Tra parentesi

Post N° 57


Scale mobili"La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale, io ti auguro con tutto il cuore di poter prendere l’ascensore". Mi ricordo che questa fu una delle tante dediche che mi venne scritta sul diario della quinta elementare al termine della scuola. Non so perché ma all’epoca usava che alla fine dell’anno scolastico ogni compagno/a scrivesse agli altri una dedica beneaugurante, certo c’era chi si impegnava di più e chi meno, chi copiava parole lette da qualche parte, chi invece improvvisava improbabili rime, però nessuno si rifiutava e ci cimentavamo tutti nella nobile arte della poesia. Ora non ricordo nemmeno chi mi avesse scritto quella frase e probabilmente non era nemmeno "farina del suo sacco", però a pensarci bene non era male come metafora… e a me piacciono tanto le metafore.Ieri ero all’ipermercato, sulle scale mobili. Avete mai notato quante persone sono incerte nel compiere il primo passo per salirvi sopra?! Si ha sempre paura di cadere, mettere il piede su qualcosa che si muove ti dà una sensazione di incertezza e di instabilità, almeno finchè non ti muovi anche tu con esso. Ma quando ci sei sopra ti lasci trasportare, a volte anche piacevolmente se non hai magari un grande carrello da trasportare. In quel caso la situazione si complica perché non devi solo tenere te stesso in equilibrio, ma anche il peso che trasporti con te, e non è sempre facile. E’ vero ci sono carrelli che si bloccano automaticamente sulle scale mobili e stanno fermi da soli, in quel caso tutto fila liscio e ti limiti a metterci sopra una mano, giusto per ribadire "questo è mio", ma sai benissimo che starà lì fermo, non si muoverà da te finchè non lo deciderai tu. Però ci sono anche altre situazioni in cui il carrello non si blocca, magari è difettoso oppure sei tu che non ne hai capito bene il funzionamento, e allora diventa pesante da tenere fermo, lo afferri con entrambe le mani, fai molta fatica, hai paura che ti scivoli e speri solo che il viaggio finisca presto.Mentre sei sulle scale mobili hai un punto di vista privilegiato. Ti guardi intorno e osservi la gente davanti a te: c’è chi ha fretta e non aspetta lo scorrere lento degli ingranaggi e così si mette a camminare accelerando, c’è il bimbo che non vuole scendere gli ultimi scalini, ma non ha ancora capito che non si può tornare indietro. La macchina si mangia tutti i suoi sforzi di risalita e lui si ritrova sempre alla fine. C’è una signorina che guarda a lato e incontra lo sguardo di un ragazzo che sale nella direzione opposta alla sua. Le loro mani appoggiate al rullo quasi si sfiorano, ma non si toccano. Per un attimo sono stati così vicini… ma è stato solo un attimo. Quando arrivi all’ultimo gradino, hai sempre paura di mettere male il piede, come quando sei salito. Qualcuno allunga il passo, qualcuno salta, qualcuno non ci pensa, qualcuno cade… tutti scendono.