trilogia mentale

I COWBOY ITALIANI: CE NE PARLA IL NEW YORK TIMES


Dalla Maremma a New York, "i cowboy italiani" sono sbarcati sulle pagine del quotidiano più autorevole d'America. Il New York Times ha infatti dedicato ai butteri dell'alta Maremma un articolo datato da Alberese, la capitale di questo mestiere in via di estinzione, sotto il titolo "Italian Cowboys".I butteri e le loro tradizioni si avvicinano all'estinzione, essendo rimasti in pochi a conoscere le antiche tecniche dell'allevamento e della monta tradizionale del cavallo maremmano.Il lavoro del buttero viene descritto dal Times come intenso e difficile, con paghe molto basse per le molte ore di lavoro quotidiane. Il ventottenne Yuri Pieretto, che è diventato buttero nel 2009, dice che "anche dopo due anni di lavoro, svegliarsi alle sei di mattina non è facile" e il lavoro è sempre "veloce e difficile". Infatti i butteri sono rimasti in pochi e come spiega Giovanni Travagliati, negli anni Trenta "anche le piccole fattorie avevano due o tre butteri" mentre oggi è rimasta una sola fattoria ad averli.Il quotidiano newyorkese chiude l'articolo con una nota di ottimismo spiegando che la tradizione dei butteri viene rilanciata attraverso il turismo, eventi o corsi nell'azienda di Alberese rimasta l'ultima a impiegarli attirando i giovani verso il mestiere.Il New York Times racconta anche una storia un po' "spaghetti western", avvenuta a Roma alla fine dell'Ottocento, che vide protagonisti proprio cowboy e butteri. Uno dei butteri intervistati ad Alberese, Mariano Molinari, è un fiero discendente di Augusto Imperiali, diventato leggendario per essere riuscito a domare uno dei cavalli selvaggi di Buffalo Bill.Il cowboy americano era a Roma nel 1890 per un tour europeo del suo show, durante il quale il Duca di Sermoneta sfidò i cowboy ad addomesticare uno dei suoi indomabili cavalli. Gli uomini di Buffalo Bill riuscirono a completare l'impresa e sfidarono i butteri a restare sulla sella di uno dei loro cavalli selvaggi. E l'unico che ci riuscì fu Augusto Imperiali.Questo articolo (tratto dal web) mi ha colpita prima di tutto per la particolarità dell'argomento trattato e poi perchè rincuora sapere che di tanto in tanto la stampa estera scriva del Bel Paese anche per qualcosa di positivo...Non trovate?