La grande avventuraNon ero mai stata sola per più di 24 ore in tutta la mia vita. Quella mattina mentre stavo preparando la valigia mi continuavo a ripetere cosa stavo facendo e soprattutto perché lo stavo facendo. E continuavo a non darmi una risposta. Il passo era di quelli importanti, decisivi oserei dire se a qualcuno non sembrasse eccessivo. Non preludeva certo ad un cambiamento della mia esistenza ma… sarei stata completamente sola per ben tre giorni! L’idea folle mi era venuta qualche anno fa, sfogliando certi cataloghi di centri termali e beauty farm, illustrati con sorridenti fotografie di ragazzi palestrati e di seducenti signorine dal fisico perfetto. "E se un giorno ci andassi anch’io?". Certo non osavo nemmeno sperare in una settimana di totale libertà, ma due o tre giorni si… in fondo cosa sono due o tre giorni nella vita… e poi se un malavitoso pluriomicida riesce ad ottenere un "permesso premio", perché non potrei riuscirci io?!Non fu difficile: la frase "Vado tre giorni alle terme" colpì parenti e affini quando meno se l’aspettavano e, come è ben noto, l’attacco di sorpresa è quello che coglie sempre più impreparati e quindi disorienta. Disorientati dalla prima affermazione, procedetti con un "uno-due" da campione dei pesi massimi: "E vado da sola con la mia macchina". Knock down! Be’ qualche tentativo di reazione ci fu e in effetti non fu così facile controbattere, ma a Pearl Harbour si fecero danni maggiori.Giorno 1La casa doveva rimanere in ordine. Se c’è una cosa che ho sempre detestato è ritrovarmi la casa sottosopra al ritorno dalle vacanze. Chissà perché la gente appena torna dalle vacanze è più stanca di quando è partita e se apri la porta e trovi il caos che tu stessa hai creato perché magari prima di partire ti sei ricordata che avresti potuto portarti anche quella borsetta marrone che ti aveva regalato la zia Lucia, ma non sai più dove l’hai messa… be’ se accade questo tutti i benefici influssi della sospirata vacanza si vanno a far benedire.Quindi la mattina del primo giorno venne impiegata a lustrare e preparare al ritorno la casa. Tutto in mia assenza sarebbe scorso liscio come l’olio… forse.La partenza era prevista per le tre del pomeriggio… faceva caldo. Faceva molto caldo.Ovviamente la mia auto non ha l’aria condizionata e quindi non sto a dilungarmi sul clima del viaggio che durò circa tre ore e mezza. Mi limiterò a dire che dopo la prima ora avevo finito le scorte d’acqua, dopo la seconda avevo un fazzoletto annodato intorno al collo per asciugare i goccioloni a mo’ di contadino dell’oltrepò pavese, e dopo la terza la mia camicetta era un tuttuno con le foderine dei sedili. Ma alla fine arrivai alle terme.In albergo mi sistemai in camera, a dire il vero una bella camera doppia con tanto di lettone matrimoniale. Capii subito che non eravamo in alta stagione appena misi piede dentro al ristorante e vidi quattro tavoli apparecchiati, di cui tre occupati da signore single come me, forse un po’ più "mature" della sottoscritta, ma l’effetto era identico. Una telefonava col cellulare mentre addentava una patata lessa, un’altra leggeva un romanzo di Danielle Steel rincorrendo con la forchetta l’ultimo pisello nel piatto, e l’ultima invece giocava coi quarantatrè braccialetti di vero- finto argento che aveva al polso.Qui bisognerebbe aprire una parentesi antropologica sull’essere umano che si ciba in solitudine. Ammetto che cenare o pranzare da soli non sia il massimo della goduria, però dico io è proprio necessario usare questi mezzucci per camuffare l’imbarazzo?! La risposta è si. Eh si perché in effetti è davvero imbarazzante, a me non era mai capitato ma davvero non sai dove guardare e ti ritrovi a fissare gli altri commensali che a loro volta allora si sentono in imbarazzo e fissano altri, insomma si mette in moto una catena… Per fortuna la cena fu rapida, anzi dire rapida è un eufemismo: sarebbe più corretto affermare che la cena fu ingollata a velocità della luce, tanto che inevitabilmente non fu digerita dalla sottoscritta, già stanca ed accaldata. La seconda conferma che non eravamo in alta stagione la ebbi dopo cena, quando magicamente quei