E' rosso, rosso vivido, quasi sanguigno il colore del calcio in Europa. E' il colore dei debiti che attanagliano quasi tutti i grandi club che, a froza di farsi la guerra fra loro e strappare i campioni in circolazione, si ritrovano con somme formidabili da restituire alle banche. In Italia è fallita la Fiorentina. Ci sono andati vicino i club della Capitale, salvati dalla magnanimità dell'Agenzia delle Entrate, dalla straordinaria generosità della famiglia Sensi e dalla managerialità di Lotito. Il presidente della Lazio avrà anche mille difetti, ma sa come gestire le uscite in ragione delle entrate e dei debiti pregressi. A lui i tifosi biancocelesti dovrebbero alazare un monumento, invece di rompergli le scatole sulle note di "nostalgia canaglia". Analoga raccomandazione da fare ai fan della Roma che, anche ai tempi bui come gli ultimi, non dovrebbero mai dimenticare l'amore espresso tangibilmente da Franco Sensi verso la loro squadra.E' straripante anche la somma di 394.9 milioni, in calo del 6.8%, che l'Inter deve ai creditori. "E' questa la fotografia dello stato patrimoniale 2007-2008 dell'Inter, che ha chiuso l'esercizio con una perdita di 148 milioni e un patrimonio netto negativo di 12.8 milioni. Nel bilancio depositato in Camera di Commercio, si nota anche che i costi (pari a 342,5) hanno superato il valore della produzione (203.4 milioni) di 139 milioni: per ogni euro incassato la società di massimo Moratti ne ha speso circa 1.7". Così scrive marco Liguori in una sua articolata analisi pubblicata nel sito "il pallone in confusione". Il collega, fra i più valenti nel decrittare i bilanci delle società di calcio, aggiunge : " La radiografia dello stato debitorio interista vede il considerevole aumento dell'81% , delle somme dovute agli istituti di credito, per una cifra complessiva di 82.2 milioni interamente a breve termine. Nella nota integrativa si legge che " i debiti verso banche a breve termine si riferiscono a scoperti di conto corrente presso primari istituti di credito con i quali la società intrattiene rapporti regolati a tassi in linea con il mercato".In aumento anche i debiti tributari del 5.1%, che hanno sfiorato i 21 milioni. Il calo dello stato debitorio è dovuto in gran parte al consistente taglio degli 2altri debiti" del 52.53%. Venendo ai ricavi, si nota l'aumento di 5.3 milioni delle vendite. In esse sono compresi i biglietti allo stadio: quelle per la gare di campionato hanno superato i 9 milioni (+ 9.04%), mentre gli introiti per i tagliandi della Champions Leaugue hanno fruttato 3.3 milioni (+22%). In aumento anche i proventi delle sponsorizzazioni (pari a 30.8 milioni) del 4.14%. Invece, risultano inaspettatamente in calo i diritti televisivi (-1.18%, 90.3 milioni)e quelli della Champions League (-22.6%, 23.7 milioni)".E' vero che queste cifre vanno considerate non in assoluto, ma anche in relazione alle garanzie offerte da Massimo Moratti che ha dato mandato ai suoi collaboratori, in particolare all'amministratore delegato Paolillo, di limitare sensibilmente il disanzo nelle prossime stagioni. Come? Riducendo il numero dei giocatori di prima squadra, come richiesto anche da Mourinho, e l'entità complessiva degli ingaggi: da un lato un ricavo di 25-30 milioni, dall'altroun taglio di 20-25 milioni, in complesso i conti nerazzurri dovrebbero beneficiarne per una cinquantina di milioni. Se c'è recessione, c'è per tutti. Si comprano meno automezzi, si percorrono meno chilometri, si ha bisogno di meno carburante. E la benzina, al pari del gasolio, rappresenta nil business di casa Moratti. Se a questo aggiungete che il presidente nerazzurro ha dato il via alla progettazione del nuovo stadio vi rendete conto di come andranno le cose nel prossimo futuro. per il momento il calcio fa finta di nulla.
