Comodamente sdraiato sull’amaca, mi trovo appeso tra due robusti pini marittimi, intento a riposare e senza che particolari pensieri mi offuschino la mente; la vista che mi si propina è paradisiaca, su un mare immenso e blu come il cobalto, tinteggiato quà e là da bianche onde fragorose che mi cullano il sonno come una dolce ode che proviene da lontano, simile al canto di sirena che mi allieta i sogni, tanto da provocare conseguentemente un gioviale sorriso sul mio volto. Il sole brucia sulla pelle, la vegetazione circostante rilascia profumi d’estate che mi riempiono i polmoni di una fantastica fragranza, persino i sassi sembrano avere sete; in sottofondo si sente il ronzio costante delle minuscole cicale, di certo
ammassate nell’erba alta, ma nascoste come fossero dei ladri in fuga; di tanto in tanto arriva un soffio di lieve brezza che rinfresca il mio viso, come una carezza dolce e delicata, da tempo sospirata. Il caldo tepore mi avvolge in una giornata serena come poche, amo l’estate e traggo benefici dal clima positivo che rallegra anche il mio stato d’animo. Mi rigiro a fatica sull’amaca, pensando a lidi lontani, spiagge incontaminate, vorrei avere il potere del teletrasporto per visitare ogni angolo del mondo in un sol momento, ma so che non è possibile : per questo è bello sognare! D’un tratto apro gli occhi di soprassalto, con la fronte umida di sudore per il gran caldo, non connetto la situazione, cerco di capire se stavo sognando o cos’altro; l’incertezza mi rende innocuo, ansimante. Caspita, il cielo è divenuto scuro, plumbeo, si odono rombi di tuono in lontananza ed il bagliore dei lampi è sempre più vicino; la brezza si è trasformata in vento deciso, dà fastidio adesso.Mi chiedo cosa mi stia succedendo, salto in piedi e non riesco neppure più a vedere il mare, dov’è finito? Non mi perdo d’animo, cammino e proseguo in cerca di riparo, ma intanto penso : sto sognando ora, oppure era quello di prima un sogno?Mi tiro un pizzicotto ma non sento particolare dolore, cammino e cammino e mi ritrovo in un centro abitato, un paesello discreto e quieto; non c’è in giro quasi nessuno solo qualche gruppo di giovincelli che chiacchierano non curanti del maltempo che arriva.Incrocio tre ragazzetti che mi osservano, mi squadrano da capo a piedi e poi sorridono tra di loro, resto perplesso, mi fermo e mi scruto : c’è forse qualcosa che non va? Indosso un paio di jeans tagliati alle ginocchia, gli immancabili infradito, una magliettina a manica corta di colore verde-oro ed un paio di occhiali da sole, cosa c’è di tanto strano? Una signora esce da un negozio e pure lei mi osserva, mi saluta con rispetto e, sorridendomi, mi chiede con tono curioso cosa sia quell’oggetto che tengo tra le mani. Credo di essermi rimbecillito totalmente, ma quale oggetto? Guardo le mie mani e vedo un tassello che non so spiegarmi d’onde provenga. Rispondo che non so di cosa si tratti. La signora diventa seria, scuote il capo e se ne va senza aggiungere una parola di più.Il tempo va sempre peggiorando, sento che sta per arrivare una tempesta, non ho mai visto il cielo così nero, ce l’ha anche lui con me?Non me ne preoccupo, cerco un bar per prendere da bere, ho comunque sete, il caldo di prima mi ha seccato la gola. Ma era caldo reale oppure era un sogno? O magari è un sogno quello che sto vivendo adesso? Svegliatemi vi prego, che mi succede?Ecco un bar all’angolo, entro subito, voglio riparo, il tempo pessimo mi dà noia e mi rende triste e malinconico, cerco di sfuggirgli, ad ogni costo.Apro la porta e trovo dentro un sacco di persone, ma che cavolo, son tutti quà dentro oggi? Cerco di farmi spazio tra la gente, a fatica. Sono costretto a strusciarmi quà e là, non è una bella sensazione per chi, come me, soffre di agoràfobia. Cerco di raggiungere il bancone, un ubriaco mi urta e cerca di chiedermi scusa con un rantolo che è per lo più incomprensibile. Lo rassicuro e gli dico che non fa nulla, intanto m’è caduto il tassello che stringevo in