C’era qualcosa di particolare nell’aria quella sera, si respirava più amore e la vita era più
vita, tutti insieme così. E davanti ad uno spettacolare amaro Averna, si ritrovavano nuovamente insieme, dopo alcuni anni, le due amiche per la pelle
SaraSidle e
Miss Dickinson, graziosissime ed amabili ragazze toscane che il destino aveva diviso per molto tempo a causa delle diverse occupazioni di ognuna : la prima ambasciatrice presso il palazzo di vetro delle “Nazioni Ordinate e Pulite”, la seconda direttrice nazionale dell’importante giornale “L’Osservatore Toscano”. Si ritrovavano, dunque, in una piacevole serata di primavera inoltrata, a brindare alla loro amicizia e per trascorrere qualche ora in compagnia del vecchio gruppo di amici, consumando una cenetta deliziosa e luculliana. Dalle cucine del noto ristorante “Trilionaire”, spuntava di tanto in tanto il distinto e professionale mètre
Inge, cameriere raffinato e di navigata esperienza, accompagnato ogni volta da una varietà e da una schiera di vassoi pieni zeppi di succulenti manicaretti.Un’esclamazione di mastodontico stupore dei commensali pervase la sala quando, su un vassoio enorme, venne fatta entrare la portata clou della serata, i “Dobloni” di Capitan Findus, gustosi medaglioni dorati preparati con i migliori filetti di tonno Pagine Gialle…eehhmmm…Pinne Gialle, pardon!Per addolcire i palati sopraffini, ecco che si presentò la nobil contessa
Cate, famosa esperta di delizie, la quale, tra proposte di torte e dolci, cominciava a sentire lei stessa un certo languorino, ma che non era fame :- “Ambrogio…i nostri Rocher per i signori”, esclamava sicura.E come d’incanto, partì una musica soave che allietava tutti i convitati e li avvolgeva in un intenso clima melodico, facendo suscitare in ognuno di essi un tremendo desiderio di dolcezza.- “Signora contessa…”, esclamò
Kira, la famosa moglie di un noto calciatore presente in sala,- “…signora contessa, ma mio marito preferisce un Balsem! Uno!”.Gli inservienti si scrutarono a vicenda nelle profondità dei loro occhi e, colti da sconforto, annuirono solo per servile fedeltà; dunque, di malavoglia, partirono alla ricerca del raro e prelibato dolcetto.Il calciatore presente in sala era un certo
Vieri da Villa Ripae Seri, noto più per le sue serate mondane che per la capacità nel destreggiarsi col pallone. Era attorniato da svariate persone che gli stavano addosso per scucirgli una parola e poter poi dire agli amici di aver conosciuto un personaggio famoso. Anche se sposato, era e restava sempre un eterno donnaiolo, tanto che strizzava l’occhio a qualsiasi gentil damigella che venisse a trovarsi nei suoi paraggi. Ci sapeva fare il ragazzo, ed ecco che
Rachelove, una graziosa e giovane signorina, si trovò a passargli davanti : non perse tempo per invitarla a degustare insieme a lui un buon caffè Lavazza, che più lo mandi giù e più ti tira su. La moglie, osservatolo da lontano nel suo agire sospetto, si arrabbiò non poco e, per contenere un pochino la sua esuberanza, chiamò in sala un tizio che aveva la fama da stregone, chiedendogli di far rinsavire il goliardico marito; si trattava di un personaggio vestito con un costume aderente a striscie gialle e rosse, con un cappello cilindrico enorme in testa, il quale entrò nella sala correndo su dei pattini a rotelle, spingendo un carrellino magico e autodeclamandosi come :- “Mago G…Mago G”; era il mago Galbusera che tentava di far tornare in sè il noto calciatore, con l’ausilio della sua bacchetta magica!Con la pancia piena, si sa, si sta molto meglio, pertanto ci si trasferì nella sala adiacente per smaltire un po’ l’abbondante cena appena consumata, chi ballando al ritmo della musica caraibica e chi passeggiando in compagnia per fare quattro chiacchiere.Tra gli invitati a questo festeggiamento delle due amiche che si ritrovavano dopo anni, c’era anche un illustre politico, l’arguto
Guizzo, una persona autorevole e schietta; discuteva con alcune persone circa un’argomento di strettissima attualità nel governo, ovvero la liberalizzazione degli imbianchini.Lui era tra i sostenitori del disegno di legge per il quale si proponeva che ognuno di questi professionisti fosse libero di utilizzare il pennello Cinghiale, perché per pitturare una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello.Nella sala della musica, si facevano invece notare una donna molto affabile dall’aspetto oltremodo delicato ed intrigante che di nome faceva
AvreiVolutoDirti, accompagnata dal suo inseparabile compagno
Privilege.La splendida donna ballava con movimenti sensuali ed incantevoli, catturando l’attenzione di chiunque e suscitando, in ognuno degli attoniti spettatori, centinaia di splendidi sogni idilliaci. Accaldatasi per l’energico ballo praticato, si tirò un attimo in disparte e, dopo aver riempito di Lipton Ice Tea un bel bicchierone, prese a sorseggiarlo con intensa volontà, esclamando poi subito di seguito :- “Mhhhhh…mhhhhh! Fe-no-me-na-le…per me, numero uno!”, con un inconfondibile accento inglese, preso dalla famiglia principesca della mamma, la quale proveniva dal profondo Galles.
Nel frattempo il buon
Privilege, che era un luminare studioso di psicologia femminile ma restava sempre molto affabile ed alla portata di chiunque, si era appartato un attimo. Era infatti nota la sua proverbiale vena burlona e simpatica, pertanto, decise di imbrattarsi di cioccolato il viso e truccarsi come un perfetto abitante del Kenya, così, per far divertire un po’ la gente con le sue battute spassose. Si cotonò pure i capelli, prese con se una scatola di panettone al cioccolato e, richiamando l’attenzione di tutti i presenti con un forte grido, sobbalzò nella sala esclamando e gesticolando con fare da superstar :- “Bonsoir mes amis, je suis le Tartufon, Ezami Abuabù e le fest uhuh ahaha… el Tartufon…c'est bon!”Ci fu allora una standing ovation, applausi scroscianti, richieste di bis, più nessuno se ne voleva andar via; fu veramente una serata memorabile…degna del miglior SPOT TV!