…E ci avviciniamo ai cinquanta!Ok… quelli che hanno pensato ai miei anni fuori !! Espulsi a vita dal mio blog!!Non sto parlando delle cosiddette primavere che si hanno sul groppone e per la cronaca io di anni ne ho 36 e intendendo averne 36 fino alla vigilia del mio compleanno, ma dei messaggi qui pubblicati. Questo è il messaggio n°49 ( in alto a sinistra prego…) e quindi il prossimo sarà il numero 50 (la logica e la matematica non sono opinioni). Che si potrebbe scrivere?! Mi viene da pensare a qualcosa di importante, di significativo, insomma qualcosa che "segni" un tale traguardo raggiunto… però in questo momento non mi viene in mente nulla. Ne approfitterò per esplorare questa mia insolita pausa scrittoria.Da qualche tempo sono carente di ispirazioni, sarà forse che sono impegnata al lavoro o forse che non mi è accaduto nulla di particolare, ma in effetti mi sto preoccupando un po’. La scrittura è per me un motivo di gioco, un momento di relax, un’emozione nascosta, inabissata in un mare tranquillo o tempestoso, che ritorna a galla, talvolta con la prepotenza dello sfogo, talvolta con la dolcezza del ricordo.Se tale gioco, se questo relax, se le mie emozioni non riescono a riemergere… che ne sarà di me?!Ok, ok… la faccio meno tragica, in effetti detta così la frase faceva tanto "Signora delle camelie", però capperi è un problema!Quando ho deciso di aprire questo blog a dire il vero non sapevo bene che ci avrei scritto , ma diamine poi ci ho preso gusto! Ed ora mi piace incidere di miei geroglifici questa tavoletta virtuale e mi piace ricevere i vostri commenti, mi piace leggervi ed essere letta. Un pizzico di narcisismo?! Forse. Ma lo si era già detto quando ho parlato dei blog: è una componente base di questo mondo virtuale, sarebbe illogico negarla.Ricordo la prima volta che mi sono messa ad un tavolino a scrivere, a scrivere cose mie intendo, a scrivere di me, per me e vorrei quasi dire "con me". Eh si perché la scrittura mi ha sempre tenuto compagnia, è stata una compagna di giovinezza leopardianamente intesa.Credo avessi circa 16-17 anni la prima volta che decisi di tenere un diario. A dire il vero non era proprio un vero diario, ma un’agenda bancaria, di quelle che le banche regalano ai clienti prima di Natale, ma era alquanto carina per essere stata scelta da un panciuto funzionario di mezza età, seduto alla sua scrivania di un qualche ufficio della sede centrale e intento a compilare l’elenco forniture natalizie per l’azienda. Infatti era grigina, grigio perla, a righe bianche. Ovviamente non era il massimo dell’allegria per cui pensai subito di ravvivarla inserendovi qualche adesivo o delle foto. La prima immagine che doveva far parte del mio diario personale decisi che doveva essere la mia ( e già qui la componente narcisistica si faceva strada…). Scelsi una fotografia delle meno tragiche, la ritagliai e la incollai sulla prima pagina interna, apponendovi un bell’adesivo sotto col mio nome. Ecco …là… sembrava praticamente la Gioconda!Pensai che dovessi iniziare facendo un breve riassunto delle puntate precedenti e quindi compilai le prime 15 pagine (una in blu e l’altra in rosa… inguaribile spirito romantico!) di informazioni che oggi definirei "atte all’uso", che potrebbero esemplificarsi in: dati anagrafici, descrizione fisica, rendimento scolastico, gusti e interessi, amici e nemici, prime cottarelle senza importanza e prime cottarelle con importanza. Arrivai al termine delle pagine introduttive velocemente, perché avevo una gran voglia di scrivere… di scrivere di lui.Ebbene si, l’amore fa girare il mondo e convince a scrivere i diari. Ero innamorata in quel periodo, e non innamorata così tanto per dire, ma innamorata innamorata come può esserlo una ragazzina di diciassette anni; quindi innamorata e inevitabilmente… non ricambiata! Ahimè… il diario doveva essere lo sfogo della mia delusione e lo fu. L'idiota in questione (al tempo lo avrei definito ben peggio… ma questa è un’altra storia) occupò ben dalla pagina 15 alla pagina 234 del mio secondo diario, comparendo poi sporadicamente anche nel terzo, per delle brevi incursioni. Insomma incominciai a scrivere e scrissi parecchio, ho ancora tre diari belli pienotti nel cassetto della mia scrivania e… sono ancora qui che scrivo.A pensarci bene forse era questo che dovevo mettere nel messaggio n°50! …Mannaggia… ed ora che potrei scriverci?!