quattro gatti che erano al ristorante sparirono e mi ritrovai sola al banco bar (anche il barista era sparito) con in mano una tazzina di caffè. Mi guardai intorno aspettando che uscisse uno a dirmi "Smile sei su Candid Camera" ma non fu così: erano davvero andati a dormire tutti. Mi spiegò l’omino della reception (che si era nascosto dietro ad una porticina ma lui c'era) che di solito "gli ospiti si ritiravano presto perché stanchi delle cure termali affrontate durante il giorno". Erano le nove e un quarto!Vabbe’… tutto sommato pensai "sei venuta per riposare e allora riposati" e andai in camera, ma la camera non aveva un condizionatore d’aria funzionante il che fece si che durante la notte la stanza diventasse un forno crematorio senza pay tv.Giorno 2La piscina termale è il punto forte delle terme. Si perché sembra che se ti immergi in tali acque qualsiasi tuo male, dall’artrosi cervicale all’unghia incarnita, ti debba passare. Mi attrezzai da piscina: costume intero modello Moby Dick, fascia in testa multicolore e occhialoni scuri. Ma il bagnino mi fece cenno che non potevo entrare. Perché?! Pensai io già indispettita per l’ eventuale discriminazione basata sull’abbronzatura degli utenti. Non avevo la cuffia. La cuffia?? Ma c’è chi ancora va in piscina con la cuffia? O meglio chi se la porta da casa…? Mi vennero subito alla mente quelle terribili cuffie di gomma gialla o arancione, con i fiorelloni sopra multicolori… ma scoprii subito che ormai nessuno se le porta da casa: erano in vendita alla reception per tre euro. Ah ecco…la cuffia!L’acqua era gelida, pensai "Ma le sorgenti termali non sono tutte calde?!".Ignorante come una capra in geologia accettai il fatto e mi immersi. Uscii ghiacciata come un bastoncino Findus e solo più tardi scoprii che c’era anche una piscina interna di acqua termale…calda!Un altro punto di forza di questi centri termali sono le cure e i trattamenti. Anche questi sono talmente vari che vanno dai bagni di fango al pedicure, dal trattamento Tuina viso - corpo ( …e andatevelo a cercare che cos’è, mica posso dirvi tutto io!) al massaggio sacrale, craniale…sepolcrale?! Quindi se vai in ‘sti posti altra cosa che non puoi non fare è provare qualche trattamento. La lista era lunga e complessa, ma finalmente ne individuai due che mi sembravano facessero al caso mio: massaggio scrub sottopioggia e hot stones.Andai a prenotarli. La signorina della reception molto gentilmente mi fissò i due appuntamenti e mi stampò il memorandum. Leggo: massaggio sottopioggia – ore 17 – cabina 9 – operatore Stefano.Stefano??? Il mio sguardo stupito andò a cercare quello dell’attenta receptionist e dalla bocca uscì fuori un’affermazione da idiota: "Ma scusi Stefano è un uomo?""Si signora, per questo massaggio abbiamo solo operatori uomini"Ma… be’… ecco… io…""Se vuole glielo annullo signora ma guardi che si fa col costume e lo fanno moltissime donne qui"Ripensai immediatamente alle babbione della sala da pranzo e mi dissi: loro si e io no?! Mai.Così alle 17 mi presentai col mio costumino modello Moby Dick alla cabina suddetta e mi sedetti fuori. Ad un certo punto la porta si aprì e mi venne incontro un bronzo di Riace in costume, con solo un accappatoio buttato sulle spalle, abbronzatissimo e bellissimo, insomma …Stefano."Prego signora tocca a lei""Oddio non ce la farò mai" pensai ed entrai dentro la cosiddetta cabina. Ad una prima occhiata capii come si sarebbero svolte le cose: tu ti stendi sul lettino, lui ti massaggia con dei sali, mentre una pioggerellina di acqua termale ti innaffia dall’alto. Ovviamente ti bagni completamente tu e lui.Lui mi dice gentilmente di togliere gli occhiali e di abbassare il costume.Io metto gli occhiali nella tasca dell’accappatoio e … "Come ha detto scusi?!" "Dovrebbe abbassare il costume fino alla pancia signora, devo farle lo scrub"Non so cosa pensai in quel momento ma l’unica parola che riuscii a pronunciare fu "No".Vidi la sua espressione perplessa e quindi, imbarazzatissima, mi sentii in dovere di precisare, e come sempre quando io preciso parto alla lontana. "Ecco io vede… non sapevo, cioè io pensavo che ci fosse una donna… ma poi mi hanno