continua....IL PROCESSO E I MEDIALeggendo i resoconti della vostra arringa difensiva dell'altro giorno, abbiamo notato ripetuti riferimenti al mondo dello spettacolo: Fiorello, il Tapiro, Mourinho... al giorno d'oggi non c'è il rischio che la gente confonda Striscia la Notizia con i tribunali della Repubblica?Credo sia uno dei problemi principali che rischia di condizionare l’esito di molti processi. Il mio pensiero è che i media non dovrebbero occuparsi dei processi penali, per lo meno fino alla sentenza di primo grado.Lo svolgimento del processo ha avuto scarsissima eco sui giornali come se la sua storia fosse stata già scritta; sul nostro sito ju29ro.com abbiamo invece dedicato spazio (Processo GEA, oltre la reticenza dei media) alle varie deposizioni e fatto capire ai lettori che stava emergendo un quadro molto diverso da quello ipotizzato dall'accusa, cosa che è stata apprezzata. "Dentro" il processo le è parso che ci fosse la stessa sensazione di uno svolgimento sorprendente rispetto alle ipotesi accusatorie? C'è qualche episodio in particolare che ci può segnalare?Guardi le posso dire che non c’è stata neanche una udienza nella quale le difese sono uscite dall’aula con la sensazione che fosse stata una “battaglia persa”. Certo ora però bisogna vedere chi è che vince la guerra. Noi siamo fiduciosi.Nell'arringa difensiva avete sostenuto che "L'eco che ha avuto sui media questa vicenda processuale non ha consentito di trovare un pubblico ministero che avesse il coraggio di chiedere l'archiviazione". Può spiegare i meccanismi di condizionamento da parte dei media e perché sarebbe stato necessario avere del coraggio da parte del pm?Coraggio è un eufemismo ovviamente!!ESSERE LA DIFESAPer il rinvio a giudizio e le richieste dell'accusa abbiamo contato complessivamente 8 intere pagine sui tre maggiori quotidiani d'informazione; oggi, per gli interventi della difesa, un totale di 34 righe. Una curiosità: a questa reticenza, che s'è vista in tutto il processo, avete cercato di rimediare?I giornalisti si trincerano dietro al diritto di informazione ed ogni volta che chiedono informazioni lo fanno invocando il diritto del cittadino ad essere informato. La verità è che i giornali come ogni altra attività imprenditoriale ambiscono a vendere più copie rispetto alle altre testate, così vengono messe in risalto solamente le notizie che fanno vendere di più. La gente vuole leggere che per Moggi & Co. sono stati chiesti 6 anni, vuole leggere che è stato chiesto il rinvio a giudizio per tutti nel processo di Napoli. Vedrete che se il primo grado terminerà con una sentenza di assoluzione ci sarà molta meno eco rispetto a quella che ha avuto la notizia delle richieste di pena avanzate dal pm. Secondo la Gazzetta dello Sport, nell'udienza dell'altro ieri "Melandri ha anche polemizzato sulla scelta del gup Mariani di archiviare alcune posizioni per poi rinviare ad Azzolini per decidere sui rinvii a giudizio. Il presidente Fiasconaro non ha gradito". Può chiarire il senso della polemica ai non addetti ai lavori? La reazione del presidente del Tribunale è stata descritta correttamente? Se sì, come se la spiega?Molto tecnica. Dovrei scrivere una pagina per spiegare bene tutta la fase di conclusione delle indagini preliminari e soprattutto spiegare le incompatibilità GIP GUP. Il Pesidente Fiasconaro non ha gradito tutti quei riferimenti a ciò che non era contenuto negli atti del dibattimento. Visto che questo riguardava un momento precedente, ha fatto capire che non se ne doveva parlare.Quando, nel dicembre 2007, uscirono le intercettazioni della cosiddetta Calciopoli 2, chiunque avesse scaricato dal sito di alcuni tra i maggiori giornali italiani le relative informative d'indagine, oltre a venire in possesso dei numeri di cellulare di alcuni indagati, avrebbe potuto leggere le ricostruzioni di apparentemente "loschi" incontri in alcuni ristoranti romani tra l'indagato Luciano Moggi e un paio di misteriose persone che, una volta identificati dai Carabinieri, si rivelano essere gli avvocati Melandri. Pur non essendo