Sempre più siti offrono informazioni di tipo medico e la consultazione di essi sta diventando una febbre crescente, tant'è vero che il sondaggio 2010 ADNKRONOS SALUTE ha rivelato che:il 62% degli italiani cerca informazioni sui farmaci;il 45% cerca sul web notizie su ospedali e medici;il 42% effettua online un'autodiagnosi;il 28% richiede abitualmente prescrizioni on line.Ormai non si contano più i siti che si occupano di medicina e di prima assistenza sanitaria. Le cifre, come spesso accade, fotografano le nuove tendenze popolari ed anche in questo caso non sono da meno: nell'anno trascorso un terzo degli internauti italiani (uno su tre fra quelli che navigano in rete con una certa continuità) ha consultato almeno un sito cercando informazioni di tipo medico.Per la metà di essi, il web rappresenta addirittura il punto di contatto principale con le informazioni e le notizie in campo medico. Da chi ha problemi di cellulite a chi russa, da chi soffre di attacchi di panico a chi ha disturbi della tiroide, da chi cerca consigli per il parto a chi per iniziare una terapia riabilitativa. Per ogni disturbo, acciacco o malanno, c'è, o sembrerebbe esserci, il blog giusto, il clik risolutore.Anche per questo il paziente si muove con maggior disinvoltura nell'ostica terminologia scientifica, ha un atteggiamento meno remissivo, è meno acquiescente di fronte ad un camice bianco: nei casi peggiori, arriva a sfidare l'autorità del medico, a confutarla, sulla base di alcune discordanze notate fra la diagnosi dello specialista e quanto da lui letto su internet.Osservando più profondamente l'evolversi delle tendenze (e dei comportamenti) bisogna dire che internet ha reso accessibili a tutti, anche coloro che non hanno la preparazione necessaria ad usarle in maniera corretta nozioni e dati specialistici che vengono messi a disposizione spesso senza troppo giudizio per poi essere usati come "munizioni" per tenere sull'attenti il proprio medico.Il medico che non è più visto come l'unico ed intoccabile depositario di un sapere imperscrutabile e complesso. La sua diagnosi non è più accettata in modo acritico, ma è vista come un'opinione, rispettabile ed autorevole certo, ma pur sempre un'opinione da confrontare con i pareri raccolti dai siti e dai blog specialistici.Il ridimensionamento del "mito del medico" ha alcuni aspetti positivi ma può nascondere altresì delle insidie temibili, a partire dal venire meno della fiducia indispensabile al rapporto terapeutico tra medico e paziente.Utilizzare i canali informatici per controllare determinati sintomi o per corroborare certe prime impressioni, può essere utile a far scattare utili "campanelli d'allarme" o a riconoscere le strutture giuste alle quali rivolgersi per affrontare problemi medicali. Se però, invece di usare la rete per una semplice consultazione la usiamo per elaborare una diagnosi o peggio ancora per una terapia, rischiamo di perdere del tempo prezioso o, peggio, di arrecare gravi danni alla nostra salute psicofisica.Bisogna tenere sempre bene a mente che, quello condensato nei vari blog o siti medicali, è nella realtà un vissuto strettamente personale legato all'individualità di ciascun essere umano.Dunque, quando navighiamo fra sintomi, autodiagnosi e controindicazioni, controlliamo sempre l'attendibilità delle fonti in cui ci soffermiamo, per non rischiare di pescare indicazioni poco affidabili. I siti più professionali solitamente sono contraddistinti da un marchio che ne certifica l'affidabilità e la competenza e che viene rilasciato da appositi enti certificatori come l'Health on the Net Foundation. In assenza di questi marchi è consigliabile consultare la sezione "Chi siamo" per scoprire se del sito si occupa una società o istituzione scientifica.E' inoltre importante che ogni articolo o consiglio presente sul sito sia datato e firmato.Non accontentiamoci mai di un'opinione, per quanto condivisa e commentata favorevolmente, tantomeno se la si trova su un blog di un privato o in un social network.Tutto ciò che riguarda la nostra salute è sacro e come tale va trattato. Inoltre, una volta individuate le caratteristiche del disturbo che potrebbe riguardarci, affidiamoci sempre e comunque ad un medico che saprà verificare meglio di noi se rientriamo in quella determinata casistica e di conseguenza, valutare la terapia su misura per noi.per un'azione efficace e risolutiva nei confronti di qualunque patologia o disturbo, è importante la tempestività ed in questo il pc può aiutare, ma è altrettanto basilare la diagnosi diretta, la specificità del rimedio, pensato e calibrato appositamente per ciascun individuo.E i nostri dati, la nostra cartella clinica, le nostre caratteristiche psicofisiche, non si trovano ancora (per fortuna) in nessun sito.