La storia di Ryan Kennedy è una storia triste, perché Ryan ha solo 9 anni ma da cinque combatte contro l'ependimoma, una rara forma di tumore al cervello: nella sua breve vita ha già subito sette operazioni, due cicli di radioterapia e quattro di chemio. Nonostante tutto ciò, a febbraio una tac ha rivelato che il tumore ha raddoppiato le sue dimensioni da novembre. A questo punto, Ryan ha detto basta: ha chiesto alla madre, Kimberly, di smetterla con i trattamenti. Di lasciarlo morire. È il suo ultimo desiderio."Ha deciso che non vuole più prendere medicine, che non vuole più essere operato perché fa male. Vuole solo vivere la sua vita, nuotare, fare le cose che fa ogni altro bambino", ha raccontato Kimberly alla Cnn. "Quando gli ho detto che il tumore era cresciuto, si è messo a urlare, e a piangere, ripetendo - Te l'ho detto, mamma, non voglio più fare niente. Ho finito, ho finito con queste cose".Qualche giorno fa, un gruppo di studenti ha deciso di diffondere la storia di Ryan in tutto il mondo, facendo diventare Ryan Kennedy il primo trend di Twitter a livello mondiale. "Ho mostrato a Ryan che anche Britney Spears aveva twittato il suo nome e lui si è messo a piangere e ha detto: - Mamma, sono commosso che così tante persone là fuori si stiano preoccupando per me -, racconta ancora Kimberly"."Ryan sta abbastanza bene in questo momento. Si fa forza, dorme per la maggior parte del tempo ma ha dei momenti in cui è lucido, e ci parla. Persevera", ha spiegato ancora Kimberly. "Lo aiuterò per tutto ciò di cui avrà bisogno. Voglio stare sempre con lui e farlo sentire amato".Ryan vive a Clarkston, nel Michigan, con la madre, un fratello e una sorella: dopo tanto tempo in ospedale, sta passando gli ultimi giorni a casa. Secondo i medici potrebbe non vedere il suo decimo compleanno, il 24 maggio.COMMENTO PERSONALE:Ho voluto parlarvi di Ryan non per intristirvi ma perché troppo spesso noi adulti ci lamentiamo per molto meno mentre c'è chi davvero combatte quotidianamente per vivere anche solo un giorno in più. Con questo non voglio dire che dobbiamo trarre forza dalla sofferenza altrui ma che ogni tanto guardare a chi sta peggio è decisamente più costruttivo che guardare sempre, e non di rado con una punta d'invidia a chi sta meglio.Anche Ryan, così come tantissimi altri bambini, avrebbe desiderato qualcosa di diverso per lui, ma così non è stato e insieme con la sua mamma, tra non poche difficoltà e molta sofferenza ha abbracciato il suo crudele destino.