Tra parentesi

Post N° 48


Così cosìChissà perché le persone che ti chiedono come stai si aspettano sempre la stessa risposta: "bene". Se tu sconvolgi le loro prospettive rispondendogli un "male" o un "così così" talvolta generi il panico. Ho incominciato a rispondere "così così" alle persone che mi chiedono come sto. Lo faccio sostanzialmente per due motivi: il primo è che in effetti sto così così e per tutto il tempo che ho detto "bene" ho mentito sapendo di mentire, con la copertura del "tanto che gliene frega a questi se gli dico che non sto proprio bene?!". Il secondo motivo è che mi incuriosisce la loro reazione, e devo dire che in effetti la gente ha reazioni strane. Si va da un "Oh mi spiace come mai?" ( razionale, logico, piuttosto formale che prelude ad una breve ma intensa commiserazione se tu hai voglia di raccontare qualcuno dei tuoi guai, invece se ti limiti a dire "guarda non ti sto a dire" la risposta sarà " vabbe’ dai le cose miglioreranno"… insomma la fiera delle banalità sintattiche).Ci sono comunque reazioni più composite: c’è gente che ti inizia ad osservare dopo che hai pronunciato il fatidico binomio. Questi, non volendo chiederti direttamente il perché del tuo malessere, indagano furtivamente su quale potrebbe esserne la causa. E ti osservano con occhio indagatore quando butti la carta nel cestino, quando apri la portiera della macchina, quando cerchi le chiavi in borsetta… insomma da quel momento sei sotto controllo perché potresti per loro essere da una potenziale serial killer a una potenziale bancarottiera ( si dice ?! boh).Ci sono persone però che ti stupiscono, come mi è capitato oggi. A circa tre ore dal "così così" un collega mi ha mandato un sms con una frase carina. Non si pensi male, nessun tentativo subdolo di tacchinaggio, solo un semplice incoraggiamento che sapeva di sincero e mi ha fatto piacere. E’ ovvio che il collega domani non si ricorderà quasi come mi chiamo, ma sul momento mi ha stupito. Insomma a volte allora il "così così" funziona, a volte allora conviene manifestare le proprie debolezze e non nasconderle perché magari non tutti se ne approfittano, perché magari nella massa informe di umanità che ci circonda qualcuno si accorge che hai bisogno di attenzione. Forse.