"Aldo dice ventisei per uno" è questa la frase in codice trasmessa da Radio Londra con cui il comando della Resistenza il pomeriggio del 24 aprile di 66 anni fa dà l'ordine dell'insurrezione generale. Ed è grazie a quel comando che oggi noi italiani celebriamo il 25 aprile come festa della Liberazione nazionale.E proprio al richiamo di un senso di responsabilità nazionale è rivolto l'appello nel discorso tenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha dato vita ad un momento solenne, con la deposizione di una corona d'alloro al Monumento del Milite Ignoto.Rivolge il suo discorso ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali di tutela e pace, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in visita in Afghanistan.Sull'Altare della Patria la parola spetta ora al ministro della Difesa Ignazio la Russia il quale è stato accolto con fischia e urla ma imperterrito continua il suo discorso asserendo che occorre "lasciare alle spalle le ferite del passato".Polemiche per l'assenza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come ormai prassi consolidata nell'ultimo anno.Oggi 25 aprile, giorno della Liberazione, della vittoria della Resistenza antifascista, è Festa nazionale. Festa dell'Italia. Chi non vi partecipa "toto corde" è perciò contro la Patria, dell'Italia si fa nemico.