agli atti di questo procedimento, lei ha letto quella informativa? Cos'ha provato nel sapere di essere stato pedinato solo per aver accettato di fornire assistenza legale a Luciano Moggi?Oltre alle fotografie che ci ritraevano in compagnia di Moggi, come se fosse un boss mafioso, erano contenute anche le telefonate tra il Prof. Tedeschini, difensore di Moggi davanti al Giudice Sportivo e davanti al Giudice Amministrativo. Per questo motivo il Prof. Tedeschini ha presentato un esposto al CSM. La cosa che più mi dispiace è vedere come vengono spesi i soldi dei contribuenti. Insomma, cosa vi ha spinti ad accettare l'incarico di difensori di Moggi, ormai divenuto mediaticamente il termine di paragone di ogni italica nefandezza? Per il clima che si è creato, non potrebbe rivelarsi una mossa controproducente per la vostra professione?Questo è il vero paradosso. Luciano Moggi nel corso di questa vicenda è stato considerato al pari di un vero delinquente, ma nel corso di questi due anni e mezzo, devo dire che è sempre di più la gente che, in mezzo alla strada, è tornata a salutarlo con affetto ed ha capito che non solo il calcio non è cambiato da quando non c’è più lui, ma che è stato vittima della solita italica illusione: i problemi si risolvono prendendo il capro espiatorio, mostrando alla gente la falsità di cambiare le cose senza che niente cambi.Nota della redazione:[1] Il 15-07-2008 Cassetti ha dichiarato in aula: "Tre anni fa, nella stagione 2004/05, mi chiamò Beccalossi e mi convocò nella sede dell'Inter dicendomi di non dire nulla ad Alessandro Moggi. C'erano Mancini, Oriali e Branca. Io ero sotto contratto con il Lecce e loro volevano farmi firmare una sorta di pre-accordo con l'Inter, ma non volevano trattare con Alessandro Moggi. Io non firmai nulla, anche perché avevo un contratto in essere e avrei rischiato la squalifica. Subito dopo chiamai Alessandro per raccontargli la vicenda. Poi richiamai l'Inter e dissi loro che se volevano trattare con me dovevano parlare con il mio agente"
Post N° 440
continua....IL PROCESSO E I MEDIALeggendo i resoconti della vostra arringa difensiva dell'altro giorno, abbiamo notato ripetuti riferimenti al mondo dello spettacolo: Fiorello, il Tapiro, Mourinho... al giorno d'oggi non c'è il rischio che la gente confonda Striscia la Notizia con i tribunali della Repubblica?Credo sia uno dei problemi principali che rischia di condizionare l’esito di molti processi. Il mio pensiero è che i media non dovrebbero occuparsi dei processi penali, per lo meno fino alla sentenza di primo grado.Lo svolgimento del processo ha avuto scarsissima eco sui giornali come se la sua storia fosse stata già scritta; sul nostro sito ju29ro.com abbiamo invece dedicato spazio (Processo GEA, oltre la reticenza dei media) alle varie deposizioni e fatto capire ai lettori che stava emergendo un quadro molto diverso da quello ipotizzato dall'accusa, cosa che è stata apprezzata. "Dentro" il processo le è parso che ci fosse la stessa sensazione di uno svolgimento sorprendente rispetto alle ipotesi accusatorie? C'è qualche episodio in particolare che ci può segnalare?Guardi le posso dire che non c’è stata neanche una udienza nella quale le difese sono uscite dall’aula con la sensazione che fosse stata una “battaglia persa”. Certo ora però bisogna vedere chi è che vince la guerra. Noi siamo fiduciosi.Nell'arringa difensiva avete sostenuto che "L'eco che ha avuto sui media questa vicenda processuale non ha consentito di trovare un pubblico ministero che avesse il coraggio di chiedere l'archiviazione". Può spiegare i meccanismi di condizionamento da parte dei media e perché sarebbe stato necessario avere del coraggio da parte del pm?Coraggio è un eufemismo ovviamente!!ESSERE LA DIFESAPer il rinvio a giudizio e le richieste dell'accusa abbiamo contato complessivamente 8 intere pagine sui tre maggiori quotidiani d'informazione; oggi, per gli interventi della difesa, un totale di 34 righe. Una curiosità: a questa reticenza, che s'è vista in tutto il processo, avete cercato di rimediare?I