FuturoStamattina una zingara si è offerta di leggermi la mano. Era insistente, come d’altronde è nel carattere del personaggio, ma a differenza di altre era piuttosto ben vestita, con tanto di capelli tinti di biondo e sembrava in giro non a chiedere l'elemosina ma, come tante altre persone, a fare la spesa. Io ho detto di no e ho allungato il passo. Dopo poco tempo, sempre mentre facevo le mie commissioni, giro un angolo e me la ritrovo davanti. Lei sorride ed io sorrido, mi dice che era destino e che doveva leggermi la mano, che avrei avuto fortuna. Ma io non ho voluto e sono andata via.Ci credete voi nel destino? Io un po’ si. In effetti avevo molta voglia di farmi leggere la mano da quella zingara e quando le ho detto che "queste cose non mi interessano perché mi agitano" non era affatto vero. Ho avuto solo paura, solo una borghese paura di farmi vedere in mezzo alla gente che tendevo la mano a una zingara.Ed ho avuto paura del futuro, di quello che mi avrebbe detto perché poi avrei avuto bisogno di crederci, perché poi ci avrei creduto. Nei miei occhi trasparenti quella donna ha letto timore e curiosità, infatti mi ha detto che non dovevo avere paura. Ma… chi non ha paura di conoscere il proprio futuro?!So che alcuni di voi penseranno che è una sciocchezza questa che vi sto raccontando e che nessuno, tantomeno una zingara, può sapere ciò che ci accadrà. E’ vero, però mi trasmette una sensazione strana anche il solo ipotizzare che ci sia una possibilità di conoscenza, che ci sia un modo di leggere il destino, che ci sia una strada segnata per tutti da percorrere.Vorrei essere stata più coraggiosa…
Post N° 44
FuturoStamattina una zingara si è offerta di leggermi la mano. Era insistente, come d’altronde è nel carattere del personaggio, ma a differenza di altre era piuttosto ben vestita, con tanto di capelli tinti di biondo e sembrava in giro non a chiedere l'elemosina ma, come tante altre persone, a fare la spesa. Io ho detto di no e ho allungato il passo. Dopo poco tempo, sempre mentre facevo le mie commissioni, giro un angolo e me la ritrovo davanti. Lei sorride ed io sorrido, mi dice che era destino e che doveva leggermi la mano, che avrei avuto fortuna. Ma io non ho voluto e sono andata via.Ci credete voi nel destino? Io un po’ si. In effetti avevo molta voglia di farmi leggere la mano da quella zingara e quando le ho detto che "queste cose non mi interessano perché mi agitano" non era affatto vero. Ho avuto solo paura, solo una borghese paura di farmi vedere in mezzo alla gente che tendevo la mano a una zingara.Ed ho avuto paura del futuro, di quello che mi avrebbe detto perché poi avrei avuto bisogno di crederci, perché poi ci avrei creduto. Nei miei occhi trasparenti quella donna ha letto timore e curiosità, infatti mi ha detto che non dovevo avere paura. Ma… chi non ha paura di conoscere il proprio futuro?!So che alcuni di voi penseranno che è una sciocchezza questa che vi sto raccontando e che nessuno, tantomeno una zingara, può sapere ciò che ci accadrà. E’ vero, però mi trasmette una sensazione strana anche il solo ipotizzare che ci sia una possibilità di conoscenza, che ci sia un modo di leggere il destino, che ci sia una strada segnata per tutti da percorrere.Vorrei essere stata più coraggiosa…