Falesie della mente

Il bulletto indisponente


Quand’ero bambino ero solito andare all’oratorio a giocare con gli amici; ricordo delle partite memorabili di calcio balilla, torneoni interminabili di ping pong a giro, gare in bicicletta fino all’ultimo respiro, incontri di calcio appassionati sul polveroso campetto antistante. Ci si divertiva sempre da pazzi.
Ma come in ogni magnifica storia che si rispetti, c’era sempre anche il classico lato oscuro, il bulletto che veniva a rompere le uova nel paniere : bastava una manciata di anni in più degli altri per potersi credere superiore a tutti e per permettersi il lusso di imporre le proprie decisioni, anche se impopolari.Ecco, allora, capitava che il bulletto scansasse prepotentemente qualcuno dalla postazione del calcio balilla per potersi così giocare una partititella gratis, o magari ti rubasse la pallina del ping pong, per poi schiacciartela miseramente, con la pretesa di farti stare zitto così da permettergli di ascoltare indisturbato il juke-box; disastro finale accadeva quando, a squadre appena stabilite, lui, il duro della situazione, arrivava  sul campo insieme gli amici, pretendendo di giocare la partita di calcio che stava per cominciare, apponendo il solo pretesto della loro maggior esperienza nel gioco. E noi, più piccoli, costretti a scombussolare le nostre squadre, escludere qualche nostro amico a vantaggio degli sbruffoncelli.Queste storie di “malavita” infantile mi sono sempre andate giù storte, perché già da allora, il piccolo Signo era un moralista integerrimo.Ma si sa, il perdono è sempre la miglior via per una più facile convivenza, noh?!?Tutti noi, ingoiavamo ogni volta dei bocconi amari ma sopportavamo e sopportavamo, fino a che, un giorno, durante una partita di “palla prigioniera”, accadde l’imponderabile.Eravamo schierati in due squadre, la nostra, quella degli “asilo-repubblic”, contro la più esperta dei “full metal-jacket” , composta da una serie interminabile di spavaldi prepotentacci.Dopo varie combattutissime fasi, eravamo ormai sull’orlo della sconfitta; tutti i giocatori della nostra squadra erano prigionieri nella “tana” avversaria, ed i bulletti scaricavano a raffica i loro fendenti di pallonate potenti, cercando di eliminarmi e vincere così la partita.Io ero l’unico superstite e correvo a destra e a manca nel nostro campo, cercando a gran fatica di evitare la palla “mortale”.Sino a quando, con un guizzo tanto imprevisto quanto atleticamente memorabile, riuscii a prendere al volo un loro lancio, ribattendolo sul loro incredulo attaccante che fu così colpito e, per via delle regole del gioco, intrappolato nella nostra “tana”.Scoppiò allora un’ingiustificata protesta da parte dei “full metal-jacket”, che di certo non conoscevano la parola “perdere”. Non ammettevano un affronto simile, anche se compiuto perfettamente entro le regole ufficiali del gioco. Non potevano subire una tale umiliazione, erano pur sempre i più grandi, le “legge” dell’oratorio.Cominciò allora un’estenuante trattativa per cercare una soluzione ad un problema che, in realtà, proprio non esisteva.Tira e molla, tra alzate di voce ed intimidazioni varie, si fece avanti il più riservato e pacato degli spavaldi, un ragazzetto con un’accenno di baffi cresciuti grazie al latte di fico, ed una capigliatura sobria e per niente alla moda. Con voce quasi timida e sguardo praticamente impaurito dall’acceso dibattere delle parti, accennò una soluzione, proponendo uno scambio :- “Giovani!! Propongo questo, rilasciate il nostro amico appena catturato in cambio di 5 dei vostri, che sono prigionieri da mezz’ora e si staranno stancando di questa interminabile partita”.Seguono istanti di silenzio assoluto, dopo di che la proposta viene accettata all’unisono.Stiamo quindi per tornare alla partita, secondo l’accordo appena pattuito, quando invece si fa avanti il “super bullo” dei full metal-jacket, un pistola di un metro e ottanta con già qualche accenno di capelli prematuramente grigi e la voce impostata; era il figlio dell’ex sindaco ed amministratore unico del paese, il quale tuona repentino :- “Ehh no ragazzi….non sta per niente bene”, rivolgendosi indispettito ai suoi!- “Non è affatto bello scendere a patti col nemico!! Anzi, lo giudico pericolosissimo per le prossime sfide a calcio, dove chissà quali accidenti di richieste ci verranno avanzate in virtù di questo misero precedente che gli concediamo….”Restammo tutti molto sorpresi da questa presa di posizione assurda, ed uno dei miei amici che era arrivato da pochi mesi in paese e, ancora, non conosceva i nomi di tutti i ragazzetti, mi chiese stupito :- “Ma come si chiama ‘sto tizio assurdo??”Ed io risposi :- “Giorgio Vu doppia Cespuglio…”- “…junior” aggiunse il Guizzo, repentinamente!Da allora, fu gelo totale all’interno del gruppo dei “full metal-jacket"..P.S. : ogni riferimento a fatti/liberazioni appena accaduti/e in Afghanistan è puramente casuale, ah ah ah......