La pubblicità si sa è l'anima del commercio e in questo suo essere anima può essere tanto ingannevole quanto eccessivamente provocatoria. Quella di cui posto qui di seguito appartiene al secondo gruppo e come spesso accade, in materia di eccessi, c'è chi si schiera da una parte reputandola "stupenda" e chi invece ritiene sia "orrenda"; taluni l'hanno definita persino "squallida e umiliante per le donne". D'altronde quando la pubblicità decide di provocare, i commenti non lasciano spazio a mezze misure ed è quanto sta accadendo con la campagna pubblicitaria della cantina sociale di Clavesana (Cuneo), 350 soci conferitori e quattro milioni di bottiglie l'anno, che da qualche giorno ha messo online le fotografie di una ottantenne nuda, con il suo sguardo vissuto, le sue rughe serene, la pelle avvizzita, scegliendola come testimonial per distinguere il prodotto top della casa. Che c'entra con il vino? Per l'autore dei tre scatti (visibili sul sito
www.vinoh.it), il creativo svizzero Mario Felice Schwenn, le rughe ed il corpo della donna riportano all'essenza del Barolo: vecchio, vero, essenziale. Non a caso il messaggio è "Barolo, nient'altro".Tra i puristi del messaggio c'è addirittura chi ha invitato il Consorzio di Tutela del Barolo a costituirsi parte civile per oltraggio. La direttrice dell'azienda, Anna Bracco, la spiega con queste parole: "Il nostro messaggio vuole essere allo stesso tempo coraggioso e provocatorio. Il Barolo non teme il tempo e mantiene intatto il suo fascino a qualunque età".Tra chi ne parla bene e chi ne parla male, la cosa certa è che la campagna pubblicitaria, con l'apporto della anziana modella, ha raggiunto lo scopo ovvero far parlare del vino, spopolando sul web. Avrà lo stesso successo anche sulle tavole?...Il tempo ce lo dirà!!!Personalmente, penso che le immagini di questa campagna pubblicitaria, che trovo non solo in termini di comunicazione molto avanti ma anche atta a dimostrare che essere anziani non significa essere esclusi dal dialogo con il pubblico, andrebbero guardate associandole al reale messaggio per cui sono state scattate e che quel corpo segnato dall'inesorabile scorrere del tempo è intriso di vita vissuta proprio come il Barolo che nel suo processo di invecchiamento acquisisce sempre qualcosa in più, rivelandosi al palato di chi lo degusta. Non c'è insomma a parer mio un'associazione estetica tra la donna e il vino ma solo ed unicamente un riferimento al vecchio modo di dire che "la donna è come il vino: migliora invecchiando." Vien da sé che nella campagna pubblicitaria più è vecchia la donna eletta a rappresentare il vino, più quest'ultimo è buono...Anche se un vecchio proverbio spagnolo pare dica proprio il contrario ovvero : "L'uomo è come il vino rosso, che invecchiando migliora. La donna è come il vino bianco, che va gustato giovane."A questo punto oltre a chiedervi cosa ne pensate voi di questa campagna pubblicitaria...Mi e vi chiedo: se a far da testimonial al Barolo ci fosse stato un anziano signore la pubblicità avrebbe sortito lo stesso effetto polemico?