallo scrivere, perché credo sia troppo importante. In ogni caso, ognuno la penserà a modo suo, ed il mondo è bello perché è vario : questo è il mio pensiero! Cerchiamo di riflettere seriamente e serenamente, non tutto può essere concesso…