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ARTROSI D'ANCA E FATTORI DI CRESCITA: UNA CURA SENZA BISTURI


Da qualche anno i fattori di crescita trovano ampio utilizzo nell'ortopedia , grazie alla loro capacità di accelerare il processo di guarigione di diverse patologie tra cui artrosi, lesioni muscolari, legamentose o tendinopatie croniche.Il trattamento si basa sui meccanismi naturali dell'organismo in quanto sfrutta le elevate capacità rigenerative e di guarigione proprie dei fattori di crescita. Quest'ultimi vengono rilasciati dalle piastrine contenute nel nostro sangue e trovano massiccia applicazione anche nella cura dell'artrosi d'anca. Questa patologia costituisce un processo degenerativo che produce progressivamente disabilità e dolore. Un'indagine svela come in Italia, più di un milione di persone di età superiore ai 60 anni siano affette da artrosi d'anca. Pallottoliere alla mano: il 3% della popolazione è rappresentata da giovani tra i 30 ed i 40 anni. Per evitare danni irreparabili è necessaria una diagnosi immediata, per poter così stabilire la terapia maggiormente indicata. Solitamente, gli strumenti tipi per questo tipo di diagnosi concernono la radiografia abbinata ad ecografia. Nello specifico, la tecnica radiografia permette di individuare alterazioni di margini, struttura ossea ed ampiezza dello spazio articolare, utili a comprendere il decorso della patologia; l'ecografia, invece, è utile nel verificare le alterazioni dei tessuti, come ad esempio la cartilagine. Come anticipato, l'artrosi d'anca può essere curata attraverso la tecnica dei fattori di crescita, o più specificatamente con il PRP (Plasma Ricco in Piastrine). Questa tecnica consente di migliorare la disabilità, ridurre il dolore e ritardare nel tempo la protesizzazione. In soldoni: si tratta di una tecnica mini invasiva, consigliata a tutti coloro che soffrono di artrosi d'anca.