Tommaso Aniello d'Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 - Napoli, 16 luglio 1647), fu il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione civile della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.
Ed ecco che a distanza di secoli ad incitare alla rivoluzione è il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, e come doverosamente richiede la nostra era super tecnologica lo fa con un twett che recita esattamente così: "E' ora di scassare l'ordine costituito neo-liberista che abusa del potere e realizzare una società fondata sulla giustizia: w la rivoluzione", che di certo non è passato inosservato.La pioggia di polemiche è tanta. Visitando il profilo del sindaco arancione sul social network, il post ha 94 retweet, ma anche tanti commenti. C'è chi gli chiede come mai il trattino per "neo-liberista" e chi semplicemente pensa che sia colpa di Caronte. Qualche altro utente sorpreso ha postato un laconico "eh?".La rivoluzione è anche su Facebook, dove De Magistris ha postato l'identico post la cui potenza mediatica si è amplificata con ben 195 condivisioni, 938 mi piace e 173 commenti. Tra questi c'è chi è d'accordo nell'organizzare una rivoluzione, chi si chiede perché lo ha votato e chi lo accusa di fare solo proclami.
Un'opinione, dunque, che ha spaccato la rete ma non ha lasciato indifferente il mondo politico. Per il responsabile Pd per il Mezzogiorno Umberto Ranieri è "un' esaltazione infantile e che Dio protegga Napoli", mentre per lo storico Paolo Macry De Magistris fa concorrenza ai grillini. Andrea Orlando, commissario campano del Partito Democratico pur condividendo l'idea di mettere in discussione il neoliberismo, ha parlato di ricostruire quello che è già stato scassato.Al momento, l'unica rivoluzione dell'amministrazione De Magistris è quella interna, con lo strappo avvenuto poche settimane fa con l'ex pm Narducci, che ha rimesso la sua delega aprendo al rimpasto e chiudendo la prima fase del mandato arancione.La rivoluzione ancora non c'è ma semmai dovesse esserci sappiamo già che il nuovo Masianello è "Giggino o' rivoluzionario", così come qualcuno ha soprannominato De Magistris. COMMENTO PERSONALE:Io sono fermamente convinta che allo stato attuale delle cose una rivoluzione bianca (quindi non violenta) sia necessaria per sovvertire un sistema che sta letteralmente affossando paese e cittadini ma sono abbastanza realista da riconoscere che il popolo italiano è un popolo passivo, poco incline alla ribellione, manca, nel suo eccessivo individualismo, di una coscienza collettiva, motivo determinante per poter intraprendere qualsiasi azione di protesta che abbia un riscontro, in termini di partecipazione numerica, significativo. Insomma il famoso detto: "L'unione fa la forza" nel Bel Paese non ha terreno fertile e non trova applicazione. Molto meglio quello che recita: "Armiamoci e partite"!INVECE VOI COME LA PENSATE?Note: Parte di questo articolo è tratto da www.vesuvius.it