Si era arruolato subito dopo l'11 settembre, aveva 27 anni e voleva difendere il suo paese. Nemmeno due anni dopo lo avevano mandato in Iraq, un anno e mezzo, e poi di nuovo nel 2006 quando la guerra civile toccava il massimo dell'intensità quando gli americani iniziavano la dura controffensiva. Aveva partecipato alla grande battaglia di Najaf, aveva visto morire ad uno ad uno i suoi commilitoni, eppure era tornato per un terzo mandato nel 2009, un altro anno, solo che questa volta il blindato del sergente Robert Bales era saltato su una mina e lui era tornato a casa con un trauma cranico, cambiamenti di personalità, perdita di autocontrollo. Il piede amputato, non voleva più andare in guerra il sergente Bales, non ce la faceva più, la moglie non riusciva più a star dietro ai bambini piccoli, alle rate da pagare, stavano perdendo la casa, ma l'esercito americano ha bisogno di uomini e Robert era dovuto ripartire. Afganistan avamposto di Panjwai. E' qui che la notte dell'11 marzo il sergente Robert Bales si alza raggiunge il villaggio più vicino e in preda ad un raptus omicida massacra 16 civili quasi tutti bambini, spezzando il già fragile equilibrio con il governo di Karzai che ora chiede agli americani di andarsene, con i talebani che abbandonano immediatamente le trattative appena iniziate.Washington e Londra hanno comunque ribadito l'intenzione di portare a termine la missione secondo il calendario previsto: nel 2013, la Nato trasformerà la sua missione in una di supporto alle forze afgane, che prenderanno il totale controllo del Paese entro la fine del 2014.Nei giorni scorsi, il presidente Barack Obama ha rassicurato l'omologo afgano, Hamid Karzai, dichiarando che "l'uccisione di innocenti civili afgani è un evento tragico e oltraggioso. Tratteremo il caso come se avesse coinvolto i nostri figli".COMMENTO PERSONALE:Mi chiedo, andando oltre il tragico bilancio di questo gesto estremo, se questo soldato americano, figlio anch'egli di Obama, sia davvero l'unico responsabile di quanto accaduto, o se sia lui stesso vittima di un governo che visti i danni riportati dal sergente nella sua precedente missione avrebbe dovuto lasciarlo a casa, perché è tanto rischioso quanto inaffidabile mandare in battaglia un soggetto con cambiamenti di personalità e perdita di autocontrollo. Ecco perchè mi rispondo che no, il sergente Robert Bales non è l'unico colpevole, o meglio lo è in quanto esecutore materiale di un gesto ingiustificabile, la cui responsabilità però è da attribuirsi a ben altri. Ma di questo pare non se ne sia accorto nessuno!!!