Forza Juve

L'Avv. Prioreschi smonta calciopoli.


Scomodo per i media Redazione lunedì 22 dicembre 2008 00:07 Fonte www.ju29ro.com
Terzo appuntamento con "Parola alla difesa", il ciclo di interviste di ju29ro.com che si propone di indagare ragioni e argomenti della difesa degli imputati nei processi originatisi dalle inchieste delle procure di Roma e Napoli, che hanno portato alle sentenze sportive dell'estate 2006.Questa volta a rispondere alle nostre domande è l'Avvocato Maurilio Prioreschi, difensore di Luciano Moggi nel processo di Napoli e di Franco Zavaglia nel processo GEA. Decano della professione e, senza iperboli, uno dei professionisti più apprezzati e stimati nel panorama giudiziario italiano, ha risposto alle nostre domande, affrontando a 360 gradi gli argomenti dei due processi.L'avvocato Prioreschi direbbe le stesse cose ai media tradizionali, giornali e tv, se sentissero il dovere deontologico di dare spazio anche alle difese anziché fare solo da cassa di risonanza dell'accusa. Noi sentiamo il dovere di farlo. Ai nostri lettori l'invito a diffondere questa intervista nei modi che riterranno più opportuni.PROCESSO GEA.Associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza. Tre associati - Moggi padre e figlio, e il suo assistito Franco Zavaglia - cui viene imputato un potere di controllo sul mercato delle procure calcistiche. Non sono troppo pochi per un'impresa del genere?Anzitutto è bene precisare che la contestazione di associazione a delinquere così come ipotizzata dal P.M. è incomprensibile e irrealizzabile. Per la prima volta, credo, nella storia giudiziaria di questo paese, sono state inserite nella imputazione delle violazioni di norme estranee al diritto penale. Mi riferisco agli artt.li 3 comma 4 e 7 del regolamento degli agenti dei calciatori. Che poi abbiamo scoperto dall’esame di tutti i testi escussi a dibattimento, essere la prassi di tutto il calcio italiano. La finalità dell’associazione sarebbe stata quella di acquisire il maggior numero di procure sportive. Abbiamo accertato che la GEA al momento della sua costituzione aveva avuto in “dote” dalla “Football Management” srl 118 procure di calciatori professionisti (serie A, B e C). Alla data della liquidazione dopo cinque anni era arrivato a circa 170 procure.I calciatori professionisti in Italia sono circa 4.000. Il controllo del calcio si sarebbe dovuto realizzare con l’acquisizione delle procure di calciatori come Gatti, Tedesco, Baiocco, Amoroso e due giovani russi sconosciuti. Credo che ogni commento sia superfluo. Poi una volta acquisito questo gran numero di procure, l’associazione avrebbe perseguito l’ulteriore scopo di controllare le squadre del campionato di calcio.E quali sarebbero queste squadre? Siena Messina, Reggina, Crotone e Avellino. Il P.M. non ha messo nemmeno la Juve. Il potente Moggi che, per stessa ammissione del P.M., non riusciva a controllare nemmeno la squadra di cui era direttore generale. Anche qui offenderei l’intelligenza di chi legge se commentassi queste circostanze. La creazione della GEA, secondo l’ipotesi accusatoria, doveva servire per unire il mondo del calcio a quello politico e imprenditoriale. Solo che per gli esponenti di quel mondo politico e imprenditoriale è stato lo stesso P.M. a chiedere l’archiviazione. Sono rimasti quindi gli organizzatori Luciano Moggi, Alessandro Moggi e Francesco Zavaglia, tre generali senza un esercito. L'archiviazione di alcune posizioni in fase preliminare, nonché i passaggi procedurali che hanno viceversa portato gli attuali imputati a saltare l'udienza preliminare chiedendo il giudizio immediato (l'unico rinviato a giudizio è Davide Lippi, come ci fa notare l'avv. Prioreschi), hanno destato delle perplessità nelle difese. Potrebbe spiegarci, senza troppi tecnicismi, il perché?L’ipotesi dell’accusa è che con la GEA non sia stata costituita una società, ma sia stata creata una associazione a delinquere. Allora non si capisce perché sono stati esclusi da questa associazione proprio i soci fondatori e di maggioranza.Il reato contestato è quello previsto dall'art.513 bis: quanti sono i precedenti giudiziari a riguardo? (parli anche di quello che Le ha risposto il presidente del Tribunale)I precedenti in materia di art. 513 bis c.p. sono meno di venti e tutti, tranne un paio, in contesti di criminalità organizzata. In tutti i casi conosciuti le forme di intimidazione sono state quelle tipiche delle organizzazioni criminali (incendi, esplosioni di ordigni, danneggiamenti, violenza alle persone). Agli imputati viene contestata una minaccia implicita e indiretta che ancora non abbiamo capito in cosa sia consistita. Lo stesso Presidente su mia richiesta ha affermato che questo era il primo processo che faceva per 513 bis c.p.La prova principe dell'accusa: il famoso "pizzino" trovato nell'ufficio del suo assistito, Franco Zavaglia. La nostra interpretazione è che sia invece un gesto di responsabilità per frenare il troppo zelo di associati particolarmente intraprendenti. Una prova scagionante, insomma. Ci sbagliamo?Non sbagliate. A parte il fatto che è stato accertato inconfutabilmente che quel manoscritto risale a molto tempo prima della costituzione della GEA. L’appunto è formato da cinque pagine manoscritte. Il P.M. ha estrapolato due righe. Basta leggerlo per capire che il suo significato è l’esatto contrario di quanto sostenuto dall’accusa. Io più che di prova principe parlerei di disperazione accusatoria.(continua...)