Succede ogni due anni, il suo "titolo" evoca altri tempi e altri imperi ormai "caduti", ma il vertice del Commonwealth, inaugurato ieri a Perth in Australia dalla regina Elisabetta II, sembra adesso guardare al futuro più che al passato e lo fa annunciando una svolta storica ossia la riforma della "legge salica", ovvero le regole di successione al trono in Gran Bretagna e mettere quindi fine al primato maschile per l'accesso alla Corona.Dopo più di 300 anni il Regno Unito ha cambiato la legge che regola la successione al trono. I figli e le figlie dei futuri monarchi britannici avranno uguale diritto al trono. I leader dei 16 paesi che formano il Commonwealth hanno preso la decisione all'unanimità. Questo vuol dire che qualora il Duca e la Duchessa di Cambridge, in questo caso William e Kate, dovessero avere una primogenita questa avrebbe la precedenza a succedere al trono rispetto ai suoi fratelli. Fino ad ora invece il trono spettava al primo figlio del monarca e soltanto nel caso in cui non avesse avuto eredi maschi il trono sarebbe andato alla figlia maggiore. Inoltre è stato abolito il divieto per il futuro monarca di sposarsi con una persona di fede cattolica.Il primo ministro David Cameron ha detto che l'accordo, sostenuto dai 16 paesi che riconoscono la regina Elisabetta II come capo di stato e che dovranno ratificarlo, aggiornerà le regole in vigore che ''non avevano più alcun senso per nessuno di noi essendo in contrasto con i paesi moderni che siamo diventati. Metteremo fine alla regola della primogenitura maschile, in modo che in futuro l'ordine della successione sarà determinato solo dall'ordine di nascita'', ha detto il premier ai giornalisti nel corso di un meeting dei leader del Commonwealth a Perth. ''Siamo inoltre d'accordo a cancellare la regola in base alla quale nessuno che abbia sposato un Cattolico Romano può diventare monarca".Cameron gode del sostegno politico per imporre i cambiamenti in Gran Bretagna, ma necessita del via libera delle altre 15 nazioni, che oltre a Canada, Australia e Nuova Zelanda includono anche un gruppo di piccole nazioni dei Caraibi e del Pacifico.La riforma interessa leggi del '700 e per arrivarci ci sono voluti secoli, dibattiti più o meno pubblici, antichi e recenti scandali a corte, ma soprattutto il celebratissimo matrimonio dello scorso 29 aprile tra il figlio del principe Carlo, William, che è secondo in linea di successione al trono, e la borghese Kate Middleton. Su di loro, giovani e sorridenti, la corona scommette per assicurarsi un futuro: ci conta Elisabetta che ha puntato sulla fresca e capace Kate per risollevare le sorti della monarchia. E in parte l'operazione sembra essere riuscita visto che in Australia, stando a un recente sondaggio, il sostegno per la monarchia è salito e quello per la repubblica sceso, ciò anche in concomitanza con il matrimonio reale.Così la regina Elisabetta II, forse forte anche di questo dato, ieri è salita sul palco a Perth (cappellino e tailleur d'ordinanza) e nel discorso inaugurale del 21º vertice biennale dei capi di governo del Commonwealth ha pronunciato un accorato appello, cosa che la sovrana fa raramente, auspicando che la riunione serva a dare la necessaria rilevanza all'organizzazione ed esortando i leader mondiali ad assicurare che le donne svolgano una parte piena nelle loro società. COMMENTO PERSONALE:Al di là dell'aspetto socio culturale e della grande conquista storica che la riforma della legge salica rappresenta essa appare inevitabilmente anche un'abile manovra con cui la Monarchia inglese mira a raccogliere nuovi beneplaciti. Di certo la sovrana d'Inghilterra non è cieca alla benevolenza che la giovane coppia principesca riscuote, anche al di fuori dei confini britannici, e questa riforma "rosa" della legge salica sulla successione al trono di certo attirerà verso la corona inglese molti consensi mentre sembra svanire sempre più la possibilità che Carlo succeda alla madre, e poichè a me Carlo non è mai piaciuto quest'ultima cosa non mi dispiacerebbe affatto.