Tra parentesi

Post N° 45


Ripensando alle vacanze...Era agosto e faceva decisamente caldo. Non ero abituata ad andare in vacanza ogni anno, ma da quando avevo dato la maturità e i miei mi avevano regalato un viaggio a Parigi, avevo assaporato il gusto del viaggiare, per conoscere posti nuovi e soprattutto per divertirmi in compagnia. Non che le mie compagnie fossero particolarmente eccitanti, infatti al massimo i miei si fidavano a "mandarmi fuori casa" se accompagnata da cugine più grandi o al seguito di parenti vari ma io, ventenne imbranata e casalinga, non mi lamentavo, anzi erano opportunità da non perdere!Quell’estate l’occasione si presentò ghiotta. La zia di un’amica era in vacanza in Puglia e l’aveva invitata a raggiungerla per trascorrere una settimana al mare. Sembrava che tale zia avesse preso in affitto un grande appartamento ( "per essere più comodi e più liberi dagli orari di un albergo") dove c’era posto per quattro, cinque, anche sei persone!L’amica estese l’invito alla sottoscritta ed io mi dissi "Non sarà Parigi ma basta la compagnia, no?!". Considerando un’antica conoscenza e amicizia fra le reciproche famiglie, i miei genitori diedero il nulla osta all’ardito viaggio: in treno io e la mia amica fino in Puglia! ( …"Si ma prendete un vagone letto e chiudetevi bene dentro!")Con armi e bagagli partimmo. Avremmo dovuto prendere una coincidenza, con l’unico treno notturno che arrivava fino a Foggia ad un orario decente, a Voghera. Apriamo una parentesi per chi vive da Firenze in giù su cos’è Voghera in estate.In tale località ad agosto non ci sono persone, la città non è abitata da esseri umani, ma solo da zanzare!Zanzaroni enormi, che sembrano gli elicotteri di Apocalyps Now pronti a scagliarsi a kamikaze su quei cosiddetti fortunati "dal sangue dolce", si aggirano famelici tra le vie, nelle piazze…. alla stazione ferroviaria di Voghera!!Premesso che io ho un rapporto di tale allergia verso le punture di qualsivoglia insetto da andare sempre in giro con nella borsa il Gentalyn Beta (ndr: pomata cortisonica), e premesso che a Voghera dovevamo attendere solo per venti minuti la concidenza, scesa dal treno, nel tempo di dire "andiamo al bar a prendere una bottiglietta d’……." fui morsa da uno di quei mostri voraci.A nulla servì lo spiaccicamento dell’insetto kamikaze sul mio braccio, perché ormai il danno era fatto e la mia sorte decisa. Ovviamente la regola del girare col Gentalyn fu conseguente proprio a questa avventura e altrettanto ovviamente sul momento non avevo nulla di efficace da mettere sull’enorme ponfo che stava gonfiando… gonfiando… gonfiando… sul mio braccio.Arrivò la coincidenza e salimmo sul treno.Non starò a raccontare come passai quella notte: il braccio era gonfio come un salsicciotto dell’October Fest, faceva male, bruciava e penso che mi sia venuta anche un po’ di febbre. Ma per fortuna la nottata passò e arrivammo in Puglia.Scese dal treno, le prime parole rivolte alla zia che ci era venuta a prendere furono "Dobbiamo andare in una farmacia", ma una volta impacchettato il mio braccio con garze idrofile e pomata, ritrovammo il sorriso e ci apprestammo ad andare al sontuoso appartamento sede della nostra vacanza.(Ora non ditemi che scrivo delle robe troppo lunghe da leggere… io avrei voluto dividere il racconto a metà… ma ci perdeva di pathos… scusate eh! Abbiate pazienza e sorbitevi le altre 38 righe...)La località amena scelta dalla zia era abbastanza vicina a Foggia, si chiama Margherita di Savoia per chi volesse osare. Ora non vorrei sembrasse che siccome io vivo in Liguria, terra di mare e di turismo, faccio delle osservazioni "col nasino all’insù", ma mi è inevitabile definire la suddetta località amena una schifezza di paese. Per carità belle spiagge, grandi e con sabbia fine, ma il paese una schifezza edilizia.Capimmo subito che il sontuoso appartamento era a dir poco un miraggio: cucinotto-sala da pranzo con n°1 finestra-balcone (balconcino… in due non ci si stava), bagno, camera da letto padronale (letto matrimoniale) con n°1 finestra, sgabuzzino riadattato a seconda camera con 4 letti a castello SENZA finestra, per un totale di circa 45 mq.Penso che lo sguardo che ci scambiammo io e la mia amica quando vedemmo lo sgabuzzino-camera senza finestra fu così espressivo: "Ma ci vuole far dormire qui? - Mi sa di si… - Ma fa un caldo boia e sono le nove del mattino quanto farà caldo stasera?! – A che ora c’è il primo treno per Genova?- Ho ancora la febbre per il braccio… - Non è mia parente, è acquisita! – Ok, facciamo finta di niente e domani con una scusa ce la filiamo".La giornata passò senza intoppi, considerando che lì l’unica cosa da fare era andare a spiaggia e che io andavo in spiaggia per stare con un braccio fasciato sotto l’ombrellone e senza fare il bagno. Ma arrivò la sera…L’idea di entrare nel forno crematorio non piaceva a nessuna delle due e meditammo di tirare la cena alle lunghe e magari creare un dopo cena; poi alla sera sarebbe arrivato lo zio e magari saremmo usciti.Ma le persone non finiscono mai di stupire.Lo zio doveva arrivare per le nove, alle sette la zia si mise a preparare cena… menù del giorno: minestra!Ora, ci sono cose nella vita a cui non si può dare una spiegazione e ormai me ne sono resa conto, ma il perché una persona tutto sommato sana di mente in pieno agosto, in Puglia, per cena si mette a preparare una minestra non smetterò mai di chiedermelo.Ma per la serie al peggio non c’è mai fine, la zia che aveva il terrore che di sera, attirate dalle luci entrassero dalle finestre delle "bestie" non ben precisate ( forse anche per proteggere me e il mio restante braccio… sob!) chiuse tutte le finestre.Lo so, molti non crederanno a questo, ma vi assicuro che è accaduto realmente. Ci saranno stati 30-40 gradi in quell’appartamento, una cosa inimmaginabile. Infatti non ci volevo credere nemmeno io ed aspettavo che da un momento all’altro uscisse uno a dirmi "Smile, sei su Candid Camera!"Ma non ero su Candid Camera e quando mi cominciarono a formicolare gli arti per la mancanza di ossigeno me ne resi del tutto conto.Fummo delle eroine, resistemmo due giorni. Al terzo giorno alla mia amica venne un febbrone da cavallo, non so quanto casuale, e gli zii ci imbarcarono sul primo aereo per rimandarci a casa.Salutammo non troppo meste, ma chiedemmo pure scusa per il disturbo arrecato, promettendo di ritornare l’anno prossimo…. forse.