mano. E chi se ne frega, voglio bere, ma mi ferma subito una ragazza, una stupenda mora con i capelli lisci e lunghi dietro la schiena, dalle forme giunoniche perfette, che mi lascia estasiato e senza parole. Sono quasi imbarazzato, ma lei mi sorride, acquisto serenità e rispondo anch’io con un sorriso. Lei mi porge un tassello che credo fosse quello cadutomi in precedenza, ma è un piccolissimo pezzo di un puzzle.Che ci faccio con un puzzle in mano, in un bar sconosciuto a parlare con un incanto di ragazza, immerso nella folla accalcata? La ragazza si rattrista d’un tratto, e mi dice d’esser sconsolata perché lei stessa ha perso il suo tassello in quel bar, il giorno precedente, ed ora lo sta cercando. Tutti lo stanno cercando lì dentro. Mi conferma che le sarebbe piaciuto molto verificare se il suo pezzo poteva combaciare col mio, dicono che in tutto il mondo ne esista sempre uno solo che combacia effettivamente col proprio. E se cerchi di farlo combaciare con uno simile ma non perfetto, alla fine la tua vita diventa una tempesta, come quella che stava per arrivare quel giorno.Oh bella, sarà per questo che mi son trovato di colpo sotto la bufera imminente? E dire che la calma regnava sovrana ed il sole mi baciava in fronte come non mai, che strana è la vita?! Oppure è solo tutto irreale, un sogno troppo ben fatto? Mah?!? Peccato, mi dice la splendida ragazza, poteva essere che i nostri pezzi combaciassero, ed invece, avendo perso il suo, mannaggia, nulla si può più.Mi è passata la sete, adesso cerco solo di trovare qualche gentil signorina che abbia un puzzle in mano, per provare l’incastro, mi intriga il gioco; ma è poi solo un gioco, oppure è un destino?Ma nessuno ha in mano un tassello, solo io, gli altri stanno cercando per terra, l’hanno perso nei giorni precedenti, una volta entrati in quel posto, dove cercavano riparo da un temporale. Ma che razza di incauti personaggi, custodirlo integro è la prima cosa, noh!?!Ma infondo infondo non sono coerente, anch’io non me ne curavo fino a pochi minuti prima, restando belle steso al sole d’estate; che coraggio che ho, a parlare così, qualcuno dovrebbe dirmelo, ammonirmi.Il brusìo di fondo sale vertiginosamente, mi dà fastidio adesso, è un frastuono per le mie orecchie, mi guardo a destra ed a sinistra con preoccupante celere ripetitività, sale l’ansia dentro me, vorrei solo uscire, svegliarmi, è un incubo, ne sono certo.Continuo a girarmi con insistenza, prima a destra poi a sinistra, poi anche dietro, con fulminea rapidità; mi sento inseguito, il brusìo è troppo insopportabile, odo distintamente anche un ticchettìo insistente, pronunciato, forte, ripetitivo come fosse un metronomo. Ad un tratto ecco un improvviso suono di mille orologi che trillano nello stesso istante, un cucù che esce repentino dal suo nido per annunciare la nuova ora, a gran voce : mi sveglio di soprassalto, ero un sogno, Dio sia lodato!Respiro con affanno, ma rido del fatto che stessi solo sognando, sono zuppo di sudore ma felice di sapere che stessi sognando e basta; penso a quante stupidaggini può fantasticare la mente umana durante il sonno, rido fragorosamente, senza preciso significato, solo perché sono felice.Poi resto con lo sguardo perso sul soffito mentre so che ora sono finalmente tornato nella realtà; tiro fuori le gambe dal letto ed appoggio le mani sul materasso per aiutarmi ad alzarmi : mi scappa lo sguardo e cosa vedo : un tassello di puzzle sul cuscino! Nooooo, non è possibile!!! Adesso vorrei tornare subito nel sogno, per vedere, per capire, o forse solo per sfuggire alla realtà, ma non posso più : sono sveglio, e dietro non si torna.Mi affliggo pensando cosa devo farne di questo tassello, uscire subito alla ricerca oppure restare immobili ed aspettare. Certo che la vita non si muove mai a caso, tutto ha un significato preciso se lo vogliamo vedere e se ci svegliamo da questo torpore che ci rende spesso assonnati. Oppure, tutto questo, è forse solo il frutto del Signo’s Brain Damaged?