giornalisti si trincerano dietro al diritto di informazione ed ogni volta che chiedono informazioni lo fanno invocando il diritto del cittadino ad essere informato. La verità è che i giornali come ogni altra attività imprenditoriale ambiscono a vendere più copie rispetto alle altre testate, così vengono messe in risalto solamente le notizie che fanno vendere di più. La gente vuole leggere che per Moggi & Co. sono stati chiesti 6 anni, vuole leggere che è stato chiesto il rinvio a giudizio per tutti nel processo di Napoli. Vedrete che se il primo grado terminerà con una sentenza di assoluzione ci sarà molta meno eco rispetto a quella che ha avuto la notizia delle richieste di pena avanzate dal pm. Secondo la Gazzetta dello Sport, nell'udienza dell'altro ieri "Melandri ha anche polemizzato sulla scelta del gup Mariani di archiviare alcune posizioni per poi rinviare ad Azzolini per decidere sui rinvii a giudizio. Il presidente Fiasconaro non ha gradito". Può chiarire il senso della polemica ai non addetti ai lavori? La reazione del presidente del Tribunale è stata descritta correttamente? Se sì, come se la spiega?Molto tecnica. Dovrei scrivere una pagina per spiegare bene tutta la fase di conclusione delle indagini preliminari e soprattutto spiegare le incompatibilità GIP GUP. Il Pesidente Fiasconaro non ha gradito tutti quei riferimenti a ciò che non era contenuto negli atti del dibattimento. Visto che questo riguardava un momento precedente, ha fatto capire che non se ne doveva parlare.Quando, nel dicembre 2007, uscirono le intercettazioni della cosiddetta Calciopoli 2, chiunque avesse scaricato dal sito di alcuni tra i maggiori giornali italiani le relative informative d'indagine, oltre a venire in possesso dei numeri di cellulare di alcuni indagati, avrebbe potuto leggere le ricostruzioni di apparentemente "loschi" incontri in alcuni ristoranti romani tra l'indagato Luciano Moggi e un paio di misteriose persone che, una volta identificati dai Carabinieri, si rivelano essere gli avvocati Melandri. Pur non essendo agli atti di questo procedimento, lei ha letto quella informativa? Cos'ha provato nel sapere di essere stato pedinato solo per aver accettato di fornire assistenza legale a Luciano Moggi?Oltre alle fotografie che ci ritraevano in compagnia di Moggi, come se fosse un boss mafioso, erano contenute anche le telefonate tra il Prof. Tedeschini, difensore di Moggi davanti al Giudice Sportivo e davanti al Giudice Amministrativo. Per questo motivo il Prof. Tedeschini ha presentato un esposto al CSM. La cosa che più mi dispiace è vedere come vengono spesi i soldi dei contribuenti. Insomma, cosa vi ha spinti ad accettare l'incarico di difensori di Moggi, ormai divenuto mediaticamente il termine di paragone di ogni italica nefandezza? Per il clima che si è creato, non potrebbe rivelarsi una mossa controproducente per la vostra professione?Questo è il vero paradosso. Luciano Moggi nel corso di questa vicenda è stato considerato al pari di un vero delinquente, ma nel corso di questi due anni e mezzo, devo dire che è sempre di più la gente che, in mezzo alla strada, è tornata a salutarlo con affetto ed ha capito che non solo il calcio non è cambiato da quando non c’è più lui, ma che è stato vittima della solita italica illusione: i problemi si risolvono prendendo il capro espiatorio, mostrando alla gente la falsità di cambiare le cose senza che niente cambi.Nota della redazione:[1] Il 15-07-2008 Cassetti ha dichiarato in aula: "Tre anni fa, nella stagione 2004/05, mi chiamò Beccalossi e mi convocò nella sede dell'Inter dicendomi di non dire nulla ad Alessandro Moggi. C'erano Mancini, Oriali e Branca. Io ero sotto contratto con il Lecce e loro volevano farmi firmare una sorta di pre-accordo con l'Inter, ma non volevano trattare con Alessandro Moggi. Io non firmai nulla, anche perché avevo un contratto in essere e avrei rischiato la squalifica. Subito dopo chiamai Alessandro per raccontargli la vicenda. Poi richiamai l'Inter e dissi loro che se volevano trattare con me dovevano parlare con il mio agente"