Dieci domande al processo dimenticato da tutti.fonte
www.giulemanidallajuve.com «Nessuno avrà interesse a celebrare il "processo Telecom". Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti - tutti - hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall'azienda e nel suo interesse…» Giuliano Tavaroli, La Repubblica, 21.07.2008Nel disinteresse generale dei media si sta celebrando a Milano il processo penale contro Giuliano Tavaroli (ex capo sicurezza Telecom), Emanuele Cipriani (titolare dell'Agenzia investigativa Polis d'Istinto), Fabio Ghioni e altri componenti del Tiger Team, nonché Marco Mancini (ex numero due del SISDE); tutti i predetti sono imputati di svariati reati contestati loro dalla Procura della Repubblica circa l'attività spionistica e di dossieraggio realizzata.Giovedì 1 ottobre è stata pubblicata la notizia del prossimo patteggiamento di Giuliano Tavaroli. Lo spazio concesso a tale notizia è stato minimo se paragonato a quello riservatole nel maggio 2006. Soprattutto se messo in confronto con il rilievo ed il clamore che l'inchiesta ha avuto quando è divenuta di pubblica conoscenza nel maggio 2006.Il ritrovamento delle risultanze dell'attività spionistica dei "Tavaroli Boys" - i fantomatici dossier - ha indotto il Governo allora in carica, presieduto da Romano Prodi, a varare un decreto legge che prevedeva la secretazione dei report formati dal gruppo spionistico, il divieto del loro utilizzo per i pubblici ministeri come prova e la loro immediata distruzione. Il decreto suscitò molte perplessità sulla opportunità e, soprattutto, sulla legittimità costituzionale delle norme varate.E così dopo una lunga istruttoria che ha escluso ogni responsabilità penale diretta di Marco Tronchetti Provera e di Carlo Buora (già Vicepresidente di Telecom e dell'Inter F.C., nonché A.d. e D.G. della Pirelli), il G.I.P. di Milano incaricato dr. Giuseppe Gennari ha sollevato la questione della legittimità costituzionale della normativa che imponeva la distruzione dei dossier. La Corte Costituzionale nel giugno 2009 ha accolto parzialmente le eccezioni del G.I.P. di Milano, affermando che si può procedere alla distruzione dei dossier formati, ma, ha aggiunto, che tale attività dovrà essere decisa, atto per atto, in contraddittorio tra le parti nell'ambito di un incidente probatorio la cui durata potrebbe protrarsi per anni. Infatti il materiale da eliminare consta di 83 faldoni di documenti cartacei oltre a svariate decine di migliaia di file e risultanze elettroniche di vario formato ed estensione.Il medesimo GIP di Milano, Dr. Gennari ha, sempre nell'aprile del 2009 deciso di inviare un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale sostenendo che i dossier non possono essere distrutti anche perché sono elementi probatori; la loro eliminazione sarebbe incompatibile anche con il principio della ragionevole durata del processo Milano, Tornando alle conseguenze del processo è interessante notare come la decisione di patteggiare di Giuliano Tavaroli sia per lui estremamente favorevole; egli otterrebbe la certezza di non tornare più in carcere, dov'era stato 8 mesi dopo l'arresto nel settembre 2006. 4 anni e 6 mesi è la pena che Tavaroli avrebbe concordato con la Procura di patteggiare, più la messa a disposizione dello Stato di 70.000 euro a titolo di profitto confiscabile. Dai 4 anni e 6 mesi concordati dovrebbero essere detratti anche i 4 mesi trascorsi sempre in custodia cautelare ma agli arresti domiciliari, e soprattutto lo sconto di 3 anni derivante dall'indulto del 2006. A Tavaroli resterebbero dunque solo 6 mesi, che, come ogni pena sotto i 3 anni, Tavaroli potrà chiedere al Tribunale di Sorveglianza di scontare con una misura alternativa al carcere quale l'affidamento ai servizi sociali.Questa lunga digressione è utile per potere più chiaramente riflettere sulla circostanza che Tavaroli, Cipriani e Co. si sono adoperati nell'investigare illegittimamente su molti personaggi operanti ai massimi livelli nel mondo del calcio. Le vittime dello spionaggio, dell'intrusione illegittima nella vita privata e nelle banche dati riservati sono anche esponenti politici, il capo della sicurezza di Silvio Berlusconi (Fausto Di Gregorio), imprenditori e finanzieri, giornalisti invisi al gruppo Telecom, ecc.. A moltissimi tifosi e appassionati di calcio rimangono numerosi dubbi, interrogativi e perplessità (nonché pure un forte senso di ingiustizia…): il desiderio di conoscere precisamente tutti i risvolti dell'operato del gruppo di spie ed investigatori privati relativamente al mondo del calcio; di conoscere una verità processuale precisa e logica della eventuale connessione dell'attività del gruppo dei "Tavaroli-boys" con lo sviluppo di Calciopoli-Farsopoli; e, infine, se l'Inter F.C. abbia tratto vantaggio (diretto ed indiretto) dall'essere contigua al gruppo di spie tramite i propri vertici societari (che coincidevano in parte con Telecom o vi erano comunque molto vicini), nonché dal fatto acclarato di avere avuto addirittura i suoi dirigenti contatti diretti con alcuni imputati del processo! Della vicenda si è infatti anche occupato anche il Procuratore Federale, dr. Stefano Palazzi, e l'allora Capo Ufficio Indagini della FIGC, dr. Francesco Savero Borrelli. L'Ufficio Indagini ha disposto l'audizione del Presidente dell'Inter Massimo Moratti. L'indagine è poi terminata con una declaratoria di prescrizione e così anche di archiviazione; la Giustizia Sportiva ha fornito comunque una risposta che in molti ritengono insufficiente per chiarire la reale portata della vicenda dello spionaggio a carico di tesserati Alcuni tra i noti personaggi del mondo del calcio che sono state vittime delle attività investigative o intrusive illegittime hanno fatto richiesta di costituzione quali parti parte civili; anche questa circostanza è stata pressoché ignorata dalla gran parte dei media. Tra loro troviamo Luciano Moggi , Massimo De Santis , Paolo Bergamo, Bobo Vieri, Mariano Fabiani, ed altri ancora. Giova ricordare che Luciano Moggi è stato oggetto oggetto di attenzioni non meglio identificate quando ricopriva il ruolo di Direttore Generale della Juventus F.C., circostanza di fondamentale importanza. La sua attività consisteva nella pianificazione delle operazioni di mercato della società, così come egli procedeva alla pianificazione strategico-operativa juventina sotto l'aspetto tecnico ed agonistico. (continua)