detto col costume e allora l’ho fatto lo stesso, ma però io non pensavo che…insomma non ho un costume due pezzi qui… so che le sembrerò un po’ provincialotta ma… facciamolo così e basta". Tutto sommato penso che sia stata una fortuna che mi fossi tolta già gli occhiali, perché grazie a quello e alla nebbiolina acquea che ormai aveva invaso la stanza non vidi l’espressione sicuramente "molto perplessa" di Stefano.Mi stesi lì e pensai di starmene ben zitta fino alla fine. E così non mi godetti un piffero di una delle situazioni più piacevoli e più sexy che mai mi siano capitate!Da film… un bel ragazzo che ti massaggia dolcemente mentre una pioggia calda ti avvolge. Bagnata, la pelle sente il contatto della pelle, e le gocce scorrono sul tuo corpo e le vedi scivolare sul suo. Ti bagnano il viso, gli occhi , i capelli, nell’umidità che ti soffoca, respiri con la bocca leggermente aperta e trattieni il respiro mentre la sua mano accarezza le tue spalle, il tuo collo… Ehm…come dite?! Sto esagerando?! E vabbe’… mi sono fatta prendere un po’ la mano, mi cimentavo con il romanzo erotico. Mica si può scrivere sempre favole eh!Cmq il mio rapporto con Stefano non fu niente male se non fosse che il prezzolato massaggiatore fu ahimè incredibilmente e implacabilmente professionale e concluse la performance, non dandomi il suo numero di telefono né mandandomi delle rose rosse l’indomani mattina, ma semplicemente dicendo: "Se le serve la ricevuta la può ritirare alla cassa". "Grazie non mi serve"…sob!Mi venne un leggero dubbio che io non fossi l’unica donna della sua vita e ne ebbi la conferma alla sera quando una delle tre babbione, che si vantava di fare ben tre trattamenti al giorno, disse che il massaggio sottopioggia lo aveva già fatto due volte. Ma la grande avventura continua!Che ne sarà della nostra eroina? Riuscirà a pagare il conto salatissimo dell’albergo? Le ripareranno il condizionatore d’aria? Ma soprattutto riuscirà a convincere Stefano a rinunciare a quell’esistenza mercenaria e a rifarsi una vita con lei?Le risposte alla prossima puntata!
Post N° 55
La grande avventuraNon ero mai stata sola per più di 24 ore in tutta la mia vita. Quella mattina mentre stavo preparando la valigia mi continuavo a ripetere cosa stavo facendo e soprattutto perché lo stavo facendo. E continuavo a non darmi una risposta. Il passo era di quelli importanti, decisivi oserei dire se a qualcuno non sembrasse eccessivo. Non preludeva certo ad un cambiamento della mia esistenza ma… sarei stata completamente sola per ben tre giorni! L’idea folle mi era venuta qualche anno fa, sfogliando certi cataloghi di centri termali e beauty farm, illustrati con sorridenti fotografie di ragazzi palestrati e di seducenti signorine dal fisico perfetto. "E se un giorno ci andassi anch’io?". Certo non osavo nemmeno sperare in una settimana di totale libertà, ma due o tre giorni si… in fondo cosa sono due o tre giorni nella vita… e poi se un malavitoso pluriomicida riesce ad ottenere un "permesso premio", perché non potrei riuscirci io?!Non fu difficile: la frase "Vado tre giorni alle terme" colpì parenti e affini quando meno se l’aspettavano e, come è ben noto, l’attacco di sorpresa è quello che coglie sempre più impreparati e quindi disorienta. Disorientati dalla prima affermazione, procedetti con un "uno-due" da campione dei pesi massimi: "E vado da sola con la mia macchina". Knock down! Be’ qualche tentativo di reazione ci fu e in effetti non fu così facile controbattere, ma a Pearl Harbour si fecero danni maggiori.Giorno 1La casa doveva rimanere in ordine. Se c’è una cosa che ho sempre detestato è ritrovarmi la casa sottosopra al ritorno dalle vacanze. Chissà perché la gente appena torna dalle vacanze è più stanca di quando è partita e se apri la porta e trovi il caos che tu stessa hai creato perché magari prima di partire ti sei ricordata che avresti potuto portarti anche quella borsetta marrone che ti aveva regalato la zia Lucia, ma non sai più dove l’hai messa… be’ se accade questo tutti i benefici influssi della sospirata vacanza si vanno a far benedire.Quindi la mattina del primo giorno venne impiegata a lustrare e