Post N° 49
…E ci avviciniamo ai cinquanta!Ok… quelli che hanno pensato ai miei anni fuori !! Espulsi a vita dal mio blog!!Non sto parlando delle cosiddette primavere che si hanno sul groppone e per la cronaca io di anni ne ho 36 e intendendo averne 36 fino alla vigilia del mio compleanno, ma dei messaggi qui pubblicati. Questo è il messaggio n°49 ( in alto a sinistra prego…) e quindi il prossimo sarà il numero 50 (la logica e la matematica non sono opinioni). Che si potrebbe scrivere?! Mi viene da pensare a qualcosa di importante, di significativo, insomma qualcosa che "segni" un tale traguardo raggiunto… però in questo momento non mi viene in mente nulla. Ne approfitterò per esplorare questa mia insolita pausa scrittoria.Da qualche tempo sono carente di ispirazioni, sarà forse che sono impegnata al lavoro o forse che non mi è accaduto nulla di particolare, ma in effetti mi sto preoccupando un po’. La scrittura è per me un motivo di gioco, un momento di relax, un’emozione nascosta, inabissata in un mare tranquillo o tempestoso, che ritorna a galla, talvolta con la prepotenza dello sfogo, talvolta con la dolcezza del ricordo.Se tale gioco, se questo relax, se le mie emozioni non riescono a riemergere… che ne sarà di me?!Ok, ok… la faccio meno tragica, in effetti detta così la frase faceva tanto "Signora delle camelie", però capperi è un problema!Quando ho deciso di aprire questo blog a dire il vero non sapevo bene che ci avrei scritto , ma diamine poi ci ho preso gusto! Ed ora mi piace incidere di miei geroglifici questa tavoletta virtuale e mi piace ricevere i vostri commenti, mi piace leggervi ed essere letta. Un pizzico di narcisismo?! Forse. Ma lo si era già detto quando ho parlato dei blog: è una componente base di questo mondo virtuale, sarebbe illogico negarla.Ricordo la prima volta che mi sono messa ad un tavolino a scrivere, a scrivere cose mie intendo, a scrivere di me, per me e vorrei quasi dire "con me". Eh si perché la scrittura mi ha sempre tenuto compagnia, è stata una compagna di giovinezza leopardianamente intesa.Credo avessi circa 16-17 anni la prima volta che decisi di tenere un diario. A dire il vero non era proprio un vero diario, ma un’agenda bancaria, di quelle che le banche regalano ai clienti prima di Natale, ma era alquanto carina per essere stata scelta da un panciuto funzionario di mezza età, seduto alla sua scrivania di un qualche ufficio della sede centrale e intento a compilare l’elenco forniture natalizie per l’azienda. Infatti era grigina, grigio perla, a righe bianche. Ovviamente non era il massimo dell’allegria per cui pensai subito di ravvivarla inserendovi qualche adesivo o delle foto. La prima immagine che doveva far parte del mio diario personale decisi che doveva essere la mia ( e già qui la componente narcisistica si faceva strada…). Scelsi una fotografia delle meno tragiche, la ritagliai e la incollai sulla prima pagina interna, apponendovi un bell’adesivo sotto col mio nome. Ecco …là… sembrava praticamente la Gioconda!Pensai che dovessi iniziare facendo un breve riassunto delle puntate precedenti e quindi compilai le prime 15 pagine (una in blu e l’altra in rosa… inguaribile spirito romantico!) di informazioni che oggi definirei "atte all’uso", che potrebbero esemplificarsi in: dati anagrafici, descrizione fisica, rendimento scolastico, gusti e interessi, amici e nemici, prime cottarelle senza importanza e prime cottarelle con importanza. Arrivai al termine delle pagine introduttive velocemente, perché avevo una gran voglia di scrivere… di scrivere di lui.Ebbene si, l’amore fa girare il mondo e convince a scrivere i diari. Ero innamorata in quel periodo, e non innamorata così tanto per dire, ma innamorata innamorata come può esserlo una ragazzina di diciassette anni; quindi innamorata e inevitabilmente… non ricambiata! Ahimè… il diario doveva essere lo sfogo della mia delusione e lo fu. L'idiota in questione (al tempo lo avrei definito ben peggio… ma questa è un’altra storia) occupò ben dalla pagina 15 alla pagina 234 del mio secondo diario, comparendo poi sporadicamente anche nel terzo, per delle brevi incursioni. Insomma incominciai a scrivere e scrissi parecchio, ho ancora tre diari belli pienotti nel cassetto della mia scrivania e… sono ancora qui che scrivo.A pensarci bene forse era questo che dovevo mettere nel messaggio n°50! …Mannaggia… ed ora che potrei scriverci?!