Spetta ai maschi milanesi il triste primato italiano del maggior numero di casi d'infertilità. Sotto accusa inquinamento atmosferico, alimentazione scorretta, fumo e alcool, ma soprattutto i comportamenti sessuali a rischio.
Inquinamento, fumo, droghe, alcol, alimentazione scorretta ma soprattutto scarso utilizzo del preservativo. Questi i principali fattori che hanno fatto ottenere ai maschi milanesi il triste primato italiano del maggior numero di casi d'infertilità. Lo rivela un'indagine condotta dalla SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità) della Lombardia, secondo cui nelle scuole un adolescente su due non usa il preservativo. Dai dati risulta che il 25% di questi entra in contatto con infezioni e il 12,5% contagia a sua volta la partner. Il tema e' al centro del convegno La prevenzione andrologica del giovane: un obiettivo strategico nazionale promosso oggi dalla SIAMS come momento di incontro e condivisione fra esperti. Dai dati raccolti dal centro milanese emerge un universo di malattie andrologiche che non esce allo scoperto: problemi ai testicoli, infezioni sessuali, tumori, disturbi dell'erezione e dell'eiaculazione. Problematiche che, se non diagnosticate in tempo, possono portare anche all'infertilità.Secondo la SIAMS, nel 2010 solo 2 giovani su 10 si sono rivolti a uno specialista per una visita di controllo. Cresce invece la ricerca di informazioni in internet, dove però si nascondono molte insidie. L'autoprescrizione di questo tipo di terapie rappresenta una pratica molto rischiosa per l'utilizzatore finale: possono, infatti, causare gravi effetti collaterali e molto spesso non risolvono il problema per cui sono stati acquistati, proprio perché non hanno le stesse caratteristiche dell'originale. La fertilità maschile ha subito una significativa riduzione negli ultimi 50 anni: la conta degli spermatozoi si sarebbe quasi dimezzata.I motivi? Da cercare nelle condizioni ambientali e nello stile di vita, incluso lo stress e lo smog cittadino.