preparare al ritorno la casa. Tutto in mia assenza sarebbe scorso liscio come l’olio… forse.La partenza era prevista per le tre del pomeriggio… faceva caldo. Faceva molto caldo.Ovviamente la mia auto non ha l’aria condizionata e quindi non sto a dilungarmi sul clima del viaggio che durò circa tre ore e mezza. Mi limiterò a dire che dopo la prima ora avevo finito le scorte d’acqua, dopo la seconda avevo un fazzoletto annodato intorno al collo per asciugare i goccioloni a mo’ di contadino dell’oltrepò pavese, e dopo la terza la mia camicetta era un tuttuno con le foderine dei sedili. Ma alla fine arrivai alle terme.In albergo mi sistemai in camera, a dire il vero una bella camera doppia con tanto di lettone matrimoniale. Capii subito che non eravamo in alta stagione appena misi piede dentro al ristorante e vidi quattro tavoli apparecchiati, di cui tre occupati da signore single come me, forse un po’ più "mature" della sottoscritta, ma l’effetto era identico. Una telefonava col cellulare mentre addentava una patata lessa, un’altra leggeva un romanzo di Danielle Steel rincorrendo con la forchetta l’ultimo pisello nel piatto, e l’ultima invece giocava coi quarantatrè braccialetti di vero- finto argento che aveva al polso.Qui bisognerebbe aprire una parentesi antropologica sull’essere umano che si ciba in solitudine. Ammetto che cenare o pranzare da soli non sia il massimo della goduria, però dico io è proprio necessario usare questi mezzucci per camuffare l’imbarazzo?! La risposta è si. Eh si perché in effetti è davvero imbarazzante, a me non era mai capitato ma davvero non sai dove guardare e ti ritrovi a fissare gli altri commensali che a loro volta allora si sentono in imbarazzo e fissano altri, insomma si mette in moto una catena… Per fortuna la cena fu rapida, anzi dire rapida è un eufemismo: sarebbe più corretto affermare che la cena fu ingollata a velocità della luce, tanto che inevitabilmente non fu digerita dalla sottoscritta, già stanca ed accaldata. La seconda conferma che non eravamo in alta stagione la ebbi dopo cena, quando magicamente quei quattro gatti che erano al ristorante sparirono e mi ritrovai sola al banco bar (anche il barista era sparito) con in mano una tazzina di caffè. Mi guardai intorno aspettando che uscisse uno a dirmi "Smile sei su Candid Camera" ma non fu così: erano davvero andati a dormire tutti. Mi spiegò l’omino della reception (che si era nascosto dietro ad una porticina ma lui c'era) che di solito "gli ospiti si ritiravano presto perché stanchi delle cure termali affrontate durante il giorno". Erano le nove e un quarto!Vabbe’… tutto sommato pensai "sei venuta per riposare e allora riposati" e andai in camera, ma la camera non aveva un condizionatore d’aria funzionante il che fece si che durante la notte la stanza diventasse un forno crematorio senza pay tv.Giorno 2La piscina termale è il punto forte delle terme. Si perché sembra che se ti immergi in tali acque qualsiasi tuo male, dall’artrosi cervicale all’unghia incarnita, ti debba passare. Mi attrezzai da piscina: costume intero modello Moby Dick, fascia in testa multicolore e occhialoni scuri. Ma il bagnino mi fece cenno che non potevo entrare. Perché?! Pensai io già indispettita per l’ eventuale discriminazione basata sull’abbronzatura degli utenti. Non avevo la cuffia. La cuffia?? Ma c’è chi ancora va in piscina con la cuffia? O meglio chi se la porta da casa…? Mi vennero subito alla mente quelle terribili cuffie di gomma gialla o arancione, con i fiorelloni sopra multicolori… ma scoprii subito che ormai nessuno se le porta da casa: erano in vendita alla reception per tre euro. Ah ecco…la cuffia!L’acqua era gelida, pensai "Ma le sorgenti termali non sono tutte calde?!".Ignorante come una capra in geologia accettai il fatto e mi immersi. Uscii ghiacciata come un bastoncino Findus e solo più tardi scoprii che c’era anche una piscina interna di acqua termale…calda!Un altro punto di forza di questi centri termali sono le cure e i trattamenti. Anche questi sono talmente vari che vanno dai bagni di fango al pedicure, dal trattamento Tuina viso - corpo ( …e andatevelo a cercare che cos’è, mica posso dirvi