E' di oggi la notizia che altri 3 dei 12 agenti coinvolti nello scandalo prostituzione in Colombia lasciano il corpo federale, facendo salire a nove il numero di uomini dimessi dal Secret Service, l'agenzia governativa che si occupa della sicurezza del presidente Barack Obama.Due agenti, come spiega Politico, hanno presentato le dimissioni e a un terzo stanno per ritirare la licenza. L'accusa, come aveva precisato nei giorni scorsi il corpo federale, è di cattiva condotta per avere portato all'inizio di aprile decine di prostitute in albergo a Cartagena, in Colombia, dove si trovavano per il summit delle Americhe.A far scoppire lo scandalo a luci rosse degli 007 USA, e qui il tragico si mischia al comico involontario, una lite, sul prezzo concordato per la prestazione, tra un agente ed una delle escort abbordate.Si sa, i soldi non possono comprare tutto, soprattutto quando non sono abbastanza. Di sicuro non sono bastati trenta denari per comprare il silenzio sullo scandalo a luci rosse che ha scosso i servizi segreti americani durante e dopo il recente viaggio del presidente Barack Obama in Colombia.Trenta dollari, in questo caso, sono quelli che un agente statunitense avrebbe offerto a una prostituta per passare assieme la notte in una stanza dell'Hotel Caribe di Cartagena. Peccato che - ha raccontato al New York Times la donna stessa, una ragazza madre di 24 anni che di mestiere fa l'escort di lusso - la tariffa pattuita fosse invece di 25 volte tanto, 800 dollari. Aggiungendo dunque, per gli 007 statunitensi addetti alla protezione del presidente, farsa a grave imbarazzo.All'agente in missione, che avrebbe almeno tenuto segreta la sua identità alla donna, il tentativo di non pagare per l'avventura "romantica" è andato decisamente meno bene che al Carlo Martello di ritorno dalla guerra nella celebre canzone di Fabrizio De Andrè. In rima il re, comportandosi da gran cafone, riesce a dileguarsi rapidamente a cavallo fra i glicini e il sambuco. Nella realtà della hall dell'albergo lo 007 è rimasto intrappolato in un chiassoso alterco mattutino con la squillo, che ha coinvolto altri agenti sia americani che della polizia locale ed è presto diventato incontrollabile.La donna, che ha chiesto ad alta voce "dove sono i miei soldi", alla fine ha accettato di congedarsi in cambio di 225 dollari, raccolti in fretta e furia da due colleghi dell'agente. Ma era ormai troppo tardi per mettere tutto a tacere. Nelle ore e giorni successivi, con l'eco del trambusto che ha raggiunto le autorità diplomatiche, è emerso che altri 007 a stelle e strisce avevano ospitato un vero e proprio piccolo esercito di escort nelle loro camere, forse 21, in possibile violazione, oltre che della credibilità e dell'immagine dei servizi segreti, di regole e norme sulla sicurezza. Un prezzo decisamente alto da pagare per una notte a luci rosse.COMMENTO PERSONALE:Vogliate perdonarmi, sarà pure puerile ma ogni tanto trovo liberatorio guardare anche un pizzico agli scandali altrui visto che quando le cose capitano da noi son sempre tutti pronti ad "inzupparci il pane"...
Anche se, a dirla tutta, contrariamente a come si suol fare in casa nostra, in America vale molto, più che il dire, l'applicare il detto: "A mali estremi, estremi rimedi"...Cosa che da noi nun'esist! Difatti se una simile faccenda fosse capitata nel Bel Paese credo si sarebbe conclusa "A tarallucci e vino"... O no?