Una crisi internazionale
E' rosso, rosso vivido, quasi sanguigno il colore del calcio in Europa. E' il colore dei debiti che attanagliano quasi tutti i grandi club che, a froza di farsi la guerra fra loro e strappare i campioni in circolazione, si ritrovano con somme formidabili da restituire alle banche. In Italia è fallita la Fiorentina. Ci sono andati vicino i club della Capitale, salvati dalla magnanimità dell'Agenzia delle Entrate, dalla straordinaria generosità della famiglia Sensi e dalla managerialità di Lotito. Il presidente della Lazio avrà anche mille difetti, ma sa come gestire le uscite in ragione delle entrate e dei debiti pregressi. A lui i tifosi biancocelesti dovrebbero alazare un monumento, invece di rompergli le scatole sulle note di "nostalgia canaglia". Analoga raccomandazione da fare ai fan della Roma che, anche ai tempi bui come gli ultimi, non dovrebbero mai dimenticare l'amore espresso tangibilmente da Franco Sensi verso la loro squadra.E' straripante anche la somma di 394.9 milioni, in calo del 6.8%, che l'Inter deve ai creditori. "E' questa la fotografia dello stato patrimoniale 2007-2008 dell'Inter, che ha chiuso l'esercizio con una perdita di 148 milioni e un patrimonio netto negativo di 12.8 milioni. Nel bilancio depositato in Camera di Commercio, si nota anche che i costi (pari a 342,5) hanno superato il valore della produzione (203.4 milioni) di 139 milioni: per ogni euro incassato la società di massimo Moratti ne ha speso circa 1.7". Così scrive marco Liguori in una sua articolata analisi pubblicata nel sito "il pallone in confusione". Il collega, fra i più valenti nel decrittare i bilanci delle società di calcio, aggiunge : " La radiografia dello stato debitorio interista vede il considerevole aumento dell'81% , delle somme dovute agli istituti di credito, per una cifra complessiva di 82.2 milioni interamente a breve termine. Nella nota integrativa si legge che " i debiti verso banche a breve termine si riferiscono a scoperti di conto corrente presso primari istituti di credito con i quali la società intrattiene rapporti regolati a tassi in linea con il mercato".In aumento anche i debiti tributari del 5.1%, che hanno sfiorato i 21 milioni. Il calo dello stato debitorio è dovuto in gran parte al consistente taglio degli 2altri debiti" del 52.53%. Venendo ai ricavi, si nota l'aumento di 5.3 milioni delle vendite. In esse sono compresi i biglietti allo stadio: quelle per la gare di campionato hanno superato i 9 milioni (+ 9.04%), mentre gli introiti per i tagliandi della Champions Leaugue hanno fruttato 3.3 milioni (+22%). In aumento anche i proventi delle sponsorizzazioni (pari a 30.8 milioni) del 4.14%. Invece, risultano inaspettatamente in calo i diritti televisivi (-1.18%, 90.3 milioni)e quelli della Champions League (-22.6%, 23.7 milioni)".E' vero che queste cifre vanno considerate non in assoluto, ma anche in relazione alle garanzie offerte da Massimo Moratti che ha dato mandato ai suoi collaboratori, in particolare all'amministratore delegato Paolillo, di limitare sensibilmente il disanzo nelle prossime stagioni. Come? Riducendo il numero dei giocatori di prima squadra, come richiesto anche da Mourinho, e l'entità complessiva degli ingaggi: da un lato un ricavo di 25-30 milioni, dall'altroun taglio di 20-25 milioni, in complesso i conti nerazzurri dovrebbero beneficiarne per una cinquantina di milioni. Se c'è recessione, c'è per tutti. Si comprano meno automezzi, si percorrono meno chilometri, si ha bisogno di meno carburante. E la benzina, al pari del gasolio, rappresenta nil business di casa Moratti. Se a questo aggiungete che il presidente nerazzurro ha dato il via alla progettazione del nuovo stadio vi rendete conto di come andranno le cose nel prossimo futuro. per il momento il calcio fa finta di nulla.