tutto io!) al massaggio sacrale, craniale…sepolcrale?! Quindi se vai in ‘sti posti altra cosa che non puoi non fare è provare qualche trattamento. La lista era lunga e complessa, ma finalmente ne individuai due che mi sembravano facessero al caso mio: massaggio scrub sottopioggia e hot stones.Andai a prenotarli. La signorina della reception molto gentilmente mi fissò i due appuntamenti e mi stampò il memorandum. Leggo: massaggio sottopioggia – ore 17 – cabina 9 – operatore Stefano.Stefano??? Il mio sguardo stupito andò a cercare quello dell’attenta receptionist e dalla bocca uscì fuori un’affermazione da idiota: "Ma scusi Stefano è un uomo?""Si signora, per questo massaggio abbiamo solo operatori uomini"Ma… be’… ecco… io…""Se vuole glielo annullo signora ma guardi che si fa col costume e lo fanno moltissime donne qui"Ripensai immediatamente alle babbione della sala da pranzo e mi dissi: loro si e io no?! Mai.Così alle 17 mi presentai col mio costumino modello Moby Dick alla cabina suddetta e mi sedetti fuori. Ad un certo punto la porta si aprì e mi venne incontro un bronzo di Riace in costume, con solo un accappatoio buttato sulle spalle, abbronzatissimo e bellissimo, insomma …Stefano."Prego signora tocca a lei""Oddio non ce la farò mai" pensai ed entrai dentro la cosiddetta cabina. Ad una prima occhiata capii come si sarebbero svolte le cose: tu ti stendi sul lettino, lui ti massaggia con dei sali, mentre una pioggerellina di acqua termale ti innaffia dall’alto. Ovviamente ti bagni completamente tu e lui.Lui mi dice gentilmente di togliere gli occhiali e di abbassare il costume.Io metto gli occhiali nella tasca dell’accappatoio e … "Come ha detto scusi?!" "Dovrebbe abbassare il costume fino alla pancia signora, devo farle lo scrub"Non so cosa pensai in quel momento ma l’unica parola che riuscii a pronunciare fu "No".Vidi la sua espressione perplessa e quindi, imbarazzatissima, mi sentii in dovere di precisare, e come sempre quando io preciso parto alla lontana. "Ecco io vede… non sapevo, cioè io pensavo che ci fosse una donna… ma poi mi hanno detto col costume e allora l’ho fatto lo stesso, ma però io non pensavo che…insomma non ho un costume due pezzi qui… so che le sembrerò un po’ provincialotta ma… facciamolo così e basta". Tutto sommato penso che sia stata una fortuna che mi fossi tolta già gli occhiali, perché grazie a quello e alla nebbiolina acquea che ormai aveva invaso la stanza non vidi l’espressione sicuramente "molto perplessa" di Stefano.Mi stesi lì e pensai di starmene ben zitta fino alla fine. E così non mi godetti un piffero di una delle situazioni più piacevoli e più sexy che mai mi siano capitate!Da film… un bel ragazzo che ti massaggia dolcemente mentre una pioggia calda ti avvolge. Bagnata, la pelle sente il contatto della pelle, e le gocce scorrono sul tuo corpo e le vedi scivolare sul suo. Ti bagnano il viso, gli occhi , i capelli, nell’umidità che ti soffoca, respiri con la bocca leggermente aperta e trattieni il respiro mentre la sua mano accarezza le tue spalle, il tuo collo… Ehm…come dite?! Sto esagerando?! E vabbe’… mi sono fatta prendere un po’ la mano, mi cimentavo con il romanzo erotico. Mica si può scrivere sempre favole eh!Cmq il mio rapporto con Stefano non fu niente male se non fosse che il prezzolato massaggiatore fu ahimè incredibilmente e implacabilmente professionale e concluse la performance, non dandomi il suo numero di telefono né mandandomi delle rose rosse l’indomani mattina, ma semplicemente dicendo: "Se le serve la ricevuta la può ritirare alla cassa". "Grazie non mi serve"…sob!Mi venne un leggero dubbio che io non fossi l’unica donna della sua vita e ne ebbi la conferma alla sera quando una delle tre babbione, che si vantava di fare ben tre trattamenti al giorno, disse che il massaggio sottopioggia lo aveva già fatto due volte. Ma la grande avventura continua!Che ne sarà della nostra eroina? Riuscirà a pagare il conto salatissimo dell’albergo? Le ripareranno il condizionatore d’aria? Ma soprattutto riuscirà a convincere Stefano a rinunciare a quell’esistenza mercenaria e a rifarsi una vita con lei?Le risposte alla prossima puntata!