Quel giorno, avevo programmato una gita di fine primavera al mare, considerato il piacevole tepore ormai persistente del periodo, grazie ad un sole già caldo e praticamente quasi estivo; volevo così cominciare ad assaporare gli aromi della bella stagione, respirare il delicato profumo della salsedine, godermi il piacere di una bella passeggiata sul bagnasciuga e, magari, gustarmi uno stuzzicante aperitivo in uno di quei trespoli con vista mare, circondato dalle canne di bambù come riparo dal sole e rigorosamente accompagnato dalla mia imperdibile Gazzetta dello Sport.
Ero già tutto eccitato e non vedevo l’ora che il treno su cui viaggiavo arrivasse, finalmente, alla stazione balneare; guardavo fuori dal finestrino e vedevo scorrere tanto velocemente la verdissima campagna della bassa padana, mentre speravo che il treno potesse accelerare la propria velocità ma, allo stesso tempo, mi perdevo anche nell’immaginazione di come sarebbe stata quella magnifica giornata.Fino a che, quando meno te l’aspetteresti in una giornata così bella, ecco che il treno si ferma improvvisamente in mezzo ai prati e non riparte più; dopo una manciata di minuti, ci segnalano, attraverso un’altoparlante gracchiante, che il locomotore ha fuso completamente e, pertanto, dobbiamo cambiare convoglio. Ci portano con un servizio bus alternativo nella città più vicina per attendere il treno successivo, un centro abitato discretamente grande ma sperduto nella verdeggiante rigogliosa pianura padana.Scopriamo, una volta arrivati alla stazione, che la linea ferroviaria che passa di lì è talmente secondaria che bisognerà aspettare la tarda serata per il treno successivo; mi crolla addosso il mondo : gita al mare addio, sogni di una giornata primaverile da trascorrere sulla spiaggia, baciato dal sole e cullato dal perenne fruscio delle onde, svaniti in un attimo, che delusione!Per risarcirci, la compagnia ferroviaria decide di pagarci tutto il vitto della giornata; infondo, c’è una nuova cittadina da scoprire, e la gita può assumere comunque contorni tutto sommato piacevoli.Non tardo a fare amicizia con un paio di ragazzi, restati a piedi come me; decidiamo di andare subito a farci un bel pranzetto in un vicino ristorante; ci sediamo ad un tavolo defilato ed ordiniamo.Gli antipasti li servono al bancone per cui, prendiamo i nostri piatti e ci incolonniamo per prenderne alcuni. Vicino a questo tavolo, pieno zeppo di stuzzichini e di affettati, c’è un signore borioso, grasso da far paura, seduto su una seggiola che, per quest’ultimo motivo, risulta essere eccessivamente pericolante.Indossa un cappello da cow boy ed un paio di stivaletti col tacco alto; notiamo che porta addirittura un cinturone simile a quello degli sceriffi del lontano far west e, dopo essersi lisciato i baffoni, prende una grossa caraffa ricolma di schiumosa birra e si mette a tracannarla d’un sorso.Noi lo osserviamo attentamente, un po’ stupiti, un po’ schifati, tanto che lui deve essersi accorto delle nostre espressioni stralunate e, pertanto, ci fa cenno, muovendo il dito indice, di avvicinarci a lui. Ci approssimiamo all’energumeno che, senza indugiare, con fare pacione ci saluta :- “Hi guys! Di dove venite voi? Mai visti quì before today!”.Dunque, prendo io la parola e cerco di spiegargli in 2 minuti l’accaduto, chiarendo la nostra disavventura col treno che, diretto verso il mare, si era invece rotto e, pertanto, eravamo stati costretti a fermarci in quel posto.- “ Well guys”, riprende a dire il cow boy, “vedete, sono dieci anno che traferito quì in Italy io, dal lontano U.S.A., San Antonio Texas! Posto meraviglioso guys…tutto grandioso là…”,poi si ferma un attimo, si gratta il mento, e riprende subito al volo a parlare, con tono più marcato di prima e con voce ancor più forte :- “Vedete guys, in lontano Texas non è come quì…è tutto molto well done there!! Grandeeee paese Stati Uniti!! Pensate, guys, che là si può salire su un treno il Lunedì, have lunch….come si dice in Italy…pranzare, ecco! Poi si può cenare e dormire sullo stesso treno, stare lì due days, e poi il Mercoledì si può scendere e pensate che ci si trova ancora in Texas, wow!”.Detto questo, si sente l’immediata replica di un milanese che fa parte del nostro gruppo :- “Ohh Signùrr!!! Allora anche voi ch’avete il problema dei treni lumaca dei pendolari!!! Che disastro…tüt ol mond l’è paiss”.A quel punto, dopo aver scosso la testa, mi son messo le mani nei capelli e mi son seduto a tavola per mangiarci almeno un po’ sopra : è stata proprio una giornata che ha preso il “binario” sbagliato!