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Un blog creato da Truman_2000 il 22/06/2008

The Truman Show

La mia vita è un "Truman Show", ma al rovescio: vivo in un mondo tutto mio, illudendomi di essere il protagonista della storia!

 
 

VORREI AVERLA DETTA IO

“Ogni stroncatura è

soltanto un atto d'amore

nei confronti del cinema!

- Alessio Guzzano -

 

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"La solitudine dei numeri primi"

Post n°177 pubblicato il 25 Settembre 2010 da Truman_2000
 

Regia: Saverio Costanzo
Con: Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Isabella Rossellini, Arianna Nastro, Vittorio Lomartire, Maurizio Donadoni
Drammatico - Italia 2010

Mattia ed Alice sono due numeri “primi gemelli”: come l’11 ed il 13 (divisibili soltanto per sé stessi e per uno), anch’essi sono separati da un numero pari che impedisce loro di toccarsi per davvero. Entrambi recano, sul corpo, le cicatrici del proprio passato: la loro infanzia, infatti, è stata sconvolta da un evento tragico che li ha segnati per sempre, rendendoli “difettosi” rispetto agli altri e condannandoli, così, ad una vita di dolorosa incomunicabilità esistenziale.
Tratto dall’omonimo best seller di Paolo Giordano (che, insieme al regista, ha scritto la sceneggiatura), il film rievoca le vicende del libro, ripercorrendone abbastanza fedelmente gli episodi più significativi. L’originalità della pellicola sta nella scelta - opinabile ma, tutto sommato, legittima - di farne un film “horror”: in tal senso, risultano appropriate le musiche (che ricordano i film di Dario Argento) ed anche le numerose sequenze oniriche e visionarie (il costume da clown di Mattia-bambino ricorda quello di “IT”, mentre i corridoi dell’albergo di Alice-bambina sembrano presi direttamente da “Shining”).
L’angoscia dei protagonisti è ben rappresentata dal senso di morte che pervade l’intero film; peccato, però, che l’unica cosa che muoia sia la trama, uccisa da un montaggio pedestre che fa letteralmente “a pezzi” le scene principali, ricomponendole poi alla rinfusa, come in un assurdo cubo di Rubik. Qualche buco di sceneggiatura rende incomprensibili alcune scene finali (la partecipazione di Alice al matrimonio dell’ex amica, ad esempio…); pessima, infine, la scelta di far dire a Viola (sic!), con un sottofondo musicale da discoteca, la frase più toccante di tutto il libro che avrebbe dovuto essere sussurrata.
Sconsiglio vivamente la visione del film, che nemmeno la buona recitazione di Alba Rohrwacher e di Isabella Rossellini riescono a salvare: decisamente meglio impiegare il proprio tempo per leggere, o eventualmente rileggere, il romanzo!

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