Forza Juve

Post N° 446


(....)Alla GEA viene associata una grande influenza all'interno delle società di calcio: in particolare il suo assistito viene indicato come l'uomo di Moggi nell'ambiente romano. In realtà la situazione in casa giallorossa non sembrava affatto favorevole. Dai tempi in cui Totti rescisse unilateralmente il contratto - con l'arbitrato che poi darà ragione a Zavaglia - alla telefonata con Brambati in cui apprendiamo delle particolari difficoltà di Aquilani, Corvia e D'Agostino, suoi assistiti. Un allenatore della GEA, Del Neri (legato a Brambati), non li fa giocare. Il potenziale di condizionamento della GEA è una favola?Che Franco Zavaglia fosse uomo di Moggi nell’ambiente romano è una mera ipotesi investigativa avanzata dal Maggiore Auricchio e alla quale lo stesso, rispondendo alle mie domande, non è stato in grado ancorare un solo riscontro fattuale. Lo stesso Baldini ha riferito che il Presidente Sensi aveva dato disposizioni affinché a Zavaglia non fosse consentito l’accesso a Trigoria. Il condizionamento della GEA non è l’unica favola di questo processo.Dalle intercettazioni traspare l'inimicizia dichiarata tra il suo assistito e il ds della Roma, Franco Baldini. Nel processo in corso, Baldini è la superstar dell'accusa, insieme ad Antonelli. Abbiamo scoperto, in aula, della sua frequentazione con chi ha diretto le indagini, il maresciallo Auricchio. Al di là della legittimità degli incontri, quale l'attendibilità di un testimone che a domanda ha negato tale conoscenza?Non solo Baldini ha negato di conoscere Auricchio mentre questi lo ha definito suo amico, ma ha anche negato di averci parlato informalmente tra l’agosto 2004 e l’aprile 2005, in piena indagine di Calciopoli, circostanza ammessa invece dall’Auricchio. Ma ha anche omesso di dire che ha “consigliato” ad Antonelli di andare a parlare con Auricchio. E Auricchio ha negato di conoscere Antonelli, mentre Antonelli ha ammesso di aver preso qualche caffè con il maggiore dei C.C., che gli avrebbe anche rivelato che stava facendo una indagine sul calcio. Andate a rileggere l’intercettazione del 17 ottobre 2004 tra Stefano Antonelli e Alessandro Moggi. E’ agghiacciante. A tale data l’Antonelli conosceva che nel codice penale esisteva l’art. 513 bis e voleva parlare con Alessandro “per non far diventare la cosa solo concorrenziale”. Come faceva?Pochi addetti ai lavori conoscevano quel reato. E questo la dice lunga non solo sulla attendibilità.Avete proceduto, come preannunciato, alla denuncia di Franco Baldini per falsa testimonianza? In merito a quali fatti da lui raccontati?Stiamo aspettando la fine del processo per una valutazione complessiva delle dichiarazioni di alcuni testimoni e sui loro rapporti nel corso delle indagini.La querela presentata da Moggi all'attenzione del pm Simona Maisto, per una presunta pressione fatta da Antonelli a Mario Auriemma, dirigente sportivo, per denunciare lo stesso Moggi a Roma e a Napoli in cambio di favori e facilitazioni nei rapporti di lavoro, non è stata infine allegata agli atti del processo. Decisione discutibile?E’ una decisione formalmente corretta.Abbiamo ascoltato il suo assistito, in una telefonata con Leonardi, asserire che con Luciano Moggi non si sentiva mai e, legittimamente, criticare le sue scelte professionali. La questione delle cravatte Marinella vale più di queste parole?La questione delle cravatte di Marinella è un altro sintomo della disperazione accusatoria. Non vale la pena perderci tempo.Ancora, ascoltiamo Franco Zavaglia dire che Alessandro Moggi è stufo della GEA e dei problemi sollevati, e vuole uscirne. Strana associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza quella in cui gli azionisti non vedono l'ora di andarsene, non trova?Guardi, Franco Zavaglia non era nemmeno favorevole alla costituzione della GEA.Conflitti di interesse. Tra i tanti presenti nel mondo del pallone, l'unico esistente sembra essere quello dei Moggi. In realtà vi è una qualche legge a regolamentare questi casi? Basta andare a rileggersi la deposizione dell’avv. Bordonaro e dello stesso Baldini per rendersi conto di quanti padri e figli operassero e operino tuttora nel mondo del calcio. Il conflitto di interessi è disciplinato dal regolamento agenti dei calciatori all’art. 15. L’articolo impone all’agente di comunicare la situazione di conflitto d’interessi al calciatore, che ne prende atto e autorizza o non autorizza per iscritto le trattative con la società ove il cui dirigente è parente dell’agente. Gli ufficiali di P.G. che hanno svolto le indagini e sono stati sentiti come testimoni hanno dichiarato che la GEA ha sempre operato nel pieno rispetto dei regolamenti. Spesso ascoltiamo i presidenti delle squadre dire che il problema del calcio è l'avidità dei procuratori. Un buon pulpito per la predica? E i giocatori: anime belle plagiate dagli impresari o sono più scafati di quello che si pensa?I calciatori certamente non sono l’anello debole della catena come sostenuto dal P.M. Io ritengo che abbiano un forte potere contrattuale. Il procuratore è l’interprete delle esigenze del calciatore.Molti testimoni dell'accusa hanno di fatto, con le loro dichiarazioni, scagionato gli imputati. Il pm, dopo averne incriminati per reticenza e calunnia diversi, ha poi detto che "i calciatori hanno edulcorato le proprie dichiarazioni".Nessun calciatore e nessun testimone ha edulcorato precedenti dichiarazioni. La prova di questo sta nel fatto che il P.M. praticamente non ha mai usato lo strumento della contestazione, che è il rimedio previsto dal codice quando in dibattimento si rendono dichiarazioni difformi rispetto a quelle rese nella fase delle indagini preliminari.Nella sua arringa finale incalza il PM: "Zavaglia è stato scambiato per un'altra persona e quindi il pubblico ministero doveva richiedere l'assoluzione con formula piena". Ci spiega il senso?A Franco Zavaglia è stato contestato anche di aver avuto un ruolo nella vicenda del calciatore Giovanni Tedesco. Si è trattato di un errore di persona, riconosciuto dallo stesso P.M. in sede di requisitoria. Solo che nel chiedere l’assoluzione per Zavaglia per questo fatto, il P.M. ha chiesto la formula prevista dall’art. 530 2° comma cpp, la vecchia insufficienza di prove per intenderci. Mi pare che la formula corretta sia quella del 530 comma 1° cpp. Non aggiungo altro.Nel processo alla GEA, la Pubblica Accusa è presieduta dal Presidente dell'ANM: potrebbe avere questa carica, di per sé, riflessi sul verdetto del Collegio Giudicante?Certamente no.(continua..)